Sunday, Aug. 9, 2020

Strategia

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il 19 Mar 2020

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Come affrontare un allin al river con overpair: il processo mentale di Jonathan Little

Come affrontare un allin al river con overpair: il processo mentale di Jonathan Little

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Jonathan Little torna protagonista con uno spot davvero particolare. L’americano analizza una sua mano giocata al WPT Borgata Poker Open. Una coppia di Jack che subisce un overbet al river. Una giocata che mette Little davanti ad un bivio: chiamare e mettere a rischio la permanenza nel torneo, oppure passare e attendere uno spot migliore per cercare il double up?

Una situazione davanti alla quale si sono trovati molti giocatori nel corso della loro carriera. Jonathan Little oltre a ripercorrere passo per passo la mano con precisione certosina, ci espleterà il processo mentale che lo porta a scegliere una strada rispetto all’altra. Analisi e motivazioni che dovrebbero sempre far parte del nostro bagaglio ogni qualvolta che ci sediamo al tavolo.

J-J e 28 Big Blinds

Durante il day 3 del WPT Borgata Jonathan Little resta con circa 28 big blinds, vale a dire 425.000 unità nel livello 10.000-15.000 big blind ante 15.000. Insomma sotto average e con la voglia di risalire la china. Il player a stelle e strisce spilla J J da Highjack e apre a 35.000. Chiama solo lo small blind con uno stack totale di 790.000 chips.

Si passa al flop: 7 6 3 il player da piccolo buio fa check e la parola passa a Little.

Questo è il board ideale per uscire in cbet. Dobbiamo scegliere soltanto la size della nostra puntata in modo da lasciare spazio ad un possibile “Check/raise allin” del nostro avversario. Betto 50.000 e oppo chiama“.

Si passa la turn e in quarta strada scende un 10 , dove per la seconda volta di fila lo small blind “bussa”. Little ha due opzioni davanti a se.

La gamma delle nostre scelte non può che prevedere o un check dietro, oppure una seconda puntata. Sono entrambe giuste e visto che il mio rivale ha dimostrato di non essere proprio un fulmine di guerra su board del genere in altre mani, opto per un check. Tutto questo per spingerlo ad un errore al river“.

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L’overbet del rivale

In quinta strada ecco che arriva la mossa che forse non ti aspetti dallo small blind. Il board si completa con 3 e oppo esce diretto in allin per 715.000 unità. Jonathan Little è ovviamente coperto dallo stack del rivale e a questo punto deve decidere se giocarsi la permanenza o meno nel torneo. Ha dalla sua 340.000 pezzi, ovvero 23 big blind.

L’istinto ci dice di callare in mezzo secondo. Per la dinamica della mano, per la nostra mano e per come è formato il board. Ma più dell’istinto, noi dobbiamo usare la ragione. E allora prima proviamo a stabilire il range del nostro rivale. Cosa battiamo e contro cosa perdiamo in caso di call?

Lo small blind potrebbe avere settato flop e poi chiuso full al river ad esempio. Nella maggior parte dei casi però nel suo range posso esserci 9-9/8-8-/5-5 e così via. Difficilmente ha giocato in questo modo con una over pair superiore alla nostra.“.

Di conseguenza possiamo soltanto chiamare e le possibilità di trovarlo in bluff sono molto alte. Infatti mostra Q-9 per un bluff finito nel peggiore dei modi. La nostra condotta è stata perfetta, in quanto lo abbiamo prima tenuto dentro la mano e poi in qualche lo abbiamo istigato al tuffo. Incassiamo questo pot da oltre 1.3 milioni e si torna nettamente sopra media verso la zona premi“.

 

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