Tribettare light significa scegliere il momento giusto per mettere pressione, anche senza una mano premium.
Ma quando conviene farlo e quali avversari sono i più profittevoli da prendere di mira?
Lo spiega Benjamin “bencb789” Rolle che ha esaminato uno spot giocato in prima persona in cui affronta un’apertura da UTG.
Tra fold equity, pressione dei premi e tendenze del field, il coach mostra perché deviare dalla GTO può essere profittevole, anche se poi ha dovuto foldare.
Lo spot
UTG apre a 2,2bb con 29bb di stack. Rolle è alla sua immediata sinistra con 62bb di stack e tribetta K
J
a 6bb.
“Per il solver il corretto range di tribet vs utg con 60bb di stack è composto dal 6,8% delle mani: KQo e KJo non sono compresi. Questa è una giocata puramente exploitativa in cuidevio dalla GTO”.
Gli obiettivi della tribet light
Rolle enuncia poi quelli che sono gli obiettivi della sua tribet.
“Rischio 6bb per vincere 4.7bb che sono già nel pot. Come bluff puro, la giocata ha bisogno che l’avversario foldi almeno il 56% delle volte per fare positivo”.
Il tedesco prende in esame le indicazioni del Solver per la risposta di utg alla tribet: 62% fold, 15% call, 15% 4bet, 8% all-in.
I numeri tornano. Anzi: secondo il tedesco i pokeristi in carne e ossa foldano molto di più rispetto agli ‘avversari GTO’.
Le tre ragioni delle tribet light
Rolle spiega poi i motivi di questa tribet light. Per iniziare, nessuno degli avversari che ancora devono parlare, secondo il tedesco, è in grado di cold-fourbettare light.
“In un tavolo da otto giocatori ci sono sei avversari che devono parlare dopo di me. Secondo il solver, dovrebbero cold 4-bettare mani come KJs. Ma in pratica andranno in fourbet con mani come QQ, AA, AK. Non ho mai visto delle cold 4-bet light come quella. E ogni cold 4-bet missata è tutta fold equity per il tribettor.”
In secondo luogo, quando ci sono scalini di premio sensibili, i giocatori ricreativi stringono i range.
“Stiamo giocando per una prima moneta di 1,4 milioni di dollari e gli scalini di premio sonogià tra i 4.000$ e i 6.000$. Qui cambia il gioco. Ho visto un giocatore flattare AK da big blind, con 30bb di stack, affrontando un singolo raise. Non ha tribettato né ha jammato. Questo è un estremo ma il discorso di fondo resta”.
Infine, Rolle consiglia di tribettare light perché gli avversari tendono più a flattare che non ad andare all-in.
“Davanti a una tribet, il giocatore che ha rilanciato con 30bb dovrebbe difendere largo – e molto del suo range di difesa dovrebbe essere giocato in shove. Realmente invece succede che le mani marginali vengono foldate e quasi tutto il resto viene giocato in call. Questo è buono per te perché prendendo l’iniziativa puoi vincere il piatto preflop, o giocare un pot più grande in posizione e con il pallino dell’aggressione in mano”
A cosa fare attenzione prima di tribettare light
Rolle indica poi le variabili che possono spingere o meno a piazzare una tribet light. Per iniziare, bisogna considerare chi è il giocatore che ha aperto:
“Se è qualcuno che sente il peso del payout va tribettato light, perché anche se apre un range più tight del dovuto, folderà troppo alle tribet”
Poi il suo stack:
“Lui ha 30bb, tu lo copri. Se anche andasse all-in e tu chiamassi e dovessi perdere, resteresti nel torneo. Il suo all-in non ti può eliminare quindi puoi andare più largo”.
Quindi i giocatori che devono ancora parlare:
“Se non ci sono avversari capaci di cold 4-bettare light, allarga il range di tribet. Se c’è qualcuno che combatte, stringilo”.
Infine vengono le mani che giocano bene:
“Combo come KQo e KJo hanno dei buoni blockers e una buona equity quando ricevono dei call”
Come è andato a finire lo spot di Rolle
A conferma della bontà di questi ragionamenti c’è l’esito finale della mano giocata da Rolle.
“Lui è andato all-in e io avrei dovuto chiamare 25,2bb in unpot di 39,7bb. Avrei avuto bisogno del 39% di equity per chiamare, equity che non credevodi avere contro un all-indi 29bb di un avversario tight. Quindi è stato un easy fold. Stavolta non ha funzionato. Ma non c’era bisogno. La mossa funziona se l’avversario folda almeno il 56% delle volte e contro questo avversario ci sta dentro”.
Del resto un professionista del suo calibro non può essere result-oriented.







