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il 11 Nov 2022

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La scala scivolosa condanna Keay al primo livello del Main APPT!

La scala scivolosa condanna Keay al primo livello del Main APPT!

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L’Asia Pacific Poker Tour (APPT) sponsorizzato da PokerStars si sposta per la seconda serie dell’anno al NagaWorld Integrated Resort a cinque stelle di Phnom Penh. È la prima volta che l’APPT visita la Cambogia, che negli ultimi anni è diventato una destinazione popolare per gli appassionati di poker vicini e lontani.

Durante la pandemia globale di coronavirus, il tour è andato in pausa prolungata di oltre due anni con le due tappe precedenti a Okada Manila nelle Filippine. L’unico Main Event dell’APPT nel 2022 fu formato da un totale di 801 iscritti. Lai Hua di Singapore ha sconfitto Thijs Hilberts in heads-up. I finalisti degni di nota nell’agosto 2022 sono stati Feng Zhao, Kim Enriquez e Jason Magbanua.

Il torneo di punta della serie a Phnom Penh che si sta giocando in questi giorni prevede un buy-in di $1.500 e un montepremi garantito di $400.000.

Durante il Day 1 A di ieri, abbiamo catturato questa mano davvero particolare.

300x di livello di partenza

Tra le prime cose che ci hanno insegnato quando abbiamo iniziato a giocare a Texas Hold’Em, c’è sicuramente stata quella di evitare di mettere al repentaglio il nostro torneo nel momento in cui, in early stage, cioè nei primi livelli, non abbiamo la certezza di portare a casa il piatto.

Ciò di cui vi diamo conto in questo pezzo è invece la disastrosa scelta del Malese Luke Keay nel primissimo livello della giornata.

Parliamo di un Buy In da $1.500, il Main Event dell’APPT, che ha aperto i battenti nella giornata di ieri.

Lo stack iniziale di questo torneo è pari a 30.000 chips, per un livello di apertura che dice 100/100, BB Ante 100, qualcosa come 300x.

La scala poco sicura

Il clamoroso errore da parte del malese, si palesa al river dopo un board 9 5 3 4 2.

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Purtroppo non conosciamo la dinamica attraverso la quale si sia arrivati a quell’entità durante le street precedenti, e nemmeno le posizioni dei due giocatori, ma ciò che succede al river è abbastanza imbarazzante, a leggere ciò che scrivono i colleghi di Pokernews.

Qualcosa però si evince dal comportamento di chi vince il piattone, l’israeliano Ori Elul, che su questo board opta per un check fuori posizione, attendendo con fiducia la puntata del suo avversario, che arriva puntuale per 5.000 chips su un pot da 6.000.

Probabilmente Elul aveva già annusato l’odore del sangue e, con una puntata piuttosto spropositata, mette con un check-shove ai resti il suo avversario che, senza indugiare più di tanto, decide di mettere.

Poco prima che il malese decida di chiamare, fa una domanda abbastanza pleonastica, chiedendo al suo avversario, “hai il 6?”.

L’israeliano annuisce e mostra una coppia di 6, 6. Ci si aspetterebbe un 6 anche dall’altra parte, ma Luke Keay gira A 8 e viene eliminato dopo pochi minuti dallo start, scappando via con un certo fastidio subito dopo lo showdown.

Tale fastidio è derivato dal fatto che Keay si era lamentato di una carta segnata quando la mano era iniziata e ha chiarito che quella carta fosse un asso, il che ha originato gran parte dell’azione del colpo stesso…

 

 

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