Friday, Dec. 13, 2019

Strategia

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il 15 Nov 2019

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Bluffare su un board con quattro carte dello stesso seme, secondo Jonathan Little

Bluffare su un board con quattro carte dello stesso seme, secondo Jonathan Little

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Una nuova mano e un’altra interessante spiegazione arriva dal prof. Jonathan Little. L’americano è reduce dalla trasferta di qualche settimana fa al WPT Borgata e ovviamente le situazioni curiose non sono mancate al tavolo. Little ha racchiuso come al solito gli spot più caldi da lui giocati e nel corso degli ultimi giorni ci sta proponendo le varie situazioni che si sono create al tavolo.

L’ultima concerne un board quasi monotone. Ben quattro carte dello stesso seme e nessuna di che quel colore nella mano di Jonathan Little. Ma c’è sempre la possibilità di portare a casa il piatto.

Per scoprire come, non resta che leggere tutto il resto dell’articolo.

La mano

Il torneo è nel livello 200-400 big blind ante 400 e tutte le pile degli stack in gioco sono abbastanza profonde, essendo l’evento nelle primissime battute. Un giocatore da late position apre a 900 e Jonathan Little dal big blind con A 7 opta per il call.

Qui nel 95% dei casi mi limiterò al call, attacca Little. Azione abbastanza standard. Solo in rare situazioni posso pensare alla 3bet e contro determinati avversari. Ma qui è preferibile chiamare”. 

Al flop scendono 4 3 2 e dopo il check di Little, arriva la cbet a 1.100 del suo rivale. “Altra azione standard, con la sua puntata che equivale a metà del piatto. Potrei chiamare o fare check-raise con il mio gutshot, il progetto di colore backdoor e due overcard. Ma ha senso alzare il piatto in questo frangente? Mi sono detto di no e ho chiamato portando il pot a 4.600 unità.

Il turn consegna Q e spetta di nuovo all’americano parlare per primo. “Sono indeciso fra piazzare una bet e limitarmi al check, in attesa di un’azione del mio rivale. Propendo per questa seconda opzione e anche il  mio avversario bussa. Un pò mi sorprende la cosa e in parte speravo in una sua bet, per poi prendermi anche il lusso di un possibile rilancio. A questo punto rivaluteremo tutto al river“.

In quinta strada il board si completa con 10 . “Scenario davvero particolare quello che troviamo su questo board. Quattro carte dello stesso seme e io non ho in mano nessuna carta a cuori. A prima vista sembra un disastro il river, ma non sempre lo è. Siamo sicuri che il nostro rivale abbia in mano una carta a cuori? Oppure anche lui si trova nella nostra stessa situazione? Quel che è certo l’azione rischia di bloccarsi con questo board.

 

Jonathan Little

 

Un nostro check rischia di avere il sapore della resa e soprattutto ci espone a dei bluff da parte di oppo che avrebbe una ampia gamma di mani, con cui bettare in questa situazione. Una nostra bet invece ha i suoi pro, ma anche i suoi contro. Sicuramente se il nostro avversario è bianco a sua volta, mollerà il colpo davanti ad una nostra puntata. In caso contrario ci esponiamo ad un call e nella peggiore dell’ipotesi ad un rilancio“.

Se optiamo per una bet, diventa decisivo a mio avviso l’importo. Small o big size in questo caso? Con una small rischiamo di essere chiamati da quelle mani, che pur non avendo chiuso colore, sono migliori delle nostre. Una size gigante potrebbe metterci al riparo da possibili hero call, ma corriamo il rischio di subire un rilancio pesante. Dobbiamo scegliere un importo che sia credibile agli occhi di oppo, nella speranza ovviamente che non abbia in mano asso o king a cuori. In quel caso non passerebbe mai”. 

Con una bet a 6.000 ad esempio, potremmo metterlo in difficoltà anche se avesse in mano una scartina a cuori. Per lui sarebbe complicato chiamare con sei, cinque o quattro a cuori. Dall’altro lato una bet a 2 mila, potrebbe rappresentare a nostro favore un progetto di colore chiuso e allora nella maggior parte dei casi oppo sa che chiamerebbe spesso da perdente in questo frangente“.

Alla fine Little esce a 2.000 e il suo avversario istant folda le sue carte. “Nella pausa successiva a questa mano ho chiesto al mio rivale cosa avesse e lui ha risposto candidamente 6 5. Un progetto di colore al flop, chiuso al turn e poi l’incredibile fold al river. Penso che giocarla peggio di come ha fatto lui sia veramente difficile. Al turn non può mai fare check e al river deve sempre chiamare i miei 2 mila gettoni

Dal canto nostro abbiamo fatto il massimo in questa mano, giocando con le size e sui demeriti del nostro avversario. Ma al di la dei suoi errori, la nostra condotta è perfetta e raccogliamo quanto seminato. Lo spot in questione, dimostra che i bluff ponderati e ben architettati portano sempre dei frutti, anche quando il board sembra non essere nostro amico“.

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