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il 27 Set 2019

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Phil Galfond: una cattiva gestione del bankroll stava mettendo fine alla mia carriera

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Phil Galfond: una cattiva gestione del bankroll stava mettendo fine alla mia carriera

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Phil Galfond si racconta e soprattutto svela un particolare che in pochi sapevano. Il top player americano ha svelato su Twitter, che agli inizia della sua carriera, ha rischiato seriamente di compromettere il suo futuro nel poker. La questione è la stessa che crea problemi alla maggior parte dei giocatori: la gestione sbagliata del proprio bankroll. Ma è proprio in questi momenti che si vede la grandezza di un giocatore.

Phil Galfond infatti ha saputo trarre una lezione importante dagli errori commessi e una volta “settato” il proprio il bankroll ha iniziato una scalata importante nelle gerarchie pokeristiche. Saper fare autocritica, saper imparare dagli errori e saper trasformare tutto questo a proprio favore è il vero valore aggiunto per un giocatore. Quella marcata differenza per diventare un giorno un top player.

Il Tweet di Phil Galfond suona anche come un monito per tanti altri giocatori. Egli stesso ha ammesso che si sedeva ad importanti partite high stakes con buyin alquanto “ridicoli” per la pesantezza economica della partita stessa. Della serie non posso permettermelo, ma gioco lo stesso. Un ragionamento sbagliato e che stava costando caro al player a stelle e strisce.

Galfond ha ammesso di aver limitato i danni in queste partite, ma ha pur sempre patito delle perdite. E quest’ultime hanno rischiato seriamente di minare la sua carriera. Resosi conto della strada senza futuro che aveva intrapreso, l’americano è stato bravo ad invertire la rotta. Non c’è un’indicazione precisa del periodo in cui è successo questo, ma si presume che fosse all’inizio della sua carriera, fra il 2005 e il 2007 all’incirca.

Il suo focus si è adattato a partite sicuramente più alla portata del suo bankroll e lo stesso è successo per i tornei. Una mossa che ha dato i suoi frutti, considerando che solo in tornei dal vivo sfiora i 3 milioni di dollari come incassi.

E nella discussione che si è creata molti giocatori, oltre a sottolineare la bravura del 34enne americano per aver saputo superare questa fase, si sono detti affascinati dalla figura dello stesso Phil Galfond.

Insomma per molti giocatori è un esempio da seguire, sia sotto il mero profilo pokeristico e sia appunto nella gestione del bankroll. Dunque a distanza di anni, il cambiamento che l’americano si è imposto ha dato i suoi frutti: ha salvato la propria carriera, ha imparato a gestire il bankroll, si è imposto come uno dei più forti players al mondo e infine ha ottenuto la stima degli altri giocatori.

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