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il 19 Set 2019

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Cosa fare con doppia coppia davanti ad un allin in bolla? Lo spiega Jonathan Little

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Cosa fare con doppia coppia davanti ad un allin in bolla? Lo spiega Jonathan Little

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Come da consuetudine Jonathan Little ci regala una mano interessante da analizzare. Uno spot che riguarda direttamente l’americano, durante un torneo da 1.500 dollari di buyin alle scorse WSOP di Las Vegas. Una mano particolare e che ripropone un tema che dura da anni. Ovvero, come comportarsi in piena bolla del torneo, con un punto importante, se il nostro rivale muove allin.

Un tema molto discusso. Jonathan Little con la sua consueta precisione va ad analizzare lo spot nella sua interezza, Dal preflop, fino alla non facile decisione se callare o meno il push avversario. Ovviamente con ragionamenti e strategie ben spiegate dal player americano. Non resta che immergersi nella riflessione di Little e trarne dei benefici per il proprio gioco. In fondo la bolla fa sempre discutere a tutte le latitudini.

Doppia coppia, ma…

Jonathan Little è seduto ad un tavolo del Rio Hotel& Casinò di Las Vegas, per il day 2 di un evento da 1.500 dollari di buyin. Il player a stelle e strisce ha iniziato la giornata in top ten, con uno stack di 80.000 gettoni, vale a dire 80 big blinds. Infatti alla ripresa delle ostilità, il livello recita 500-1.000 big blind ante 1.000. Dunque, l’americano sembra essere messo bene nella discesa alla zona premi.

Nonostante il day 2 si iniziato da pochi minuti, la fase bolla è già alle porte e proprio in bolla arriva la suddetta mano. Jonathan Little apre da middle position a 2.500 con K J. Chiamano due player alla sua sinistra e e si getta nella mischia anche il big blind. Il flop recita K Q 4 . Check del grande buio e con top pair l’americano betta 5.000 su un pot di 11 mila pezzi. Chiama solo il giocatore alla sua immediata sinistra, mentre gli altri due rivali foldano.

Il turn ci consegna un J . Little adesso ha doppia coppia, un punto davvero importante in questo frangente. Decide di bettare a 8.000, con oppo che chiama. Quest’ultimo ha ancora 24.500 pezzi a formare il suo stack. Il pot complessivo invece decolla a 37.500 fiches.

In quinta strada si materializza un 5 . Jonathan Little va in check e il suo avversario muove allin per 24.500 unità. Il noto player americano è adesso davanti ad un bivio. Ha uno stack superiore a quello del rivale, ma una chiamata sbagliata lo lascerebbe con metà dello stack. Ricordiamo che siamo in piena bolla e dunque il momento è di quelli decisivi.

Vediamo l’analisi di Little e cosa ha deciso di fare sul push di oppo.

Davanti a me ho due opzioni dopo il river: push o check. Se decido di pushare però, rischio di vedermi chiamare quasi esclusivamente da mani che mi battono. Nel caso in cui abbia Q-J deciderà sempre di passare e io avrò perso valore“.

“Il check invece mi lascia aperte diverse soluzioni, in base poi all’azione del mio rivale. Una small bet non avrebbe invece alcun senso, considerando che oppo ha chiamato senza problemi nelle altre due strade. Quindi decido di “bussare” e attendere una sua mossa. Possibili draw mancati possono spingerlo a bluffare ed è la situazione migliore per me“.

Il suo rivale pusha per 24.500 e Little decide di chiamare.

“La sua condotta alquanto passiva, prima del river, mi fa pensare proprio alla soluzione di un draw mancato. Difficilmente con un set si sarebbe limitato al call al turn e probabilmente anche con Q-J. Insomma avrebbe cercato di fare azione a sua volta. Il 5 in se cambia poco a mio avviso. Quando mai un player gioca 5-5 in quel modo? Vado per il call.”

Purtroppo per Little le cattive notizie sono dietro l’angolo: il suo avversario mostra A 10  per la scala chiusa al turn.

Il draw è chiuso invece. Difficile leggere una scala del genere, soprattutto su un board più tendente al flush draw che ad altro. Il mio avversario si è trovato un combo draw in mano al flop e al turn ha chiuso il suo punto. Non ho grossi rimpianti sulla mia condotta e non credo sia sempre un errore chiamare l’allin al river. Onestamente sono poche le mani dove perdiamo in questo spot”. 

“Qualcuno potrebbe obiettare che trovandoci in piena bolla, si può anche foldare la doppia. Questo è vero: potevo tranquillamente passare al river e conservare ancora uno stack superiore alle 60 mila unità. In questo modo, mi ritrovo con la metà delle chips che avevo ad inizio mano. Dunque se puntiamo ad arrivare belli deep in bolla e soprattutto dopo lo scoppio di essa, qui c’è solo da foldare

Però non dobbiamo dimenticarci che la nostra posizione di deepstack ci impone in qualche mondo di martellare la fase bolla. E con un punto del genere, diventa difficile non bullare il tavolo. Insomma uno spot non facile e che porta a più risposte allo stesso quesito. Ma con il senno di poi, mollerei il colpo al river, in attesa di momenti migliori per fare chips”. 

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