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il 27 Lug 2019

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Ecco come fare chips nei tornei low buyin, senza mettere a rischio la stack

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Ecco come fare chips nei tornei low buyin, senza mettere a rischio la stack

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Nei tornei low-buyin, solitamente l’aspetto tecnico non è la qualità principale del field in gioco. Soprattutto se fra gli iscritti vi sono giocatori occasionali o amatoriali, i quali badano meno alla forma e tendono a giocare un numero fin troppo alto di mani. Per un giocatore con un certa esperienza e con determinate skills, questi players rappresentano davvero un bersaglio troppo ghiotto da fallire.

Ma non per forza dovrà essere un attacco infinito o che mina la grandezza del proprio stack. Esistono delle soluzioni molto più sagge per andare a prendersi le chips di questi giocatori, senza compromettere la propria permanenza nel torneo. Tre tipologie di gioco che alla lunga daranno i frutti contro i players ricreativi che sono soliti chiamare anycard preflop per gustarsi appunto le tre carte comuni. Non resta che segnarsi le seguenti “regole”.

1 – Attaccare i Blinds di chi difende male

“Rubare” i bui nel gioco del poker è una delle prime cose che si impara al tavolo. Questo diventa una sorta di Must quando sul big blind siedono players che hanno difese deboli del proprio buio o che difendono male. Tra coloro che giocano eccessivamente chiusi e foldano il 90% delle mani e coloro che invece hanno imparato l’importanza delle odds e chiamano a prescindere. Ma lo fanno senza un piano preciso su come agire post flop e spesso risultano passivi passando la mano in questione.

Altri non sempre mollano: progetti, bottom pair e quanto altro diventano un buon motivo per lanciarsi all’inseguimento e se non chiuderanno un punto ben più importante, lasceranno sul tavolo un cospicuo numero di chips. Attenzione con quest’ultima tipologia di players: meglio presentarsi allo showdown con una mano importante e forte, mentre nelle rare volte che andranno in check/raise al flop è meglio passare le nostre carte senza rischiare oltre. Quindi, attaccare si, ma sempre con giudizio.

2 – Difendere il proprio buio dai giocatori deboli

In questo caso ci troviamo noi sul grande buio. E se abbiamo una certa confidenza con il gioco, capiremo nel giro di poche mani quali sono i giocatori con qui prendersi qualche libertà in più per difendere il big blind. Sono players che aprono con size eccessive pre flop, ma non avendo una strategia chiara risultano attaccabili nel post flop. Sanno che dopo il check, dovranno sparare una barrell per portare a casa il piatto e diventano al tempo stesso vulnerabili.

In questi il check/raise diventa la miglior mossa, in quanto se non hanno punti importanti sono propensi al fold. In pratica facciamo a loro, quello che non vorremmo mai subire a parti inverse e mentre stiamo rubando i loro blinds. Attenzione anche in questo caso. Sempre meglio evitare i multi way pot dove sfoderare questa tattica e ricordatevi che ogni tanto anche i giocatori deboli chiudono il loro punto.

3 – 3bettare is the Way

La 3bet nei tornei low buyin rischia di essere un’arma a doppio taglio, ma quando va in porto è sinonimo di pot interessanti. I giocatori a questi livelli si dividono in due categorie: i players che quasi sempre foldano sulla 3bet e quelli che invece difficilmente foldano, perché amano vedere i flop e scommettere. I primi sono una sorta di manna dal cielo e garantiscono fiches facili.

I secondi sono elementi da prendere con le molle. Certe volte molleranno il colpo nel post flop, altre volte invece daranno filo da torcere tra punti chiusi e progetti che sperano di trasformare. I loro call poi creano spesso le condizioni per l’ingresso di altri giocatori nella mano. Meglio quindi evitare di affrontare i multi way pot e soprattutto presentarsi con stack profondi.

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