Tuesday, Jan. 18, 2022

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il 4 Nov 2016

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Reg Identikit – Stefano ‘Bankonota’ Gennari: “Ogni aspetto del gioco deve essere costantemente messo alla prova”

Reg Identikit – Stefano ‘Bankonota’ Gennari: “Ogni aspetto del gioco deve essere costantemente messo alla prova”

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Riprendiamo la rubrica ‘Reg Identikit’ e stavolta siamo volati in oriente per conoscere meglio un cashgamer che sta facendosi valere sui siti internazionali, trattasi di Stefano ‘Bankonota’ Gennari (nella foto, a sinistra).

Da un paio d’anni vive in Thailandia e grinda comodamente da là, un paese in cui il costo della vita per un europeo non è eccessivo.

Ma non perdiamo tempo e andiamo a scoprire qualcosa di più su Stefano.

“Mi sono avvicinato casualmente al poker, era il 2010. Non ero ancora maggiorenne, quindi giocai per un po’ di mesi freeroll e affini. Compiuti 18 anni partii coi sit’n’go, ma mi spostai quasi subito al cash game sul vecchio Full Tilt. Conobbi forum e materiale strategico abbastanza alla svelta, dunque il periodo da ‘amatore perdente’ durò poco: in pochissimi mesi ero vincente ai microlimiti”.

IPC: Cosa giochi adesso? Come vedi il presente e il futuro del cash game, che sta un po’ soffrendo?

‘Bankonota’: Gioco NL400/NL1000 sui principali siti dot com, più recentemente anche punto it vista la mia temporanea permanenza in Italia. Non credo che la situazione sia drastica come viene descritta da molti. Oltre a un mero feeling personale, questa affermazione è supportata da dati di analisi venute fuori dal confronto tra field attuale e field di 18 mesi fa, come da altri dati derivanti da studi effettuati da me e dalle persone con cui lavoro. La community è stagnata soprattutto a rimuginare sui problemi anziché cercare soluzioni, questo è il motivo per il quale il gioco sembra più difficile. Per chi, invece, non perde tempo e lavora sulle soluzioni, la situazione potrebbe definirsi non solo buona, ma ideale.

bank dati

IPC: Ti sei trasferito in Thailandia per ragioni legate al poker o altro? Come ti trovi in oriente?

‘Bankonota’: La scelta non è stata necessariamente legata al poker, chiaramente poter giocare online e sul dot com era un must. Decisi assieme al mio compagno di viaggi ‘Absoluteice’ (Andrea Di Coste, n.d.r.), eravamo arrivati a Malta da appena due giorni. Era novembre 2014, pioveva, c’era vento e i marciapiedi erano ultra scivolosi. Alcuni amici erano recentemente tornati da una vacanza in Thailandia, con ottimi feedback. All’ennesimo scivolone sul marciapiede ci siamo guardati in faccia e abbiamo deciso che, finito il mio SNE, saremmo volati verso la Thailandia senza una data di rientro. Vivo là da due anni e sto per tornarci a tempo indeterminato.

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IPC: Lo switch da punto it a dot com è stato traumatico? Quale aspetto, se ce n’è uno, ti ha messo più in difficoltà?

‘Bankonota’: Il passaggio avvenne a fine 2013. Inizialmente trovai molte difficoltà, che mi costrinsero a un level down. Non credo si possa riassumere il tutto in uno specifico aspetto tecnico, è un discorso più generale legato all’intera impostazione di gioco oltre che a concetti che ancora non avevo approfondito. Feci un reset totale di circa due mesi, lavorai molto sul mio approccio al gioco e ne uscii vincitore riuscendo a chiudere SNE con profit ai tavoli, sebbene non raggiunsi un ottimo risultato in termini di BB/100. Fu una grandiosa palestra che mi insegnò tanto e mi fece crescere come giocatore. L’anno successivo ripartii con più calma, dalla Thailandia, con risultati inizialmente migliori, sebbene a guardarli adesso mi sembrino assolutamente mediocri.

IPC: Cosa pensi sia stato successivamente a fare la differenza nel tuo gioco? Quali ritieni i tuoi punti di forza e quali, invece, gli aspetti da migliorare?

‘Bankonota’: Dopo un 2015 sottotono, passato più a grindare la nightlife locale che i tavoli verdi, azzoppato anche dalla notizia che PokerStars avrebbe tolto i SNE, decisi che era tempo di fermarsi e prendere una decisione. Mi sarei rimesso daccapo a studiare il gioco, oppure avrei definitivamente mollato il poker. Avevo bisogno di tornare subito a lavorare intensamente su me stesso, magari facendomi stakare per esser maggiormente motivato. Non avevo bisogno di staking allora, mi serviva però qualcuno che mi riassettasse completamente dal punto di vista mentale e organizzativo. Dovevo riacquistare disciplina, metodo, schedule giornaliera da seguire, obiettivi da superare e soprattutto un intaccabile mindset. Senza neppure rendermene conto, mi trovavo nella classica situazione del medio reg che sopravvive a qualche BB/100, crede di far più o meno tutto giusto e ‘si, c’è sempre qualcosa da migliorare’. Ogni aspetto invece deve costantemente messo alla prova, in discussione, studiato e migliorato. Parlo di tecnica di base, ma soprattutto di approccio mentale al gioco. Ecco, su questo aspetto credo di aver fatto dei passi da gigante. Concludendo, non credo ci sia un particolare punto di forza nel mio gioco, ho intrapreso un percorso a 360° volto a sviluppare e bilanciare ogni caratteristica del grinder vincente, mantenendo l’umiltà nel mettermi sempre in discussione, ingrediente fondamentale per il costante miglioramento.

bank graph

IPC: Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

‘Bankonota’: Intendo dare priorità al NL500 Zoom di PokerStars e confermare l’ottimo winrate mantenuto fino a oggi. Un ottimo punto di mezzo tra mid e high stakes. Batterlo bene mi darà lo slancio per giocare unicamente NL1000 e NL2000 senza mixare con stakes inferiori. Sul finale di 2016 sento di aver raggiunto obiettivi molto più grandi di quelli che mi ero prefissato, sia dal punto di vista professionale che personale, cosa che mi dà grande soddisfazione. Ho deciso quindi di far partire, ormai a brevissimo, il mio nuovo progetto di poker community, ‘INTHEBANK’. Sento che in Italia manca una community seria e dedicata, che faccia del costante automiglioramento il proprio punto di forza. Ormai i forum sono un cumulo di atteggiamenti negativi, mirati a nascondere le proprie insicurezze dietro il trolling, le lamentele e la ricerca di altri che diano manforte, appunto, a tali atteggiamenti. Vorrei creare un luogo in cui la negatività sia solo un lontano ricordo. Nel frattempo continuerà la mia attività di coaching, con un progetto in arrivo che riguarda un percorso di coaching live in Thailandia, e ultimo, ma non meno importante, continuerò a godermi al massimo la vita apprezzando quello che già ho, mentre lavoro costantemente per ottenere quello che voglio.

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