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il 4 Giu 2018

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Reg Identikit – Nicolò ‘NikoSpades’ Audannio

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Reg Identikit – Nicolò ‘NikoSpades’ Audannio

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Dopo avervi raccontato la storia di Alex Pesci, passiamo oggi a narrarvi le vicende pokeristche di un altro ragazzo che, partito dall’online, ha scelto d’incentrare il suo impegno sul cash game live.

Nel 2016 Nicolò Audannio, 24 anni da Bra (Cuneo), si è infatti trasferito a Barcellona per grindare assiduamente la partita ‘real money’ del casinò catalano.

Per capire come ci è arrivato, bisogna però partire da qualche anno addietro…

“Avevo 17 anni – racconta – e il mio migliore amico Paolo m’insegnò le regole del giochino. Cominciai così, un po’ come tutti, con i sit’n’go a casa tra amici. Dopo essere stato bocciato ben 2 volte alle superiori, iniziai dunque a lavorare nell’azienda di mio padre: passavo le mie giornate tra lavoro, uscite con gli amici e i primi sit’n’go ed MTT online. Il poker era un hobby, ma non riuscivo a sentirmi pienamente realizzato. Un giorno vidi un offerta di staking/coaching su Facebook e pensai ‘perché non provarci per davvero?!’. Feci questo corso e imparai alcune cose sul cash game: partii dal NL10 e arrivai al NL25, concentrandomi prevalentemente sullo zoom, ma i risultati erano mediocri. Capii che per fare il salto di qualità serviva un coach di livello assoluto, così pensai di chiedere alla persona che reputavo il miglior giocatore della combriccola del mio paese, cioè Luca Paschetta. Mostrai i miei (brutti) grafici a Luca e lui mi diede l’ok per un anno di ‘formazione’. Chiesi a mio padre di poter lavorare part-time per poter focalizzarmi sull’obbiettivo di guadagnarmi da vivere con il poker; lui accettò e da lì presi più seriamente la cosa, convinto di dimostrargli che la mia non fosse un’utopia…”

La testardaggine di Nicolò unita alla sagacia del suo nuovo coach creano il cocktail perfetto:

“Nell’anno passato a giocare online e a fare costante review con Luca feci qualche esperienza ai tavoli da casinò chiudendo diverse sessioni in attivo. La decisione di passare al live è stata per di più data dalla voglia di potermi concentrare unicamente sul poker e quindi allontanarmi dalle distrazioni come il lavoro da marmista e i miei amici a cui proprio non riuscivo a dire “no” se mi chiamavano per una birra. A mio parere il cash game live è meno stressante dell’online e più sociale, hai più tempo per pensare alla mano che stai giocando e questo ti permette di uscire dalla modalità autopilot e migliorare le tue skill. Se ami viaggiare di meglio non c’è, anche se il doversi spostare continuamente, alla ricerca delle migliori partite, potrebbe diventare stressante nel lungo periodo.”

Nicolò ai tavoli del Bellagio…

L’inverno appena trascorso ha contribuito a sublimare la crescita e maturazione di Niko: in compagnia dell’ormai fedele amico Paschetta, Audannio ha trascorso oltre 3 mesi… A Las Vegas!

“Credo sia un’esperienza necessaria per chiunque intenda fare il rounder di professione. Mi ha convinto il mio ex coinquilino a prenotare l’aereo per andare: ero in un periodo di downswing e pur pensando di trovare tavoli abbordanili non ero totalmente convinto di volerci andare. Appena arrivato vinsi circa 3k nelle prime due sessioni, ma subito dopo passai un periodo di 10 giorni perdendo quasi 1k al giorno. Fu difficile mentalmente, pensavo di essere finito e prenotai anche un volo di ritorno anticipato. Chiusi il primo mese a -2k. Ma forse era solo questione di adattamento al gioco e allo stile di vita frenetico di Las Vegas. Il secondo mese comincia abbastanza bene, recupero i soldi persi e inizio a vincere, seppur moderatamente, tenendo un gioco ”no swing’. Una volta svanite le preoccupazioni sulla possibilità di ‘farcela’, esprimo il mio miglior poker che accompagnato da una buona run mi permette di chiudere marzo a +23k! Strappo il biglietto di ritorno e non sbaglio: il terzo e ultimo mese, dopo un complessivo di 700 ore ai tavoli, vinco altri 21k giocando prevalentemente la 5/10€!”

Il live Profit 2018 di Nicolò

Nonostante il profit da sballo in Nevada, il giovane player piemontese scruta l’orizzonte con inusitato raziocinio:

“Per fare il professional poker player servono umiltà e consapevolezza. Ovviamente l’obiettivo è quello di aumentare il winrate orario, senza però sacrificare il tempo dedicato allo studio, anzi: credo che aggiungerò ore extra per quel che riguarda la parte teorica del gioco. Proverò inoltre a migliorare alimentazione e attività fisica che sembra ininfluente ma credo sposti tanto!”

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