Tuesday, Dec. 18, 2018

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il 6 Dic 2018

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Poker Strategy – Il check/raise turn

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Poker Strategy – Il check/raise turn

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Una delle move più interessanti, complesse, fastidiose sia da attuare che da affrontare è senza ombra di dubbio il check/raise al turn.

Tantissime possono essere le sfaccettature di quest’azione, che molto spesso rappresenta forza, ma tante altre volte può essere fatta in bluff o ancor meglio in semibluff.

Per analizzarla al meglio ipotizzeremo di essere ad un tavolo cash con 100bb effettivi a disposizione. Valuteremo con calma come comportarci qualora fossimo aggressor o difendenti. Pleonastico specificare che il check/raise è realizzabile solamente quando siamo fuori posizione.

Da aggressori (single raised)

Per esemplificare al meglio i concetti, forniremo diversi esempi pratici, con texture più o meno adatte per mettere in atto questa move. In questo primo scenario siamo noi ad aprire le danze da early posizion con KQ. Il player da bottone chiama, passano i blinds.

Il flop recita 9103. C-bet, call.

Il turn è un 4.

In questo spot specifico – e in generale quando siamo noi ad aver aperto il gioco – diciamo che la second barrell, magari anche in overbet, è sicuramente preferibile al check/raise. Anche perché potremmo poi continuare a spingere su tantissimi river. Questa situazione specifica potrebbe però essere una di quelle in cui attuarlo, visto che il nostro check turn simulerebbe spesso e volentieri debolezza e oppo, invitato a puntare, si troverebbe tante volte in difficoltà nell’affrontare un rilancio.

Il check/raise in questa situazione è però generalmente sconsigliabile, visto che appare piuttosto complesso da bilanciare. Vero, ogni tanto potremmo farlo anche con set o overpair, ma ingrandire il pot oop dopo aver seguito questa linea, rischia spesso di essere controproducente.

In sostanza, check/raisare turn quando siamo noi gli aggressori preflop e flop non sembra essere una move così facile da gestire. E nemmeno iper profittevole…

Da difendenti (single raised)

Decisamente più interessante, e difatti molto più frequente, il check/raise turn quando siamo noi ad aver difeso un rilancio avversario. Cutoff apre x3 e noi difendiamo da big blind con 56.

Il flop recita 853. Oppo c-betta standard, noi chiamiamo.

A questo punto ci sono sicuramente tantissimi turn su cui possiamo pensare di check/raisare in base a come si muoverà il nostro avversario. Certamente su tutte le picche, sui 7, i 4 e i 9, il check/raise in semibluff sembra una mossa utilissima per mettere pressione all’avversario. D’altro canto dobbiamo tenere in considerazione che su diverse scary oppo potrebbe tirare il freno e checkare. Diventa dunque molte interessante check/raisare anche su carte che teoricamente rafforzano il range avversario quali Q o K, specie quelli che aprono flush draw. Carte del genere potrebbero convincerli talvolta a bettare in bluff (semibluff) altre volte con mid value/protection per poi checkare back river. Quando difendiamo da grande buio (ipotizzando che da small tribettremo molto più spesso) check/raisare queste texture, a volte flop, a volte turn, può essere un’ottima intuizione per complicare la vita al nostro avversario.

Chiaramente, qualora avessimo difeso coppia di 8, di 5 o di 3, e dunque settato flop, il check/raise al turn diventa pressoché obbligatorio per estrarre massimo valore dal nostro avversario.

Da aggressori (Tribet pot)

Le cose si fanno più interessanti, come sempre, nei piatti tribettati. Ipotizziamo di essere ad un tavolo 0.50/1€: Cutoff apre 3€ e noi rilanciamo a 10€ con AJ da small blind, oppo chiama.

Il flop è J56. C-bettiamo 10€, oppo chiama.

Il turn è un 10

Questo sembra essere davvero uno scenario perfetto per check/raisare! Tra l’altro, in questa situazione specifica, con pot 40€ e 80€ a disposizione, su ogni eventuale bet del nostro avversario l’unica size possibile è il check/raise all-in. Checkando dissimuliamo la forza della nostra mano e possiamo indurre oppo a puntare. Check/shovando rappresentiamo tante volte draw combo/draw che vogliono provare a far foldare mid value di prepotenza e riusciremo a estrarre massimo valore da tutti i ‘miscredenti’. 😀

Chiaramente in base all’avversario che ci ritroveremo di fronte, ci saranno situazioni in cui sarà più profittevole fare bet, bet bet. Ma su questa texture specifica, essendoci davvero diversi river scary, il check/raise all-in sembra essere un’ottima soluzione. Più in generale, check/raisando all-in turn da aggressori, sia con made hand che con draw (nello spot specifico ci sono decine e decine di combo (78, AK, Q9, A10 e tante altre ancora) mettiamo infinita pressione al nostro avversario che diverse volte potrebbe aver semplicemente floatato la puntata al flop, altre volte potrebbe foldare la mano migliore intimorito dalla nostra azione.

Da difendenti (Tribet pot)

Anche in questo caso, considerando le dimensioni del piatto che si verrà a creare, il check/raise sarà tendenzialmente sempre e solo all-in.

Questo è chiaramente uno degli scenari più complicati da affrontare, visto che partiremo la gran parte delle volte con un sensibile svantaggio di range e potrebbe essere molto complicato gestire la situazione qualora dovessimo essere soggetti a una 2-barrell, specie su texture dry.

Check/raisare turn da difendenti su pot tribettati è dunque una move che non sembra essere facilmente ‘ottimizzabile’. In tante situazioni, specie quando la texture (e nello specifico il turn) favoriscono il nostro percepito, il nostro avversario, forte della posizione, potrebbe decidere di checkare tante volte. Quelle in cui invece punterà andranno valutate con molta attenzione. In diversi casi potrebbe infatti essere molto più sensato check/callare, sapendo che oppo sta provando a continuare a raccontare una storia credibile. Check/raisando turn con valore rischiamo di far passare tantissimi bluff (meno presenti negli scenari sopra). E’ evidente che ci saranno situazioni in cui sarà necessario check/raisare all-in per valore. Ma in questo tipo di situazioni il check/raise è una move molto più interessante e fruttuosa se eseguita al flop, visto che ci darebbe anche poi spazio per giveuppare.

In definitiva, il check/raise turn in questo tipo di situazioni rischia di diventare +EV con bluff (e semibluff) da attuare con i giusti blocker.

 

In definitiva, ci sono situazioni in cui check/raisare turn (scenario 2 e 3) diventa molto più proficuo. Va inoltre detto che in questa mini-guida abbiamo analizzato situazioni di gioco che prevedono la bet flop. Qualora il flop andasse check/check, il check/raise turn è di per sé meno funzionale visto che lead outtando potremo vincere tante volte anche in bluff puro. Le volte in cui ribusseremo per rilanciare potremmo trovarci ancora di fronte a un check e in ogni caso non riusciremo ad ingrandire così tanto il pot (specie nei singled raise) da scoraggiare, qualora fossimo in bluff, il nostro avversario. Nel caso in cui avessimo valore non estrarremo molto di più rispetto alla linea bet/bet  peraltro generalmente più spesso pagata (bluff catchata) river.

 



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