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Strategia

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il 29 Lug 2019

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I 5 errori più comuni da short stack: cosa non dobbiamo fare nei tornei

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I 5 errori più comuni da short stack: cosa non dobbiamo fare nei tornei

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Giocare da short stack nel poker non è il massimo. Le nostre azioni in questo caso sono limitate e soprattutto dovranno confrontarsi con i big blinds rimasti a disposizione. Insomma tutta un’altra storia, rispetto a quando siamo belli comodi con un stack deep. Cambia notevolmente la strategia nei casi di short stack: meno mani da giocare, selezione delle mani con cui aprire o callare, valutazione odds e bluff limitati.

Ma spesso, proprio quando siamo corti, commettiamo un numero notevole di errori. Vuoi la voglia di recuperare il gap dai rivali, vuoi la smania di uscire da una situazione non proprio edificante, la fretta ci porta a commettere almeno 5 errori che dobbiamo cancellare dal nostro stile di gioco. Vediamo quali sono e vediamo anche se vi ritrovare in questi difetti.

1 – Vietato Limpare

Se già di perse il limp nei giochi No Limit è un qualcosa che andrebbe bandito, figuriamoci quando abbiamo davanti a noi pochi blinds. Mettiamo per ipotesi che il nostro stack sia inferiore ai 25 bui e prima di noi ci sono una serie di limpers. Non imitateli e soprattutto non abbiate paura di pushare se la vostra mano è importante. Primo perché prima o poi il colpo che cambia il vostro torneo ve lo dovete giocare e in secondo luogo, anche in caso di fold dei vostri rivali, incasserete fra blinds, ante e limp un buon numero di chips.

Ricordate una buona parte dei giocatori amatoriali ama vedere i flop spendendo poco, ma sono propensi alla fuga quando vedono la pila di chips superare la linea di demarcazione del tavolo. Insomma si spaventano e non poco. Ovvio che serve una mano abbastanza forte per muovere allin sui limpers. Ma una serie di piatti vinti così in serie vi permetterà di fare quasi double up senza andare showdown.

Va da se che non sempre siamo obbligati all’allin. Vi abbiamo appena spiegato un caso estremo per certi versi, ma molto utile. Tutto dipende da quanto siete short stack. In realtà con 25 big blinds si può pensare anche ad un’apertura, sempre se avete già in mente uno o più piani per il post flop. Diversamente con pochi bui, 15 o 10, il push è automatico.

2- Errori nella difesa del big blind

Uno degli errori più comuni che si commettono in situazione di short stack è la difesa del proprio buio. Se da una parte anche il singolo buio è quasi di vitale importanza quando siamo corti, dall’altra parte la gestione della difesa risulta spesso inefficace e dannosa. Certe volte siamo portati a flattare un numero fin troppo alto di rilanci, altre volte invece foldiamo eccessivamente anche in barba ad odds e matematica. Prima di tutto bisogna trovare un giusto equilibrio fra questi due estremi.

Equilibrio che possiamo avere solo con una selezione ben precisa delle mani con cui chiamare dal grande buio. Non esiste errore più grande che chiamare di continuo dal big blinds e poi mollare sistematicamente il colpo al flop, perché non abbiamo migliorato la nostra mano. Di conseguenza se iniziamo una giusta selezione delle mani, eviteremo di accorciare ulteriormente il nostro stack e spesso il resteal ci garantirà un buon pot anche se non saremo chiamati. Usando un teorema molto caro al calcio: “catenaccio, palla lunga e pedalare“. Tradotto nel poker potrebbe suonare come, difendersi in maniera solida e alla prima mano utile dal grande buio attaccare a nostra volta.

3- Raise/Allin: seleziona le mani

Da short stack siamo contagiati dalla voglia di recuperare chips e posizioni. Questo ci induce ad aprire o pushare con mani all’apparenza di una certa importanza, ma in realtà marginali. Mettiamo per esempio che con 25 big blinds decidiamo di aprire il gioco con A-9 o A-6. Dobbiamo valutare la nostra posizione. E’ condivisibile se lo facciamo da late position, mentre in early position risulta un mezzo suicidio.

Potrebbero chiamarci due o più giocatori. Se sul flop non hittiamo, cosa siamo disposti a fare? Abbiamo un piano ben preciso? Discorso simile per l’allin diretto. Da bottone ci può stare, da utg è una mossa senza senso. In entrambi i casi, ci chiameranno quasi sempre mani migliori della nostra. Però ci sono delle differenze. Pushare dal bottone da short stack con A-9 e sbattere ad esempio su A-A del grande buio è anche sfortuna in un’azione standard. Farlo come detto da Early e un po’ come giocare alla roulette russa. Prima o poi il proiettile ce lo becchiamo anche noi.

4 – Resteal si, ma attenti all’equity

Mettiamo per ipotesi che da 25 big blind il vostro stack si è ridotto a 10 o meno grandi bui, proprio per la serie di errori che vi abbiamo illustrato. La tentazione principale è quella di pushare ATC e da qualunque posizione. Inevitabile forse, ma prima di farlo, chiedetevi se i vostri rivali sono pronti a foldare la loro mano davanti ad uno stack così esiguo. L’equity fold proprio in questi casi diventa fondamentale. Con 10 big blind forse riuscirete a far passare mani marginali, ma con 3 o 4 big blinds i vostri rivali saranno quasi chiamati a mettere al buio.

In pratica anche se la vostra mano è forte e domina le altre preflop, rischiate di vedervi affondare da board a voi anonimi e perfetti invece per oppo. Pensate se muovete allin con A-A per 4 big blinds e il grande buio chiama per odds con 7-2: ecco ora immaginate un board con 7-2-2-X-X. Si la sorte è stata bastarda, ma sicuramente l’errore è quello di trovarsi in questa situazione di short stack, a causa di una pessima gestione delle vostre chips in precedenza. La sorte influisce fino ad un certo punto, ma l’errore umano è sempre alla base di tutto.

5- Scegliere di pushare è meglio che essere obbligati

Il quinto ed ultimo punto si lega in parte al quarto. Da short stack come detto dovete selezionare bene le vostre mani da giocare. Sia per rilanciare, sia per chiamare e sia per muovere allin. Se la vostra gestione è stata adeguata anche con 20 big blinds avrete ampie opzioni sulle mani con cui giocarvi eventualmente la permanenza nel torneo. Se invece la gestione è stata pessima, non solo sarete sempre più short, ma ad un certo punto sarete quasi obbligati a pushare quasi senza guardare le vostre carte.

Situazione che si manifesta da 5 big blind a scendere. In pratica, le carte non contano più, ma si pusha più per matematica che per altro. Il problema è che se siete obbligati a farlo con A-A è una cosa. Se invece siete obbligati a muovere allin ad esempio con 9-3, 7-2, oppure 10-4, la situazione cambia. Dovete sperare che la sorte sia dalla vostra parte. E stare esclusivamente nelle mani della fortuna o di chi per lei, non è mai una scelta ottimale.

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