Sunday, Apr. 21, 2019

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il 8 Feb 2019

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Stabilire i Range di Open-Raise nel Poker

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Stabilire i Range di Open-Raise nel Poker

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Le Starting Hands sono probabilmente il primo dei concetti chiave che ogni giocatore di Poker Texas Hold’em si è trovato a dover maneggiare.

Molti dei migliori players del panorama pokeristico di oggi e di ieri, da Sklansky a Pescatori, si sono cimentati nella individuazione e suddivisione delle starting hands in funzione della loro forza e della posizione da cui le si giochi.

Nonostante la maggioranza dei giocatori di THE conosca la forza delle premium hands (AA,KK,AK, ecc), solo una minoranza di questi sanno manipolare correttamente mani di forza intermedia come Ax, QJ+, 56s, 22.

Molti giocatori tendono, ad esempio, a sopravvalutare la forza di mani pericolose e facilmente dominabili come AJ, KT, ed ancora peggio una larga maggioranza di questi ignora totalmente che esista una differenza nella forza di una stessa mano a seconda del posto in cui ci si trova seduti.

Nelle prossime righe analizzeremo dunque, con l’aiuto di software e database, i Range di Openraise per il cash game, aggiungendo però alcune considerazioni personali.

 

Cosa è un range di openraise?

Innanzitutto definiamo cosa si intende per range di openraise: l’insieme di mani con cui entreremo rilanciando in un piatto in cui nessuno abbia ancora aperto.

Questo range, come prima accennato, diventa sempre più ampio scalando di posizione, da under the gun sino al button, per poi restringersi leggermente sullo small blind. Perché avviene questo processo?! Per due motivi:

  • Meno giocatori devono parlare dopo di noi, minori sono le probabilità di “incappare” in mani più forti della nostra
  • Se si è seduti sullo small blind, postflop ci troveremo fuori posizione

Tuttavia non esiste una definizione universalmente valida e inconfutabile di quali siano le giuste Starting Hands da giocare nelle varie posizioni, poichè la scelta di quest’ultime risulta essere fortemente correlata allo stile di gioco dei vari players ed alla singola capacità di gioco postflop.

Un giocatore molto forte riuscirà a giocare profittevolmente anche mani marginali, mentre un giocatore meno esperto trarrà maggior profitto nel giocare solamente mani molto forti preflop.

Incastrando tabelle e database, e con l’ausilio del software Leak buster possiamo stabilire quali siano i range più profittevoli di OpenRaise, escludendo le mani valide invece per un semplice call. (Quanto segue è il valore medio di quella che è statisticamente la miglior scelta fino al Nl50 )

  • EARLY: 11%
  • MIDDLE: 16%
  • CUT OFF: 24%
  • BUTTON: 41%
  • SMALL BLIND: 38%

Questi Range però, che possono essere tranquillamente definiti nel dettaglio con l’ausilio di PokerStove, HEM, ed altri software, non necessariamente risultano essere per tutti profittevoli nello stesso modo. Perchè? Vediamo un esempio:

 

Definire il range

Prendiamo in esame il range dell’11% suggerito per le early positions; in questo 11% rientrano mani come 66, ed A8s.

Queste due mani hanno più o meno la stessa forza preflop, e qualora si scontrassero in all in si tratterebbe di un classico coinflip (con leggero vantaggio per la coppia di 6), ma quando invece queste devono esser giocate sul board la questione si fa molto più complicata.

Ipotizziamo che il giocatore A con (6-6) ed il il giocatore B (A-8s) si trovino a giocare, su tavoli diversi, contro un avversario che ha chiamato il loro rilancio preflop.

Il giocatore A sarà spaventato da qualsiasi overcard ed un po’ spaesato in caso di board basso, mentre si sentirà molto forte qualora trovi un altro 6 sul flop.

Il giocatore B invece sarà spaventato ogni volta che non legherà il suo Asso, sarà spaventato ogni volta in cui appaierà l’8 su un board con o senza altre overcard, sarà spaventato persino quando troverà un asso sul board perché le possibilità di essere dominato saranno altissime.

Si sentirà forte solo qualora floppasse il colore nuts (temendo comunque che il board possa accoppiarsi) o una doppia coppia.

Quanto appena visto implica che il giocatore A sarà sempre di fronte a scelte facili postflop mentre il giocatore B sarà costretto a scelte molto difficili e spesso altamente EV-.

Questo esempio ci illustra chiaramente come lo stabilire un range di openraise ottimale richieda una valutazione delle singole skills nel gioco postflop, una valutazione della lettura che si ha sugli avversari, una valutazione della giocabilità di determinate mani, e come dunque non sia solamente conseguenza della probabilità di vittoria di una mano allo showdown.

A conclusione di quanto appena espresso credo sia dunque giusto affermare che, nonostante sia necessaria una piena conoscenza della forza assoluta di showdown delle differenti Starting Hands, nonostante sia necessaria una altrettanto piena conoscenza di quanto queste cambino valore relativamente alla posizione da cui vengono giocate, e nonostante sia utilissimo conoscere i range migliori di OpenRaise estrapolati statisticamente, l’unica persona che potrà mai costruire una tabella, statica o dinamica, di Starting Hands per voi più profittevoli…beh, quella persona siete proprio voi stessi.

 

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