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il 7 Nov 2012

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Fai schifo a poker?

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Quando, durante una “carriera pokeristica“, il nostro grafico ha degli swing degni dei grafici registrati dai sismografi durante i peggiori terremoti della storia, e resta sempre molto vicino al breakeven,  si arriva ad un punto dove si è letteralmente torturati dai risultati.

Ma cosa succede realmente nel nostro cervello? Cosa pensiamo in quei momenti?

Un mese riesci a vincere 20 stack e pensi: “finalmente questo gioco ha un senso!“, alla metà del mese successivo vieni colpito da “varianza negativa” e si riprende a swingare. Così ti ritrovi una notte, tiltato, a perdere 40 Buy-in perchè non puoi accettare il fatto che stai perdendo. L’ego non te lo permette proprio.

Tutti in una sola sessione di 20 ore. Voglio dire, senza interruzioni, senza cibo, senza saltare manco una sola mano; in preda al tilt ed alla voglia di non lasciare il grafico in perdita. Hai letto in molti siti/libri che, quando si perde così tanto in una singola sessione, suggeriscono di spegnere il pc… Ma è più forte di te.

Inizia ad insediarsi in te il dubbio di avere un problema con il gioco d’azzardo, seppure minimo, ma hai ancora dei soldi nel conto e sai di potercela fare.

Pensi: “se mi limitassi a non tiltare … Avrei € XXXXXX.XX e potrei giocare il NL 10-20€“. Ma non è così, sei quasi broke.

Sai di non essere uno stupido: hai una laurea in ingegneria. Allora perché non riesci a fare i soldi nonostante i tuoi avversari siano scarsi? Come possono essere meglio di te in un gioco come questo, dove il più skillato (abile), alla lunga, vince? Beh, ho una notizia per te: è proprio così, sono meglio loro.

Se giochi incredibilmente bene e poi, una volta al mese, vai in tilt, perdi quasi l’intero bankroll e ti siedi a “gamblare” (giocare d’azzardo fuori dalle tue finanze) agli high stakes,vuol dire che non sei un giocatore incredibile, nonostante tu abbia giocato sorprendente bene per la maggior parte del mese.

Anche se giochi solo quando sei in A-Game, devi utilizzare molto del tuo tempo a lavorare su questi altri aspetti del tuo gioco. Molte persone, dopo aver ingaggiato un mental-coach, hanno iniziato a vincere costantemente.

Il lavoro principale, viene fatto per tenere l’ego fuori dal gioco e concentrarsi su ciò che conta davvero; bisogna dimenticarsi di controllare la cassa ogni giorno ed ogni secondo durante la sessione. Il gioco dev’essere puro, fine all’azione in se. Non bisogna avere paura di giocarsi un colpo perché, qualora dovesse andar male, abbiamo perso dei soldi importanti.

Gli errori sono necessari e sono le migliori opportunità di crescita. Bisogna esserne fieri di vederli! Perché quando ne trovi uno, è possibile risolvere il problema, e questo significa più soldi e maggior fiducia.

 Il primo passo, per migliorare il proprio gioco, è quello di ammettere di non esser bravi quanto si pensi. Quante volte avete visto la gente, nei forum come IPF(ItaliaPokerForum), lamentarsi perché “runna male“? Quante discussioni è capitato di leggere con storie di bad beat, grafici EV, server truccati? Ora, pensate a quante volte avete visto qualcuno dire: “Io ho questi leak, come posso risolverli?” Il poker è strano in questo senso.
Se stessimo giocando a basket, e non riuscissimo a fare un tiro di punizione, probabilmente chiederemo a qualche giocatore migliore di noi di aiutarci a capire meglio la tecnica. Ci darebbero moltissime occhiate strane, se dicessimo loro che non riusciamo a tirare per colpa della sfortuna o del fatto che “runniamo male” nel basket.

Il cammino da percorrere è molto lungo e tortuoso, c’è molto da studiare (ItaliaPokerGrinder può aiutarti veramente tanto). Non si impara a vincere durante la notte, si assimilano delle piccole cose qua e là e, alla fine, si costruisce un gioco che vince e continua a migliorare.

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