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il 31 Ott 2015

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Mario Perati e le trasferte live: “Le skill nel poker? Contano meno del bankroll management”

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Mario Perati e le trasferte live: “Le skill nel poker? Contano meno del bankroll management”

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Muhamet Perati è ormai un pokerista globetrotter a tutti gli effetti: il suo 2015 è stato in perenne trasferta, con viaggi da una parte all’altra del mondo a caccia delle migliori partite di cash game live.

“Sono stato tre mesi a Miami” ci racconta Perati dai tavoli dell’Italian Poker Open “poi sono tornato in Europa e ho girato varie città seguendo i circuiti di tornei più importanti. Poi di nuovo negli Stati Uniti, a Las Vegas per le World Series. E di nuovo Europa. Tra poco ripartirò per Vegas, voglio vedere il tavolo finale di Federico Butteroni e poi fare un bel giro per la California.”

“Nei periodi in cui sono in Italia, la mia “base” è la mia casa in Liguria, dove gioco assiduamente la partita cash live del Casinò di Sanremo. Ma è molto raro che io sia a casa per più di qualche giorno, e ancora più raro ormai che io accenda il computer per giocare online.”

Come si fa a diventare giocatore di poker in perenne trasferta senza correre il rischio di andare broke? La risposta la conosciamo già, ma Muhamet ce la ripete ancora una volta:

“La cosa più importante è ovviamente avere un bankroll bello grosso, e saperlo gestire. In un bankroll da trasferte live bisogna considerare non solo i buy-in dei tornei e gli stack per i tavoli cash, ma anche tutte le spese di viaggio, mangiare, dormire, spostarsi, quindi deve essere sostanzioso. E bisogna sempre stare attenti a non esagerare con queste spese: alcuni ragazzi tendono a lasciarsi un po’ andare e spendere troppo, ma se si pianificano viaggi molto lunghi o, nel mio caso, una trasferta addirittura di vari mesi, non si può mai perdere il controllo sui conti.”

Ma alla fine conteranno anche le skill pokeristiche, no? Sorride Perati, e spiega:

“In realtà le partite cash live, soprattutto negli USA, sono talmente facili che le skill passano un po’ in secondo piano. Bisogna essere capaci di giocare a livelli decenti, ma è decisamente più importante il bankroll management!”

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