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il 29 Dic 2014

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Andrea ‘Andryguen’ Panarese spiega il deal al 4-max Turbo delle Microseries: “A Natale siamo tutti più buoni”

Andrea ‘Andryguen’ Panarese spiega il deal al 4-max Turbo delle Microseries: “A Natale siamo tutti più buoni”

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Al giorno d’oggi riuscire ad emergere nel mondo del poker è un’impresa ardua. Non che qualche anno fa fosse un gioco da ragazzi, ma è indubbio che il livello generale sia decisamente più alto, rendendo la vita difficile a chiunque.

Nonostante l’indurimento del field c’è chi in questi ultimi anni non ha perso tempo e si è messo a lavorare sodo per migliorare il proprio gioco, tanto da diventare uno dei regular più stimati dell’intero panorama italiano.

Stiamo parlando di Andrea ‘andryguen’ Panarese, nome conosciuto tra chi grinda tavoli. L’escalation del giovane leccese è cominciata con la vittoria al Monday Special – per una prima moneta da oltre 40.000€ – il 2 gennaio 2012.

Ero ancora alle prime armi, considerato che ho cominciato a giocare soltanto due anni e mezzo fa. Ricordo benissimo che la mia conoscenza del poker si limitava alla lettura di qualche libro e una piccolissima esperienza sulle room ‘punto it’

Mentre tantissimi giocatori alle prime armi avrebbero sicuramente prelevato tutto per godersi la vincita nella vita reale, Andrea ha deciso di investire in coaching di alto livello, affidandosi alle indiscusse qualità di giocatori come Rocco Palumbo prima ed Emiliano Conti poi, suo ‘maestro’ per oltre un anno.

La vittoria conquistata ieri sera, nel corso dell’evento #27 4-max turbo da 5€ delle Microseries targate Pokerstars, è stata soltanto l’ultima ciliegina di un percorso virtuoso cominciato circa due anni fa.

In realtà ho cominciato a prendere seriamente la questione solamente dallo scorso settembre, arrivando a giocare ad abi 50 sulle principali room italiane.  Tra i coach che mi hanno aiutato in questi anni vorrei ricordare anche Alessandro Fasolis, Paolo Ciuffi  e Jacopo Delle Foglie, che specialmente all’inizio mi hanno dato una grossa mano

Quest’anno il buon Andrea è riuscito a giocare con sufficiente regolarità, riuscendo a racimolare oltre 32.000€ di profit in circa 2.500 tornei MTT, che al momento sono la sua specialità, anche se “recentemente sto provando a giocare cash game al NL50 e NL 100. Sebbene sia partito a razzo con una media di 6BB/100 nelle prime 30.000 mani giocate, qualche regular ha cominciato ad aggiustare il tiro, e ovviamente il discorso è cambiato molto in fretta. Ora sto lavorando con attenzione sui miei punti deboli, in modo da comprendere al meglio le dinamiche e i range da adottare nel Cash Game

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Ma se il gioco cash è ancora un universo da scoprire, nei tornei MTT Andrea riesce sicuramente ad esprimere il suo A-Game, sfruttando i vantaggi che l’esperienza e lo studio gli hanno permesso di avere sugli avversari, specialmente in un field piuttosto ‘morbido’ come quello dell’evento conquistato ieri sera.

L’arma vincente, non lo nego, è stata la mia conoscenza dei range di 3bet, openshove e re-shove contro avversari che avevano difficoltà a gestire le situazioni più delicate. E quando al tavolo commetti tanti errori, il giocatore che ha più dimestichezza con alcune dinamiche può trarre un grosso vantaggio, tanto che fino a 20 left sono riuscito a vincere tanti piatti uncontested

Sebbene il vento soffiasse nella direzione giusta, pur trovandosi chipleader al tavolo finale Andrea ha deciso di optare per un deal a tre:

Generalmente non mi piace questa soluzione, specialmente quando ho un concreto vantaggio sugli avversari, ma ieri sera ho deciso di ammorbidire la mia linea trovando un accordo con i giocatori. Il motivo? Ero chipleader nell’evento da 15€, e in una fase di gioco molto concitata, in cui un cooler a sfavore potrebbe costare caro, ho preferito assicurarmi una buona parte del primo premio, giocando i rimanenti  150€ da chipleader. In fondo si trattava di rinunciare a 200/300€ di E.V., e poi sotto Natale siamo tutti più buoni“(ride)

Anche se i risultati possono sembrare incoraggianti, l’obbiettivo della laurea in economia rimane una priorità per Andrea: “Il poker occupa una parte importante della mia vita ma non ho alcuna intenzione di diventare un mass grinder. Ad esser sincero in questi anni ho rallentato il mio percorso di studi proprio per dare più spazio al gioco. Dal punto di vista lavorativo l’Italia non offre granché, mentre le possibilità di guadagno con il poker sono di tutto rispetto: ad ogni modo preferisco tenere entrambe le porte aperte“.

 

 

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