Thursday, Feb. 27, 2020

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il 24 Ott 2019

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Giocare in modo errato la top pair: Jonathan Little spiega quali errori non commettere

Giocare in modo errato la top pair: Jonathan Little spiega quali errori non commettere

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Uno degli errori più frequenti sia nel poker live e sia nel poker online, riguarda la pessima gestione della top pair. Sarà capitato a un pò a tutti di trovarsi in difficoltà qualche volta con questo punto in mano. Certo l’esperienza e le skills aiutano nella corretta gestione, ma l’errore può sempre essere dietro l’angolo.

In nostro soccorso arriva come sempre Jonathan Little. Il top player americano, con il suo vlog su Pokernews.com ci illustra come superare questo problema. E lo fa con un esempio pratico, grazie ad una mano giocata alle scorse WSOP a Las Vegas.

In questo spot il suo avversario fa tutto quello che non bisognerebbe mai fare con una top pair in mano. Passo per passo il player a stelle e strisce analizza la mano e fornisce indicazioni utili per non commettere gli stessi errori del suo rivale.

La mano

Lo spot in questione arriva dalle ultime WSOP di Las Vegas in un evento da mille dollari di buyin. Il torneo è alle primissime battute e tutti i giocatori hanno stack profondi, rispetto al livello dei blinds: 50-100.

Fold generale del tavolo, fino a Jonathan Little che da small blind completa a 100 con 2 2 e il big blind opta per un raise a 350. Il pro americano chiama e scende il flop J 7 3 . Check/call di Little alla bet a 500 del rivale. E qui arriva il primo commento di Jonathan:

La sua puntata al flop, dopo il mio check, era molto scontata. Può averla fatta con qualsiasi carta in mano. Dalla top alla bottom pair, passando da aria pura, fino a possibili progetti di scala. Insomma il suo range in questo caso è molto ampio e la cbet in questi casi è quasi automatica”.

“Di conseguenza, la mia coppia di 2 potrebbe essere ancora avanti sul flop e decido di chiamare, in attesa delle altre due strade. Il raise qui avrebbe poco senso: se è in bluff scappa via, se ha un punto importante chiama, oppure potrebbe rilanciare a sua volta. Il call è l’opzione migliore”. 

Un turn benedetto

Dopo il call di Jonathan Little si passa al turn, sempre in heads up e con 1.700 chips nel pot. In quarta strada scende 2 e l’americano setta la sua coppia.

Scenario perfetto. Possiamo “bussare” tranquillamente con il nostro punto in mano. Un set pesantissimo e che ci fa sentire nettamente avanti al nostro rivale. Non resta che fare check e attendere una quasi certa puntata del big blind. Ha dimostrato di non aver paura di mettere le chips al di la della linea“.

Little fa check e per tutta risposta oppo over potta, pushando il suo stack. Muove allin per 9.150 chips e copre lo stack di Jonathan Little che ha 7.150 gettoni. Una mossa che non ti aspetti.

Mi aspettavo una Cbet, ma non proprio l’allin. Il primo pensiero è quello di ipotizzare un range di mani possibili del mio avversario. Lo posiziono su 5 4 , 6 5 o anche 8 7 . Insomma può avere chiuso scala con draw di colore e allo stesso tempo aver una middle pair in flush draw. Una situazione che sicuramente lo tiene ancora in vita“.

Nel suo range poi, non vanno escluse possibili doppie come J-7, J-3, J-2, mentre sono molto più rare quelle combinazioni con 7-3, 7-2. Ricordiamoci sempre che nei primi livelli si tende a giocare un numero ben più superiore di mani, rispetto al progredire del torneo e di conseguenza il range delle aperture si allarga notevolmente. L’azione preflop del mio rivale da big blind mi indica questa direzione”. 

Da parte nostra non possiamo esimerci dal call. Flattiamo flop, hittando set al turn, sarebbe folle passare in questa situazione. La strategia che abbiamo adottato ci impone di chiamare e nella maggior parte dei casi lo faremo con il punto migliore. Dunque easy call e ci giochiamo i resti“.

Lo showdown e le conclusioni di Little

Si va dunque allo showdown e per il big blind è molto imbarazzante con J 10. E’ andato rotto con top pair e bad kicker, trovandosi già senza possibilità di vittoria vs set di Little dopo il turn. Il river consegna un 5 che certifica il pot da oltre 18 mila gettoni nelle mani di Jonathan Little.

Giocata orribile del mio avversario. Condotta senza senso, pessima gestione della top pair e tuffo carpiato al turn senza possibili draw a sostenere una top pair molto debole. Insomma, è dura giocarla peggio di così. Sembrava Natale in anticipo”. 

Dunque avete appena visto come non va giocata un top pair. Ricordatevi sempre che la top pair non è punto nuts e di conseguenza in ogni streets dovete andarci con i piedi di piombo. Servono small bets per prendere valore e tenere il piatto basso, lasciandosi una porta di emergenza per la fuga, nel caso in cui le cose si mettono male”.

“Serve quindi una gestione più coordinata e sensata, sapendo leggere tra le righe del board il possibile range del vostro rivale. Ma soprattutto non iper-valutate mai la top pair. E’ un discreto punto, ma ogni tanto può perdere. Nei primi livelli dei tornei poi, non ha molto senso mettere a rischio il vostro stack con la top pair”.

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