Friday, Feb. 21, 2020

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il 25 Gen 2020

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Il poker è ancora un gioco per vecchi: la tripla vittoria della Old School

Il poker è ancora un gioco per vecchi: la tripla vittoria della Old School

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La lotta generazionale tra il “nuovo” e “l’antico” vive anche al tavolo verde una battaglia secolare. Da una parte la vecchia scuola del poker, fatta di personaggi che calcano le scene fin da prima del boom del gioco e possono mettere sul piatto un’esperienza di lunga data ad alti livelli.

Dall’altra tutto un folto gruppo di giovani, spesso provenenti dall’online, che hanno rapidamente scalato le gerarchie di potere (e di vincite), portando dalla loro strategie sempre più dinamiche ed evolute. Ma ogni torneo ha una sua storia, e questa settimana sembra proprio che la “old school” sia tornata a ruggire forte.

La Old School italiana

Soprattutto nel nostro paese è capitato (e capita) spesso che nei tornei live sia proprio l’esperienza dei giocatori della vecchia scuola ad avere la meglio. E sono stati tanti i rappresentanti di questa categoria a essersi messi in mostra negli anni.

Senza stare a fare una cronostoria, rimangono ancora negli annali quei due European Poker Tour di Salvo Buonavena e Antonio Buonanno. Così come le imprese dello scomparso Gianni Giaroni (la battaglia al Partouche Poker Tour è ancora viva in memoria).

E anche se poi si è certamente adattato agli sviluppi del gioco (soprattutto in chiave varianti), anche un Max Pescatori, terzo nella all money list italiana, può essere buon rappresentante di quella vecchia guardia. Ma sono solo alcuni nomi, tra i tanti, a dimostrare come la battaglia tra generazioni (almeno live) è tutt’altro che finita.

JC Tran torna alla vittoria al WSOPC

Una settimana di rivincita per la “Old School” abbiamo detto. E cominciamo proprio con la vittoria di Justin Cuong Van Tran, o molto più semplicemente “JC Tran“. L’occasione era il WSOP Circuit Thunder Valley di Sacramento, dove il pluricampione del mondo (due braccialetti WSOP in bacheca per lui) si portato a casa questa volta la prima moneta del torneo High Roller.

Lo stesso che proprio tre anni fa si era nuovamente aggiudicato nella sua ultima vittoria recente. L’americano infatti ha certamente diradato le sue apparizioni (e i suoi piazzamenti), ma in questo caso ha mostrato di essere ancora parecchio “confident” nelle fasi salienti, liquidando in heads up un altro osso duro come Tony Dust, anche lui vincitore di un braccialetto WSOP nel 2016.

Il ritorno di Men The Master Nguyen

Ancora più storico se vogliamo, il ritorno alla vittoria di un quello che è davvero un mostro sacro del circuito: Men “The Master” Nguyen. Parliamo infatti di un player secondo solo a Phil Hellmuth per numero di piazzamenti ITM alle WSOP (sono ben 72, per ora), con 7 braccialetti al polso e vittorie praticamente in tutti i circuiti più importanti del mondo.

In barba all’anagrafe però, Men Nguyen ha deciso che era arrivato il momento di lasciarsi alle spalle tutti i 741 giocatori che hanno partecipato al WPT Borgata Winter Open di Atlantic City, disputato lo scorso fine settimana, tornando così alla vittoria in un torneo prestigioso a quasi 7 anni dall’ultima volta (un L.A. poker Classic nel 2013). E probabilmente la storia, non è ancora finita.

Il record di Greg Raymer

E nei giorni scorsi avevamo già parlato anche della vittoria di Greg “fossilman” Raymer al Heartland Poker Tour di Chicago. Una vittoria a suo modo storica per il campione del main event WSOP 2004, perchè è la quinta volta che si aggiudica il titolo in quel circuito e nessuno ha saputo fare meglio di lui.

Una vittoria molto difficile per lui, che ha dovuto avere la meglio su altri 519 giocatori e soprattutto si è giocato l’heads up finale partendo da una situazione di netto svantaggio (2:1 in chips), ma ribaltando poi la situazione contro l’avversario Evan Bethy. 

Insomma chi mai aveva pensato che “il poker non è un gioco per vecchi”, dovrà assolutamente ricredersi.

 

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