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il 16 Set 2016

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IPT, è già nostalgia: Riccardo Lacchinelli e le sue gag all’Italian Poker Tour!

IPT, è già nostalgia: Riccardo Lacchinelli e le sue gag all’Italian Poker Tour!

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Au revoir IPT!

Lo abbiamo annunciato e lo abbiamo ribadito, ma quest’oggi vogliamo celebrarlo, il torneo live targato PokerStars, con uno dei suoi protagonisti storici, nonché tra i più simpatici: Riccardo Lacchinelli.

Quell’otto settembre 2014, giorno in cui il buon Lack riesce finalmente a sollevare al cielo la Picca, è stato un giorno di festa anche per chi era seduto tra gli spettatori. Una vittoria sfiorata in diverse occasioni e una gioia difficile da contenere per un tipo esuberante come lui, che col suo buonumore riesce sempre a far ricordare a tutti come il poker, in fondo, sia semplicemente un gioco di carte.

Al di la delle migliaia di gag ricordo con grande piacere i primi anni dell’IPT, – esordisce Riccardoeravamo ancora in pochi a giocarlo e ci conoscevamo più o meno tutti, o quasi. Non dico che si stesse solo tra amici, ma c’era un bello spirito di amicizia e comunione, un sentimento che quando andavamo a giocare le tappe EPT in giro per l’Europa si sentiva ancora di più. Insomma, andavamo tutti a combattere contro l’invasore vichingo!

Tra i suoi innumerevoli ricordi c’è il giorno in cui l’IPT trasmette per la prima volta il final table in diretta tv: “Ero reduce da due final table consecutivi, nei quali chiusi 3° e 6°, e in quell’occasione eravamo rimasti in nove, a un’eliminazione dal final table televisivo. Essendo la prima assoluta ci tenevo tantissimo a essere presente, fattostà che proprio quel giorno sono io a sbollare e impazzisco letteralmente. Oltretutto era arrivata la prima sponsorizzazione e non vedevo l’ora di sfoggiare la casacca delle ‘furie rosse’ in televisione, perciò dopo essermi dato una calmata cerco un modo per intrufolarmi: conoscevo bene la ragazza che accompagnava i giocatori eliminati al di fuori dall’area di gioco e quanto è uscito il 4° sono andato a prenderlo a braccetto assieme a lei, facendo finta di nulla. La cosa in sé era carina e io avevo raggiunto il mio obiettivo, non foss’altro che Luca Pagano s’incazzò come un bestia!” prontilacchinelli

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Di final table IPT ne ha fatti tanti in carriera, ma oltre alla vittoria di Sanremo c’è un episodio cuoriso che riguarda il periodo del format ‘accumulator’: “Quella volta vinse Drammis, ma prima del rush finale non si trovava in buone acque e stava regalando chip a tutti. Morale, io apro coi Kappa da cut off, lui re-pusha con K-8 a picche e va lui, chiudendo colore al turn. Io, piuttosto deluso, vengo rincuorato dal Pesca che era in quota, per poi scambiare quattro chiacchiere con Carla (a buon intenditor…) che mi fa: ‘Vabè, è una mano standard, cosa c’è di strano…’ ‘Standard?’ le faccio io ‘ma per favore! (le ho promesso di non rivelare questo aneddoto, ora dovrò farmi perdonare…)”

Parlando di tavoli finali non potevamo che chiudere con una chicca relativa al tanto agognato trionfolacchifinalIn quei giorni facevo avanti indietro da Sanremo a Juan-Les-Pins, dove avevo casa, ed era nata una cosa simpatica per cui prima di ogni Day facevo una foto in mezzo all’acqua con un cartello propiziatorio: ‘Pronti per il Day?’ Le cose si son messe bene sin dall’inzio e abbiamo ripetuto il rito fino al giorno del tavolo finale. Era un momento particolare, sentivo che la vittoria era vicina già prima di cominciare e ricordo un momento in cui arrivati all’heads-up finiamo ai resti: A-9 contro J-9. Al flop cascano 9-3-2 e io sono talmente concentrato sullo J del francese che non penso ad altro. Turn 3, river 3 e io esulto come un pazzo, poi realizzo l’accaduto e collasso sul tavolo. L’emozione di poter vincere il torneo mi ha annebbiato completamente la testa e ho tiltato per qualche mano. Poi alla fine metto da meglio, il colpo tiene e vado io. Il circuito IPT mi ha regalato tantissime soddisfazioni, tra l’altro non capico perché solo là! Al poker Gran Prix e all’Italian Rounders nemmeno un risultato, mentre agli IPT miliardi, si fa per dire, di ITM e tavoli finali. Un po’ come Federer che sull’erba vince facile, ma senza una motivazione ben precisa!

 

 

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