Monday, Sep. 28, 2020

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il 20 Giu 2012

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WSOP 2012 – “KK? Il modo migliore per buttare un torneo di Omaha” – Parola di Dario Alioto

WSOP 2012 – “KK? Il modo migliore per buttare un torneo di Omaha” – Parola di Dario Alioto

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Dario Alioto è provato.  Ha appena chiuso, a premio, il 5K PLO e si appresta a sedersi ai tavoli dell’8-game.

E’ provato un po’ dalla stanchezza (oggi ha dichiarato: “Vista la stanchezza, mi sa che la mia avversita’ alla Redbull dovró proprio accantonarla solo per oggi…”), un po’ dallo stress di giocare costantemente sotto average anche se lui in questo è probabilmente il miglior professionista di Omaha al mondo.

Arrivo al tavolo e capito in una situazione particolare, con il pro di Sisal che si alza e ironicamente commenta uno showdown al tavolo con un giocatore con KK36 e il suo avversario che mostra AA67.

Le parole di Dario sono lapidarie: “Bravo complimenti, ti sei buttato via il torneo….una bella gamblata e sei out”.

Una frazione dopo il commento di Dario il giocatore con i cowboys esce dal torneo.

Quello che la maggior parte dei giocatori di Omaha, modalità torneo, continua a fare – per mia fortuna – è  giocarsi il proprio seat in modo marginalissimo. Come fai, in questo caso, in una situazione così deep, a fare un’action del genere dove ri-ri-potti committandoti con una mano marginale? Lì devi sperare solamente che l’avversario non abbia AA”

Allora perché?

Mah, lì il giocatore ha dichiarato che quel rilancio da big blind era troppo prevedibile per essere giocare Face Up e allora ha deciso di forzare. Sbagliando clamorosamente!

Nell’Omaha un forte rilancio fuori posizione, in questo caso da big blind è sintomo di una mano forte. Magari non hai AA, però hai sicuramente carte superconnesse, magari double suited. Difficilmente hai una mano che passi se fourbettano, almeno non a quel punto del torneo, in cui il rapporto tra stack e bui comincia a farsi molto ristretto.

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Con KK” – continua Dario –ha provato a buttare nel cesso il proprio torneo, e c’è pesantemente riuscito…totalmente senza motivo. Se sai di giocare contro AA, decidi di giocartela con ben altro rispetto ai cowboys, perché con KK devi per forza settare o cercare un improbabile colore.

Dario toglimi una curiosità ma queste action per te sono uno spartiacque? Cioè servono a capire chi è scarso e chi no?

Non è il punto di vista corretto. La cosa giusta da valutare è questa: se repusho KK e l’avversario folda , guadagno 15mila fiches e non mi cambia nulla. Se repusho KK e trovo la paggior combo possibile ovvero AA, ho buttato il torneo che mi vedeva con 50mila chips su average 40mila”.

In tutto il torneo mi sono capitate parecchie situazioni anche al 60% ma sono momenti in cui ho preferito pot-controllare oppure cedere il passo, perché mi sarei giocato la mia vita al torneo. Il segreto è davvero avere cura massima del proprio stack e non affondare le chips in spot davvero marginali. L’unica volta che ti è concesso è questo sei short stack, ed è stato il mio caso in questo torneo

Ne trovi frequentemente di questi giocatori ai tornei internazionali?

Nell’Omaha comunque ci sono molti di questi giocatori che prendono rischi enormi e spesso inutili. Fai conto che in ogni torneo che faccio, 100 left, ce ne saranno almeno una ventina. Uno o due di loro fa final table, magari chip leader, gli altri non arrivano, non possono arrivare perché si caricano di una quantità di rischi davvero esagerata, che proprio non è il caso di prendere”.

 

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