Saturday, Jun. 6, 2020

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il 18 Mag 2020

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Il ritorno (online) del funambolo Lacchinelli: Perso heads up tragico, ma faccio ancora la mia sporca figura

Il ritorno (online) del funambolo Lacchinelli: Perso heads up tragico, ma faccio ancora la mia sporca figura

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Ai tempi del Covid almeno i tornei di poker online sono riusciti a sollevare il morale di noi appassionati italiani. Nelle scorse settimane vi abbiamo raccontato diverse belle storie in cui i protagonisti erano dei fortunati debuttanti o dei grinder arrivati agli mtt da altre discipline.

E poi ci sono i vecchi squali del tavolo verde che si rifanno vivi per dare qualche lezione agli sbarbatelli. È il caso del funambolo Riccardo Lacchinelli, arrivato secondo stanotte nell’evento n° 44 delle Turbo Series di PokerStars in mezzo a oltre 7.200 partecipanti.

Un risultato che ci ha dato l’occasione di fare nuovamente quattro chiacchiere con uno dei personaggi storici del nostro poker. Conosciuto soprattutto per le sue apparizioni dal vivo, probabilmente, ma in grado di dire la sua pure tra i professionisti dell’online.

Sentite cosa ci racconta un ispirato Lacchinelli: “Io ho sempre giocato online a buon livello dire il vero. Negli ultimi cinque anni avrei forse dovuto dedicarmi di più al grinding online. Ora sono tornato a cliccare perché ho visto che durante la quarantena il field era davvero invitante“.

E c’è subito il primo aneddoto che riguarda un altro giocatore famoso: “Stavo grindando qualche heads up da 10 euro l’altro giorno quando mi sono trovato dall’altra parte Alioscia ‘tuttialsugo’ Oliva. Lui non credeva davvero che fossi io e allora mi ha fatto una domanda trabocchetto. Mi ha chiesto di una cena storica che facemmo insieme durante una trasferta e alla mia risposta si è convinto“.

Ma veniamo alle serie di tornei così ricche in questo periodo: “Allo SCOOP sono andato abbastanza bene nel Main Event e poi ho continuato a giocare in questi giorni.

Ieri sera ero convinto che il torneo da 10 euro iniziasse alle 21:00 invece che alle 20:00. Mi sono iscritto verso le 21:15 anche perché non avevo più soldi nel conto e ho avuto qualche problema a ricaricare di domenica. Sapete, io sono un tipo old style. Ho chiesto aiuto agli amici del mio gruppo storico, le Furie Rosse. E così ho dato il mio 15% all’amico Rouge che mia ha permesso di giocare.

Pronti via e nel torneo scendo a 3.000 chips. Insomma, l’inizio è stato dei peggiori. Ma poi risalgo e mi ritrovo in media durante la bolla. A circa 600 left volo in testa e non esco dalla top cinque fino al tavolo finale. Sono sempre stato attorno al quadruplo avg. Gli amici mi avvisavano quando scendevo a tre avg e già lì mi sentivo un po’ scomodo. La struttura era super turbo. Io son quello che ha fatto più taglie di tutti, anche se questi tornei mi piace comunque giocarli per arrivare in fondo e vincere i premi regolari. Ho runnato e mi tenevano i colpi.

A sei left qualcuno ha chiesto un deal secondo ICM ma non si è fatto nulla. Il vincitore del torneo, ‘altezzissima’, stava per uscire contro di me ma si è salvato con A-7 contro J-J grazie a un colore al flop.

In heads up stavo a un certo punto avevo il doppio delle sue chips, quando con K-Q gli ho trovato A-6 in mano. È andato lui. Stava per ribaltarsi tutto quando siamo finiti di nuovo ai resti, stavolta io con A-8 e lui con A-5. Un 5 al flop però ha fatto finire tutto. Peccato perché nei piccoli spot avevo un vantaggio e li vincevo spesso io. Ci tenevo a fare primo. Alla fine i payout sono parecchio verticali e bisogna giocare per vincere“.

 

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E se lo dice uno come Lacchinelli, bisogna crederci. Sentite qualche aneddoto sulla sua esperienza più che decennale: “Io sfiorai qualcosa di clamoroso ancora prima dell’epoca delle sponsorizzazioni e degli IPT.

Mi ricordo ancora di un Sunday Million del 2007 o 2008. Era un torneo che costava tipo 50 dollari invece di 100. C’era il doppio degli iscritti, una cosa mostruosa. Mi iscrivo verso le otto di sera, le cose mi girano bene, vado ITM con una prima moneta da 297mila dollari in palio.  Ridendo e scherzando arrivo in top 100. C’erano degli americani forti ma non è che spaccassero i tavoli. Arrivo in top 25. Siamo a 19 left. Nel frattempo sono in linea con Paolo Giovannetti. Spillo gli assoni. Sono 15° su 19 e voglio fare chips. Il 18esimo fa uno scalino nei premi ma non mi interessa. Allora da SB faccio solo call. Il big stack sul BB fa check. Flop K-Q-5. Io punto e lui fa resti. Si presenta con Q-9 allo showdown. Diciamo che la trappola ha funzionato, ma il turn è una Q river liscio. Un colpo che può spostare carriera e che rigiocherei uguale“.

Poi il buon Lacchinelli è diventato famoso soprattutto ai tavoli live: “Anche lì ci sono stati dei colpi che hanno spostato parecchio. Tipo un flippone perso alle WSOP ma soprattutto quel K-K contro K-9 che ho perso all’IPT di San-Vincent del 2013 contro Domenico Drammis. Quarto classificato all’High Roller di stanotte delle Turbo Series, tra l’altro. Mi ricordo ancora del colore di picche che mi ha condannato al nono posto sette anni fa. Voglio approfittare per sfidarlo ufficialmente a un heads up da mille euro. Anzi, io ne metto 1.050 senza problemi“.

Ora il buon Lacchinelli si concede ancora qualche uscita nei club o nello storico circuito del Tana delle Tigri, virus permettendo. A proposito, per fortuna la pandemia in corso non ha toccato Riccardo:

Io qui a Crema abito vicino a un ospedale e per un certo periodo ho sentito spessissimo le sirene delle ambulanze. Mi mettevano tanta tristezza. Per fortuna la mia famiglia e i miei amici non sono stati toccati da perdite. Conosco gente però che ha perso i genitori. In Lombardia la situazione è stata tragica.

Io prima dell’emergenza sono riuscito a passare un po’ di tempo in Francia e poi ero a Valencia a vedere l’Atalanta poco prima del lockdown. Abbiamo rischiato di rimanere là a causa dei voli cancellati. Mi sono presentato alle 4:00 di mattina in aeroporto per paura di restare bloccati. Per fortuna abbiamo preso un aereo delle 6:00 di mattina per Parigi e poi uno per l’Italia alle 18:00.

Io queste settimane tutto sommato le ho vissute serenamente rispetto ad altri. Ero già abituato a lavorare da casa con la mia famiglia attorno.

E ora ho riscoperto la passione per il poker online. Non penso che smetterò subito solo perché è finita la quarantena totale. Non so gli altri. Penso che per un certo periodo ci saranno ancora dei buoni numeri online“.

 

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