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Strategia

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il 29 Nov 2023

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Come combattere i downswing e ripartire di slancio

Come combattere i downswing e ripartire di slancio

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Che voi siate giocatori di infimo livello, oppure dei campioni quasi imbattibili del giuoco del poker, non vi è speranza alcuna che in qualche periodo della vostra carriera all’interno della specialità alla texana senza limiti di puntata, o qualsiasi altra forma di poker voi giochiate, non siate incorsi ad un feroce periodo di downswing.

Avere una costanza di risultati che sia felice durante il medio e lungo periodo, non vi pone al riparo dalla possibilità sempre dietro l’angolo, di incappare in un momento in cui non ve ne vada una dritta.

Questo accade in ogni disciplina sportiva che si rispetti, figuriamoci in un gioco nel quale la fortuna e la sfortuna, o se preferite chiamarla, come peraltro giusto che sia, varianza, non si manifestino senza che la volontà ne abbia il minimo ruolo.

La percentuale non quantificabile

L’eterno dilemma che fa capo alla domanda “quale percentuale di fortuna influenza il gioco del poker a differenza delle abilità” vi cominciamo subito a dire che non è quantificabile.

Esso è fin troppo dipendente da fattori che variano a seconda di tutta una serie di parametri che fanno capo ad ogni situazione, a partire dall’importanza del piatto, del momento del torneo, delle mere percentuali di uscita delle carte, della modalità in virtù della quale ci siamo cacciati all’interno di una situazione.

Quindi smettiamo di arrovellarci su un quesito che non ha risposta e cerchiamo, invece, di capire come uscire dai periodi di downswing, visto che quelli, sì, che possiamo attutirli.

In una disciplina come il cash game, ad esempio, un ottimo giocatore può pensare di vincere durante la sua carriera di pokerista, un totale che va sopra il 55% delle sessioni e che può arrivare fino al 65/70% e già questo dato può farvi capire quanto possiate partire dal presupposto che per ottenere un profitto nel medio e lungo termine, sia necessario mettersi il cuore in pace e ingoiare rospi giganti a prescindere da come giocate.

Perdere consecutivamente

La verità è che in una disciplina come il cash game, non sono rare le situazioni in cui le sessioni che non vanno bene possono essere anche consecutivamente numerose.

Ciò vuol dire una cosa piuttosto semplice: le carte non hanno memoria. Nel momento in cui si perdono 5/6 sessioni di seguito, non c’è ragione al mondo per la quale non arriverà anche la settima o l’ottava sessione persa.

Spesso sarete portati a pensare che la sfortuna si è posata su di voi e solo giocando il più possibile essa sparirà da sola. Questo è vero da una parte, ma dall’altra ci pone di fronte al rischio di sottovalutare i nostri errori e le nostre mancanze, che, al contrario, invece, potrebbero essere la causa di un periodo così negativo.

Se ci capita di entrare in questo buco nero, il primo lavoro da fare è quello di capirne i motivi, se ne esistono, e ciò non può che essere fatto con l’analisi delle mani post sessione, soprattutto quella degli spot chiave, quelli che hanno determinato maggiormente il risultato finale.

Capire il problema

Tale revisione della mani va ovviamente fatta a mente sgombra, quando la sessione è finita da un po’ di tempo e abbiamo smaltito, nel limite del possibile, la delusione per il risultato negativo, possibilmente accompagnata da una persona, un giocatore, un amico, un coach, che ci possa dare una mano a fornirci un parere disinteressato su come abbiamo giocato.

Una volta che hai fatto la tua analisi, se concludi che il tuo downswing è puramente dovuto a una successione di sfortuna, allora dovrebbe essere più facile da superare, stai comunque giocando un buon poker e non ti devi rimproverare nulla.

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A questo scopo, se preferite lavorare in post sessione senza dover chiedere nulla a nessuno, ci sono i solver, degli strumenti in grado di fornirci delle risposte alle domande più interessanti che possiamo porci, tra le quali quella regina tra tutte: “sto giocando bene o male?”. 

Qualsiasi sia il problema tecnico che riscontri con la relativa risposta, il gioco adesso si fa bello: risolvilo!

Il tilt

Buona parte delle sessioni negative che svolgiamo durante la nostra vita di giocatori, diventano sanguinose quando diamo libero sfogo al nostro tilt, quell’oscuro lato del nostro gioco, che non ci permette di sviluppare il miglior approccio al tavolo e che, anzi, ci costringe a fare sempre peggio.

La frustrazione dei periodi no è corroborata da un nervosismo latente, che spesso non ci fa vedere le cose come stanno e ci portano a commettere errori banali, come quello di entrare in troppe mani per la smania di recuperare, oppure, al contrario, di chiuderci a riccio facendoci perdere occasioni importanti.

Mantenere la calma e continuare a prendere decisioni razionali, non è mai una cosa semplice dopo un periodo negativo, ma se vogliamo essere o diventare dei buoni giocatori, dobbiamo imparare a farci scudo di questa abilità.

Se non lo faremo sarà molto difficile tornare a vincere e le probabilità che il downswing in cui ti trovi non farà che diventare sempre più grande, sono purtroppo molto alte.

Level down

Abbassare il volume di gioco, cambiare gli orari, ridurre le ore e portarle ad un’ottimizzazione del tempo che dedichiamo al poker, sono tutte opzioni che dobbiamo prendere in considerazione, se utilizzandole pensiamo di ottenere un beneficio.

Ma è il level down che ci può aiutare con una certa potenzialità a riprendere un cammino vincente.

In linea generale più bassa è la posta in gioco e più battibili saranno i nostri avversari e tornare a vincere delle quantità di denaro, seppur minori rispetto al livello al quale siamo abituati, può ridarci quella fiducia che abbiamo perso nel tempo, per poi ripartire di slancio verso i traguardi che più sono confacenti alle nostre abitudini.

Non abbiate remore ad abbassare i buy in e i limiti di puntata, non c’è nulla di cui vergognarsi, anzi è sempre e comunque un sintomo di forza mentale che non tutti hanno.

 

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