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il 30 Ago 2019

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Sam Grafton fra la scalata nel circuito high roller e la libera scelta degli abiti al tavolo

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Sam Grafton fra la scalata nel circuito high roller e la libera scelta degli abiti al tavolo

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Mai banale e mai scontato. Sam Grafton ancora una volta dimostra di essere un eccellente comunicatore anche al di fuori dal tavolo. Con oltre 3 milioni e mezzo di dollari vinti in carriera, il player inglese è uno dei più apprezzati dagli appassionati di poker nel mondo. Vincente al tavolo, esilarante con le sue battute anche durante il gioco e molto apprezzato per i suoi tweet.

Così i colleghi di Pokernews.com hanno deciso di intervistarlo e sfruttando alcuni suoi tweet hanno posto delle domande al campione britannico. Un gioco a cui non si è sottratto Sam Grafton. “Io amo dialogare con gli altri giocatori e con i fans. Con i primi lo faccio al tavolo, con gli altri attraverso i social. Per me sono feedback importanti e che mi aiutano anche a comprendere meglio certe dinamiche“.

Il primo tweet preso in esame riguarda il suo recente debutto nel mondo degli high roller, o meglio dei super high roller. L’inglese infatti, durante le ultime WSOP per la prima volta in carriera si è seduto ad un torneo dal buyin di 100 mila dollari. Un passo importante. “Un’emozione unica. La prima volta lo senti il peso della cifra che stai investendo e speri di ottenere un buon risultato. Sai di avere a che fare con un field speciale, composto quasi esclusivamente da grandi campioni”.

Ho cercato di essere me stesso. Come lo ero stato la prima volta che ho giocato un evento da 1.000$, come quando ho debuttato nei tornei da 5.000$ di buyin e come ho fatto quando ho varcato la soglia dei vari high roller da 10 e 25 mila bigliettoni. Niente alchimie e strategie particolari, ma ho giocato secondo il mio stile. Solido con mani importanti e pronto a foldare con mani marginali. Il tifo dei miei fans su Twitter mi ha aiutato a raggiungere la zona “In the Money“.

Per la cronaca Sam quel torneo lo ha chiuso in 13° piazza per 174 mila dollari di ricompensa, mentre nel torneo inaugurale delle WSOP, si era seduto “$50.000 High Roller” ottenendo l’undicesima posizione per altri 101 mila bigliettoni. Dal debutto nei super high roller ai tornei high roller ad invito il salto è breve.

Ultimamente sta prendendo corpo l’ipotesi di high roller ad invito, sulla falsa riga delle partite cash game private. Da una parte professionisti e regular degli eventi esclusivi e dall’altra amatori ed occasionali con il portafoglio bello pesante. Insomma una distinzione importante, ma che non avrebbe futuro secondo l’inglese:

Io credo che la fortuna del poker dal vivo sia quella di dare una possibilità a tutti quanti di sfidare i più grandi giocatori al mondo. Perché dobbiamo privarci di tutto questo? Ovviamente, ci sono alcuni eventi, che hanno bisogno di una sorta di invito per sedersi. Ma sono pochi e tali devono rimanere. La bellezza di poter sfidare tutti non ha uguali“.

Infine l’ultimo tweet concerne l’abbigliamento del giocatore al tavolo. Secondo alcuni servono delle regole base su come i giocatori dovrebbero arrivare vestiti ai tavoli. Una sorta di decalogo del Dress-Code, ma anche in questo caso Sam Grafton non appare molto convinto.

Io per primo mi vesto in maniera alquanto bizzarra al tavolo da gioco. Sono per la libertà, intesa come abito che non crea problemi ne a se stessi e ne ad altri. Quando il dress code di un giocatore non cade nella volgarità, penso che che allora possa accedere senza problemi al suo tavolo“.

In ogni torneo, ci sono players di paesi, religioni, pensieri, filosofie, storie e stili di gioco diversi gli uni dagli altri. Ed è una delle cose più belle che ci possano essere in questa disciplina. Ci vogliamo formalizzare proprio sugli abiti?“.

Per la serie l’abito non fa il monaco.

 

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