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il 3 Lug 2012

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WSOP 2012 – Si fanno i soldi col Cash Game a Las Vegas? – Parte II

WSOP 2012 – Si fanno i soldi col Cash Game a Las Vegas? – Parte II

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Il tormentone è sempre lo stesso: quando qualcuno degli italiani esce dai tornei, beh ha subito la scusa pronta…”tanto con quello che ho vinto al cash”.
Nella puntata precedente abbiamo indagato un po’ cosa ne pensano i pro nazionali.

Ci siamo lasciati con un Nicola “BrunoLiegi” Pegoretti, grinder abituale nella piattaforma di Sisal, marchio di cui è anche “Friend”, che dichiara tranquillamente: “è un truffa il fatto stesso che mi facciano sedere”.

Ovviamente è una battuta ma non troppo: “Guarda il contesto in cui gioco”. BrunoLiegi mi mostra la sala da poker in cui si gioca cash al Casinò Rio. “Tu hai mai visto una cosa del genere in Italia?”

Effettivamente il contesto di una sala da poker americana è completamente diversa: il pubblico è completamente trasversale fatto da amatori, da professionisti, da improvvisati e da una marea, davvero una marea di donne.
Significa che qui il poker è qualcuno davvero di dominio pubblico, qualcosa che si gioca in casa abitualmente, in famiglia, e la maggior parte sono degli amatori. Fai conto che un tavolo medio da 9 comprende: me, due regular che giocano totalmente l’ABC, 5 che non hanno idea di quello che fanno, 2 che sono talmente nitty da giocare solo AA, KK, AK”.

Pegoretti esce da tre sessioni in cui ha vinto davvero i massimi: “c’è un’altra considerazione da fare, il giocatore americano è molto ma molto più maturo degli italiani. Che sia un fish, che sia un amatore o un professionista il comportamento è lo stesso ovvero non ti odiano a morte se gli mostri un bluff, non minacciano di fartela pagare per il resto delle 10 ore successive, continuano a esserti amico anche se gli prendi tutti i soldi”.

BrunoLiegi di Sisal spiega meglio il concetto di gioco face-up: “Giocare live non è mai profittevole, figuriamoci nine-handed. Ma a maggior ragione proprio perché siamo tanto al tavolo, al rilancio strong dell’amatore americano corrisponde sempre, ripeto sempre, un buon punto.
Mai un bluff, mai una manovra azzardata, per questo se mi trovo a un tavolo del genere ho un’edge spaventosa perché da un lato ho una fold equity enorme contro punti incerti, dall’altro so sempre quando foldare perché praticamente mi stanno dicendo quello che hanno in mano

Ma c’è qualcuno che non è d’accordo. Quel qualcuno è Andrea Benelli: “io sento tutti che vincono sempre, ma non ho mai sentito nessuno perdere. Possibile che siamo noi italiani qui, quelli che non perdono mai?”

La risposta nella terza e ultima parte del nostro reportage!

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