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Chi è il giocatore più fortunato degli High Roller?

Poker Live

Nel poker la componente legata alla abilità deve passare da quella della fortuna per portare a risultati. Un software uscito di recente nel panorama dei poker solver, chiamato Octopi, ha sviluppato una euristica che permette di misurare la fortuna ai tavoli da poker.

Una sezione di questo software, chiamata The Vault, è infatti un database di ‘solvate’ prese dai tavoli finali trasmessi in streaming.

In questo database ad esempio sono inclusi i tavoli finali del circuito Triton e dei Main Event WSOP, e classifica i giocatori in base a delle metriche sulle loro performance.

I più fortunati sono quelli che hanno vinto di più

Da queste metriche è possibile capire quanto i giocatori siano stati fortunati. Ad esempio, è possibile stabilire quanto spesso abbiano runnato sopra EV.

L’immagine sotto riporta i 10 giocatori più fortunati nei tavoli finali compresi nel database di Octopi. Nella colonna a destra sono riportate le vincite e una stima di quanto di quelle vincite sia stato determinato dalla fortuna.

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Da notare come i dieci giocatori più fortunati sono anche quelli che hanno vinto di più negli ultimi anni. Dei dieci giocatori in questa singolare top ten, tre hanno raggiunto il tavolo finale del Main Event WSOP, e due lo hanno vinto (Jonathan Tamayo e Michael Mizrachi).

Il più fortunato delle Triton

Il software dà inoltre la possibilità di filtrare i risultati circoscrivendoli a un tour specifico. Prendiamo ad esempio gli eventi delle Triton SHR Series, caratterizzato da un field di lusso in cui gli edge sono ridottissimi.

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Probabilmente molti saranno sorpresi dal vedere Adrian Mateos comandare anche in questa classifica, visto che per molti Adrian è semplicemente il giocatore più forte delle Triton Tour.

E’ inevitabile che i pokeristi di maggior successo siano anche i più fortunati, senza che importi quanto bravi siano.

Stabilire il quantitativo di fortuna

Un’altra funzione interessante del software Octopi riguarda le statistiche individuali che permettono di estrapolare i dati della fortuna individuale del singolo giocatore.

Tra le diverse cose interessanti da notare nella immagine, ci sono sicuramente la posizione media di partenza e la posizione media finale di Mateos.

Di media, lo spagnolo inizia i tavoli finali in sesta posizione e li finisce tra la quarta e la terza posizione. Il fatto potrebbe suggerire che un campione del suo calibro sa bene come si chiudono i tavoli finali.

Il fatto che inizi i tavoli finali in sesta posizione potrebbe invece suggerire che il giocatore conosce bene la pressione ICM prima dei tavoli finali, e dunque sia consapevole della importanza di scalare posizioni del payout.

Lo ‘scalp score’ indica quanti avversari sono stati eliminati dal giocatore mentre il ‘captain score’ indica per quante mani il giocatore ha mantenuto la chipleading dopo l’inizio del tavolo finale.

Tornando agli aspetti più legati alla Dea Bendata, Adrian Mateos non è stato fortunato sotto ogni punto di vista. Per esempio nei tavoli finali ha ricevuto poche premium hand di media.

L’area in cui ha avuto le maggiori fortune riguarda la sua all-in equity: quando è andato all-in, Mateos aveva una equity media del 52,85%, ma nel 62,31% dei casi ha visto le chips ritornargli.

Basandosi sulla EV dei suoi all-in ai tavoli finali, Mateos dovrebbe essere in rosso di mezzo milione. Trovandosi dalla parte giusta di quei runout lo spagnolo è invece in positivo di 4,4 milioni.

Il messaggio, qui, è semplice: se vuoi vincere a poker, devi sopravvivere ai coinflip.

Numeri da aggiustare

I numeri riportati in questo articolo sono ovviamente da prendere con le pinze. Il database del software Octopi è un campione limitato e i dati riportati si riferiscono esclusivamente a questo.

Di certo, però, emerge un messaggio con prepotenza, ovvero che non è possibile vincere i tornei di poker a colpi di sfiga. Ma questo lo diceva Max Pescatori già più di tre lustri fa.