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Friday, Jun. 5, 2020

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il 3 Apr 2020

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I consigli di Charlie Carrel per battere i tornei micro stakes

I consigli di Charlie Carrel per battere i tornei micro stakes

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Charlie Carrel è un nome che vale come una garanzia nel mondo del poker. Soprattutto nel poker online, considerando che il britannico è stato capace di scalare livelli in un lasso di tempo molto breve. Un player completo, i cui risultati in poco tempo si sono visti anche dal vivo. Insomma quando di mezzo c’è Charlie Carrel è sempre un piacere osservarlo, oppure ascoltare i suoi consigli.

E proprio i consigli dell’inglese ci vengono in supporto oggi. Charlie ha deciso di rendere pubblico una sorta di coaching live su Twitch ad una delle sue “allieve”, vale a dire la promettente Helena McConnel. Si tratta di una serie di spot giocati nei tornei micro stakes dalla quota rosa e dove il britannico analizza la miglior condotta da adottare in queste situazioni.

Davvero una lezione molto importante e interessante che può essere di aiuto per tutti coloro che solitamente battono questi livelli di gioco. Non resta che ascoltare il professore Charlie Carrel.

Come gestire 9-9 su board pairato

Helena si trova con 9 9 da big blind e il board recita J 7 4 J 7 . Il player da smal blind ha appena effettuato una bet da 460 su un pot da 708. Carrell ripercorre brevemente la mano e dopo il fold generale del tavolo, il piccolo buio completa e la quota rosa rilancia 3 volte il grande buio e il rivale calla. Doppio check sul flop, mentre sul turn, dopo un altro check dello small, Helena betta e trova ancora il call di oppo.

In quinta strada come detto il piccolo buio prende in mano le operazioni di gioco e spara la sua bet a 480. Vale a dire il 60% del pot e Carrel pone subito una serie di questioni. “Cosa dobbiamo fare in questo frangente? Limitarci al call?Foldare la nostra coppia? Oppure affidarsi ad un raise? Credo che quel sette al river sia una carta molto favorevole alla nostra mano e possiamo mettere il nostro rivale su un range che comprende 8-7, o anche 6-5 per il bluff. Dobbiamo callare in questa situazione”. 

Helena chiama e il suo rivale mostra 10 8 per la scala mancata. Il call permette alla giocatrice di portare a casa un pot da 1.628 unità: da una parte ha rinsaldato il suo stack e dall’altra ha dato un chiaro segnale a tutto il tavolo. Non è disposta a farsi bluffare così facilmente.

Massimizzare le big hands

Il secondo esempio preso in esame da Charlie Carrel, concerne una doppia coppia floppata da Helena con K Q sul flop K Q 7 . Si tratta di un testa con il big blind che opta per il check e la quota da Cutoff deve scegliere cosa fare. Il consiglio dell’inglese è semplicemente perentorio qui.

Il vero segreto per fare chips nei micro stakes è quello di farsi pagare il punto che abbiamo in mano. Dunque se vogliamo avere successo, in questi livelli del poker online, c’è solo da bettare forte quando avremo un’ottima mano o un bel punto come in questo caso. Perché i nostri avversari saranno disposti a pagarci anche con un mano non eccezionale.”

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In questo spot ad esempio, se il big blind ha fatto check con K-J, nel 90% dei casi è pronto a chiamare una nostra bet pesante al flop, convinto di essere avanti con la sua top pair. In un torneo da 11 dollari nessuno credo sia disposto a passare K-J su K-Q-7. Dunque è corretto scegliere una size di circa 2/3 del pot. Helena però esce a 184 su un piatto da 576 unità e secondo Charlie sta perdendo di valore con la sua puntata, considerata troppa bassa.

Oppo chiama e al turn si manifesta 8 . Ancora un check del big blind ed Helena esce a 700 su un piatto di 944. Il rivale folda. “Qui l’azione è corretta, ma sfortunatamente l’avversario non ha un punto importante ed opta per il fold. Ma non abbiate rimpianti. Nei micro limiti quando abbiamo un’ottima mano, dobbiamo cercare di massimizzare“.

Asso-Asso, bilanciare la 3bet

Il terzo esempio si riallaccia in qualche modo a dei concetti espressi precedentemente da Charlie Carrel. Si gioca il livello 200-400 in un tavolo full ring e da utg+1 c’è un raise a 854. Helena da cutoff, con uno stack di 12.870 spilla A A e 3betta a 2.000.

Una 3bet troppo leggera. Almeno 2.400 dovrebbe essere la size ideale per piazzare il nostro rilancio. Non dimentichiamoci che devono ancora parlare bottone, small e big blind. L’altro aspetto da tenere sempre a mente è che la maggior parte dei players nei micro limiti sono giocatori ricreazionali. Dunque possono chiamare anche con un range molto più largo. Dobbiamo essere bravi a bilanciare, fra un rilancio importante e non far entrare troppi giocatori nella mano“. 

Chiama original raise e si va in heads up sul flop J 9 7 . Check di oppo ed Helena esce a 1.616. Raise dell’avversario a 4.000 e sul push della quota rosa, arriva il call dell’utg+1 con Q J. Turn e river non cambiano  la sostanza ed Helena fa un corposo double up salendo sopra i 25 mila pezzi.

Ancora una volta, abbiamo dimostrato che con top pair nei micro stakes i giocatori sono pronti a fare i salti mortali. Dunque torna utile il concetto espresso nell’altro esempio. Quando abbiamo un ottimo punto dobbiamo farcelo pagare e state pur certi che se il vostro avversario ha legato a sua volta un punto sarà pronto a pagarvi. Il caso appena preso in esame lo conferma. Andare rotti con top pair e un discreto kicker è quasi la normalità a questi livelli”. 

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