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il 4 Nov 2019

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50 anni di carriera da professionista ai tavoli verdi: il racconto di Dewey Tomko

50 anni di carriera da professionista ai tavoli verdi: il racconto di Dewey Tomko

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In principio era Duane Tomko. Poi con gli anni tutti lo hanno chiamato Dewey Tomko. Un nome che forse dice poco a molti, ma in realtà è uno dei più longevi giocatori nella storia del poker e uno dei più grandi amici di Doyle Brunson. Una vita passata ai tavoli da gioco. E anche sulle cattedre delle scuole americane, visto che Tomko di giorno era insegnante e di notte vinceva nelle prime partite private.

La sua è davvero una storia pazzesca, dove si mescolano il college, il poker, i trionfi al tavolo, le supplenze nelle scuole per poi diventare insegnate di ruolo, partite segrete e pericolose, la passione per il golf e infine la grande amicizia con “Texas Dolly“.

Per non farsi mancare niente ha vinto anche tre bracciali WSOP in carriera e per due volte è finito runner up nel main event. Insomma mille vite in una sola vita per Dewey Tomko, uno dei pionieri del poker a stelle e strisce. A 73 anni però non ne vuol sapere di smettere di giocare e in una lunghissima intervista ai colleghi di Pokernews ripercorre oltre mezzo secolo di poker.

Il college e le prime partite

Duane Tomko, o se preferite Dewey Tomko incontra il poker per la prima volta al college. Siamo a metà degli anni ‘60, con gli USA padroni del mondo in tutto. Per tutti i ragazzi della seconda metà del ‘900 la tappa al college è fondamentale, così come avere un titolo di studio da presentare al resto del mondo, una volta finita la scuola.

Dewey ha ottimi voti e studia per diventare un’insegnate. Vuol educare e trasmettere cultura ai ragazzi. Intanto però coltiva due grandi passioni: il golf, praticato con ottimi risultati e il poker, dove se è possibile i risultati sono ancora migliori. E si rilevano una manna dal cielo i risultati del poker, visto che nei primi anni è un docente precario e non di ruolo: lavora solo se ci sono delle supplenze da fare.

Se da una parte entrano pochi soldi, dall’altra ha molto tempo libero e lo occupa giocando a poker. Ancor prima dei casinò, Dewey Tomko partecipa a private partite di cash game nelle ville o nelle case di uomini benestanti. Vince, ma c’è un particolare da tenere a mente: sono partite illegali e se la polizia irrompe sono guai per tutti.

Tenevamo sempre uno-due uomini di vedetta alla porta, afferma Dewey Tomko. Sentinelle pronte a farci scappare in caso di pericolo. Stavamo facendo qualcosa di illegale e le pene sarebbero state pesantissime. Per fortuna adesso è tutto diverso. Dopo mezzo secolo i giocatori di poker firmano autografi, rilasciano interviste come delle stars e si ballano milioni di dollari in TV con mani come Q-6/K-5. Me lo avessero detto 50 anni fa non ci avrei mai creduto

L’incontro con Brunson e le WSOP

Gli anni passano, Tomko intanto diventa insegnate di ruolo. Così ha una doppia vita: di giorno professore impeccabile a scuola e di notte predatore dei tavoli da poker. Vince e vince così tanto che ad un certo punto fa una scelta. Lascia il lavoro e si dedica completamente al poker. Una scelta rischiosa, ma che ha dato i suoi frutti. Inizia a frequentare i casinò e si rende conto che il mondo del poker si sta ripulendo da luoghi comuni e da personaggi poco raccomandabili.

Doyle Brunson

E in uno dei suoi viaggi a Las Vegas incontra Doyle Brunson. I due si sfidano ai tavoli, partendo da partite di cash game $5-$10 fino a salire ad high stakes ben più alti. La loro amicizia diventa solida, anche grazie al Golf. Entrambi amano questo sport, scommettono su di esso e si affrontano anche sul green.

Abbiamo giocato partite leggendarie a Golf. C’erano side bet pesanti in ognuna di esse e nessuno dei due voleva perdere. Siamo due competitivi e vorremmo sempre vincere. Ma soprattutto se non ci fossero stati i soldi di mezzo, nessuno si sarebbe impegnato in quel modo”. 

Poi nascono le WSOP e anche il nome di Dewey Tomko balza agli onori delle cronache. Nel 1979 vince il suo primo bracciale, mentre gli altri due arrivano nel 1984: No Limit Hold’em,  Deuce-to-Seven Draw e Pot Limit Omaha. A testimonianza di come sia un giocatore completo.

Per due volte accarezza il sogno di trionfare nel main event, ma finisce entrambe le volte al secondo posto. Nel 1982 battuto da Jack Straus (l’uomo di una chips e una sedia possono bastare per vincere il mondiale) e nel 2001 da un giovanissimo Carlos Mortensen.

Ricordo con affetto le prime edizioni delle WSOP. Nella migliore dell’ipotesi eravamo 3-4 tavoli. Allora si poteva ancora fumare al tavolo e fra sigarette e sigari c’era una cappa di fumo allucinante. Non vedevi neanche gli altri tavoli. L’unico che riconoscevi in quella nebbia era Doyle Brunson: per la stazza e per il suo immancabile cappello da texano. Roba che se lo fa oggi finisci diretto in prigione. Anche su questo aspetto il poker è cambiato tanto e in positivo

Dal 2008 nella Poker All of Fame

Dewey Tomko dal 2008 è entrato a far parte della Poker All of Fame. Grazie anche ai quasi 5 milioni di dollari vinti in carriera solo nei tornei dal vivo e la metà di essi provengono appunto dalle WSOP. Ancora oggi, con 73 primavere sulle spalle lo troverete al tavolo, in compagnia di Doyle, oppure a seguire una gara di Golf con il suo fraterno amico.

Nel poker devi pensare solo a vincere più soldi possibili. Non conta come ti chiami, se sei bello o brutto, o quale stile adotti al tavolo. Se vuoi avere una carriera lunga, devi solo mettere nel mirino il successo. Non conosco altre ricette per essere vincenti nel lungo periodo“.

Firmato Dewey Tomko, da oltre mezzo secolo professional poker player ai tavoli da gioco.

 

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