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il 19 Mag 2021

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Vincere a una serie online quando hai smesso di grindare: il racconto di Andrea Pramollo Giacchino

Vincere a una serie online quando hai smesso di grindare: il racconto di Andrea Pramollo Giacchino

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In un gioco che mixa abilità e fortuna, non sai mai cosa aspettarti dai disegni imperscrutabili del Caso.

Ad esempio puoi dedicarti al poker anima e corpo per anni senza mai mettere in bacheca un titolo di quelli importanti, salvo poi vincerlo quando il tuo impegno per il gioco si è notevolmente ridimensionato.

Per ulteriori dettagli basta chiedere ad Andrea ‘Pramollo’ Giacchino: dopo aver mosso volumi da regular per diversi anni senza mai trovare l’acuto vincente a una serie di tornei online, ieri notte il 36enne è riuscito ad acciuffare il titolo alle Bounty Builder Turbo Series di PokerStars. Adesso il poker ha un ruolo di secondissimo piano nella sua vita. Il botta e risposta con il torinese inizia da qui.

 

Ciao Andrea, visto che siamo rimasti all’epoca in cui grindavi tornei aggiornaci: cosa fai oggi e quanto spesso giochi a poker?

Oggi mi occupo di Digital Marketing, sono consulente e formatore oltre a curare alcuni progetti personali legati al mondo dell’Ecommerce (bragshop.it) e della crescita personale (sto preparando un percorso formativo 1 to 1). Al poker dedico uno o due giorni alla settimana e lo vedo come un asset in grado di generare profitto al di fuori della mia attività lavorativa principale.

Prima del titolo di ieri notte che major avevi in bacheca? Dopo l’ultimo showdown hai esultato e credi che festeggerai la vittoria?

Recentemente ho fatto un terzo posto allo SCOOP in aprile, in passato ricordo con piacere la vittoria del Sunday Evening e un tavolo finale al Sunday Special. Ho fatto bene anche a un evento delle Carnival qualche anno fa, il resto tornei serali minori. Se devo dirti la verità dopo la vittoria non ho esultato, non perché non fossi felice ma perché vivo certe soddisfazioni senza gesti eclatanti o esultanze particolari, credo che siano la conseguenza di tante piccole scelte giuste messe una dietro l’altra. Mi godo quelle scelte man mano che vengono prese, la vittoria è la conseguenza di un percorso che ancora oggi mi appassiona tantissimo! Per i festeggiamenti comincerò offrendo un aperitivo ai miei amici e facendo un regalo alla mia ragazza, a me penserò poi.

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Raccontaci come è andato il torneo, c’è stato un momento in cui hai pensato che la vittoria non ti poteva sfuggire?

Diciamo che un torneo turbo con più di mille giocatori ti mette nella condizione di dover giocare più di uno showdown e per quanto uno possa fare la scelta giusta prima o poi ti troverai a giocare un colpo da sfavorito. Io mi ricordo tre 70/30 vinti con la mano peggiore. Ad un certo punto, con il torneo a 11 left, avevo un ottimo margine e ho pensato che se non avessi commesso errori avrei potuto farcela.

Al tavolo finale c’era qualche giocatore che ti impensieriva più degli altri e hai adottato qualche accorgimento particolare – al di là di quelli dovuti alla presenza delle taglie?

Il nome che ho subito notato è stato JhonCheever. Nemmeno a farlo apposta, pronti via, con AQ devo chiamare il suo push, lui gira JT, T turn e lì mi sono detto “proprio a lui devo darle?” È un giocatore molto forte e preparato, ho temuto che questo avrebbe potuto cambiare un po’ le carte in tavola ma alla fine è andata bene. Negli ultimi mesi ho fatto degli aggiustamenti che mi sto portando dietro e mi stanno dando delle soddisfazioni, nulla in particolare a livello di strategia, mi piacciono i tornei turbo e penso di approcciarli nel modo corretto. Le taglie spostano molto, ovviamente, e quando lo stack me lo ha consentito ho aperto per callare con 85s su un giocatore con una taglia importante. E’ stata una mano un po’ al limite la cui giustificazione ovviamente sta solo nell’importo della taglia.

Che progetti hai per il futuro, sia relativamente al poker che nella vita di tutti i giorni?

Come ti dicevo il poker è un asset e continuerò a trattarlo come tale, oltre che come momento di svago tra amici, quando le riaperture lo consentiranno. Penso che giocherò sempre una o due sere a settimana. Il lockdown di marzo mi ha portato a dedicare un po’ più di tempo sicuramente, inoltre ho un gruppo di amici che dedicano tempo e studio a questo gioco, sentire il loro entusiasmo e la voglia di farcela hanno riacceso un po’ quella fiamma che comunque non si è mai spenta. Per quanto riguarda la real life il progetto più prossimo è quello del matrimonio, covid permettendo! Inoltre ho lanciato proprio con la mia ragazza l’Ecommerce #BRAG (bragshop.it) che ovviamente richiama un termine noto nell’ambiente pokeristico, è nato tutto per gioco all’interno della mia cerchia di amici e ho messo a terra il progetto!

Infine a breve partirà un progetto su cui sto lavorando da un po’, un percorso di crescita personale 1 to 1 che affronterà temi come mindset, benessere, formazione, lavoro, finanza personale. Mi piace l’idea di poter impattare positivamente la vita delle persone e qui non si tratta di formule magiche, metodi di guadagno o delle solite fesserie: tutti abbiamo il diritto di vivere una vita più che mediocre e se posso aiutare qualcuno accompagnandolo in un percorso di trasformazione, così come è avvenuto per me, sarò molto felice di poterlo fare.

 

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