Sunday, Jan. 29, 2023

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il 14 Gen 2023

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Il bilancio del 2022 ai tavoli di Davidi Kitai ci fa capire cosa conta veramente a poker

Il bilancio del 2022 ai tavoli di Davidi Kitai ci fa capire cosa conta veramente a poker

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Bilanci annuali dei pokeristi: dopo aver visto quello di Daniel Negreanu, oggi scopriamo come è andato il 2022 di Davidi Kitai.

Per il pokerista belga più vincente di sempre l’annata è stata positiva, anche se non si è piazzata tra le migliori cinque della sua carriera.

Il compagno di team di Mustapha Kanit vede il bicchiere mezzo pieno, forse anche di più, e nell’illustrare i suoi traguardi ha chiarito quali siano le cose che contano veramente a poker.

Una annata vincente

Ecco i numeri del 2022 di Kitai:

“Dal vivo ho raccolto 17 piazzamenti a premio, 6 tavoli finali, una vittoria e $557.107 di incasso. Sono arrivato 106° nella classifica mondiale del ‘Player of the Year’ (ecco quella italiana, ndr), 29° in Europa e primo in Belgio. Sono molto soddisfatto di questi risultati e soprattutto di essere stato costante. È una annata vincente con un ottimo ritorno sull’investimento, intorno al 40-50%. Certo, in termini di risultati questo è solo il mio settimo anno migliore, ma è ben al di sopra delle mie aspettative.”

Migliorare a poker senza giocare

Perché le aspettative di una persona intelligente come Kitai fossero basse è presto detto: questo 2022 per il belga ha segnato un nuovo inizio col poker dopo due anni di pausa.

“Nel 2020 non ho giocato a causa del Covid, e nel 2021 ho giocato pochissimo… a causa del Covid (di nuovo) e della nascita di mio figlio. La ripresa è stata quindi molto importante. In questi due anni di tregua ho avuto il tempo di farmi le domande giuste, di lavorare sul mio gioco e di organizzarmi per conciliare vita familiare e vita professionale. Gli obiettivi nel 2022 erano di ritrovare un buon feeling, divertirsi ed essere disciplinati nella game selection.”

La pausa ha permesso a Kitai di fortificarsi soprattutto da un punto di vista mentale:

“Durante questi due anni di pausa, ho pensato davvero a tutti gli aspetti di questo gioco, da quello strategico a quello tecnico per passare al mentale… Mi sono reso conto che le mie qualità erano super redditizie nel poker moderno, e che quindi dovevo sfruttalo al meglio. Per prima cosa, mi sono reso conto di quanto fossi appassionato di poker, e che questo era un enorme punto di forza che garantiva una motivazione costante senza troppi sforzi. Ho un gioco exploitativo con un istinto molto sviluppato: devo quindi osservare molto al tavolo, in modo da profilare i miei avversari e sfruttare al massimo le loro falle. E poi ho anche rilevato delle falle nel mio poker che devo assolutamente correggere. La prima è stata la mia selezione di giochi, che ho migliorato molto quest’anno. Poi ho iniziato a lavorare un po’ sulla tecnica e sul gioco GTO. Ti assicuro che il mio obiettivo non è giocare equilibrato, ma solo essere un po’ più preciso sui range bilanciati per poterne deviare in modo più efficace.”

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I risultati nei Main Event

I miglioramenti nella game selection hanno portato Kitai ad aderire a uno schedule piuttosto diverso rispetto a quelli cui era abituato:

“Ho giocato tornei che mi hanno fatto amare il poker, ma ho anche giocato un po’ meno rispetto agli anni precedenti. Ho evitato il più possibile tornei turbo dalla durata di un giorno, ma in compenso ho giocato più tornei con buy-in medi: nel sud della Francia, a Parigi, a Namur o durante il Winamax Poker Open.”

Il belga esamina poi i suoi risultati per tipologia di torneo.

Nei Main Event il bilancio è stato in perdita, da un punto di vista prettamente monetario. Kitai ha raggiunto la zona in the money ai Main Event EPT di Praga e Monaco ed è adesso a un solo itm di distanza dal record di Johnny Lodden. Al Main Event più importante del mondo, quello delle WSOP di Las Vegas, il belga non ha invece ancora raggiunto una posizione a premio. La sua migliore prestazione dell’anno in questo tipo di tornei è arrivata a quello col buy-in più basso, il Main Event WSOP Circuit Cannes da 1.500€, dove ha chiuso in quinta posizione per 29.000€ di premio.

“Anche se quest’anno ho perso in questi tornei, sono contento del gioco espresso. In questo tipo di eventi sento di avere davvero un grande vantaggio. Questi tornei sono davvero fatti per me, dove lo stile exploitativo è la chiave per avere successo. Essendo i field enormi, c’è più varianza e quindi nessuna garanzia di risultati su un piccolo campione. Sono convinto però che presto troverò una grande prestazione in questi tornei perché sono quelli in cui mi sento più a mio agio.”

I risultati negli High Roller

Nei tornei a buy-in più alto, Kitai ha fatto tre deep run nel circuito EPT, chiudendo in 10° posizione il 25K nella tappa di Monaco, in 8° il 10K di Londra e in 5° posizione il 10k High Roller EPT Praga. Ha poi raggiunto altre posizioni a premio in high roller non-EPT e una vittoria al 5.000€ APO di Parigi.

“I risultati degli EPT High Rollers sono stati ottimi, anche se c’è un po’ di frustrazione per non aver raggiunto una top 3 che avrebbe potuto fare una grande differenza per il bilancio finale del 2022. Penso che la mia grande esperienza sia ideale per la gestione di questi tornei con single re-entry, due o tre giornate di gioco e field con giocatori di vari livelli. Devo riscoprire un po’ la spensieratezza dei miei inizi, quando giocavo di più per la vittoria. Oggi a volte attribuisco ancora troppa importanza all’ICM e non prendo abbastanza rischi nei momenti chiave del torneo: a volte mi proibisco di ascoltare il mio istinto, soprattutto quando si tratta di impegnare tutto il mio stack, per la pressione monetaria degli scalini di premio. Se riesco a sbloccarmi psicologicamente sotto questo punto di vista massimizzerò le mie possibilità di vittoria.”

Chissà che Kitai non trovi la retta via già al PCA Bahamas, in cui giocherà anche il PSPC da 25.000$.

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