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il 5 Ago 2020

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Un fold assurdo: Wilinofsky-Van Den Bijgaart, EPT Berlino 2011

Un fold assurdo: Wilinofsky-Van Den Bijgaart, EPT Berlino 2011

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“Cooler” è un termine entrato prepotentemente nel dizionario di ogni pokerista: ovvero un colpo imparabile, scritto, inevitabile, dove uno dei giocatori coinvolti, spesso, è costretto ad uscire senza poterci far nulla.

Raramente, però, qualche giocatore riesce lo stesso a sfuggire ad un colpo che pareva avere un finale già definito: è il caso di Joep Van Den Bijgaart all’EPT di Berlino 2011, che veramente risulta uno dei fold più incredibili della storia recente del Texas Hold’em.

Qualcosa di incredibile

Siamo nel 2011, a Berlino, in occasione dell’EPT, il cui buy-in è di 5.300€. Ci sono ancora 17 giocatori in corsa dei 773 partiti, e ci si avvicina a grandi falcate verso il tavolo finale. Il primo premio sarà di 825.000€ , mentre chi esce ora verrà premiato con 20.000€.

I bui sono 15.000/30.000 , ed un giocatore (tale Jeff Hakim) apre a 65.000 con Q J possedendo uno stack di 770.000 .

Da bottone, il canadese Ben Wilinofsky, chip leader del torneo con un capitale di 5,6 milioni, si trova con A A e decide per l’insolita scelta di fare solo call. Lo small blind folda, nel big blind invece  l’olandese Joep Van Den Bijgaart si trova con A 9 con uno stack di 1,5 milioni e opta per il call.

Allacciate le cinture, perché il flop è:

A 9 2

C’è qualcosa per tutti: un draw di colore alla donna per Hakim, un insospettabile top set per Wilinofsky e una top two pair per Van Den Bijgaart.

L’olandese sul big blind fa check, Hakim punta 93.000; Wilinofsky sale a 193.000, e la parola torna a Van Den Bijgaart con la sua doppia coppia. L’olandese decide di salire a quota 530.000 e la parola torna ad Hakim, che senza indugio folda i suoi quattro quinti di colore.

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Wilinofsky, dopo qualche secondo, va all-in mettendo ai resti l’avversario.

Sorprendentemente, non solo Van Den Bijgaart non snappa, bensì si alza in piedi e comincia a pensarci su. Peraltro, dice “ho una mano gigantesca, ma dopo questa azione non batto niente. Per la prima volta in vita mia non so cosa fare, non ho un piano preciso”.

I due si mettono a parlare, e Wilinofsky cerca di indurre l’avversario al call.

Tuttavia, il canadese non si lascia ingannare e dopo un po’.. folda incredibilmente.

La domanda, ovviamente, è: quali sono stati, secondo voi, i ragionamenti che hanno portato al fold Van Den Bijgaart? Su che mano metteva il proprio avversario? C’è del caso in questa mano o siamo di fronte ad un capolavoro?

Onestamente: quanti di voi avrebbero foldato?

 

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