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il 20 Lug 2018

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Reg Identikit – Fabrizio ‘Asky16’ Petroni

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Reg Identikit – Fabrizio ‘Asky16’ Petroni

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Dopo aver raccontato la storia di Gabriele ‘Gabryroma199’ Clementi, il nostro appuntamento per la rubrica ‘Reg Identikit’ ritorna con un nuovo spazio completamente dedicato al percorso pokeristico di un torneista 23enne di Giugliano in provincia di Napoli.

Oggi riflettori puntati su Fabrizio Petroni, meglio noto ai tavoli online con il nickname ‘Asky16’!

Fabrizio ha descritto nei minimi particolari la sua esperienza col mondo delle due carte e i suoi progressivi miglioramenti, e sottolineato gli aspetti che più lo hanno avvicinato al Texas Hold’em, come la competizione, l’umiltà, l’amicizia; scopriamo qualcosa in più sul suo conto!

IPC: Come hai conosciuto il Texas Hold’em? Cosa ti ha spinto a scegliere gli MTT?

F: La primissima scoperta di questo gioco è avvenuta per puro caso grazie a mio padre, avevo solo 14 anni. Ho avuto modo nel tempo di seguire qualche evento in tv grazie a PokerItalia24, quindi l’adrenalina delle dinamiche MTT mi ha incuriosito fin da subito più di qualsiasi altra disciplina. Compiuti i 18, le prime partite online sono state dei semplici freeroll su Gioco Digitale che mi hanno permesso di partecipare ad alcuni tornei low buy-in con investimenti minimi. Per quanto riguarda l’approccio professionistico invece parliamo di soli 3 anni fa, dopo il rifiuto di una scuola pokeristica di cui non voglio fare il nome.

IPC: Successivamente sei stato stackato? Hai avuto modo di prendere lezioni da qualche coach o di studiare insieme ad altri giocatori?

F: Il mio percorso pokeristico ha il suo reale inizio con la conoscenza di Luigi D’Alterio e dei gemelli Merone [Antonio e Lorenzo Merone, ndr.]. Grazie a loro ho avuto un’importante opportunità di riscatto dopo il rifiuto iniziale della scuola, un progretto di stacking/coaching ad abi basso che è stato importantissimo ai fini della mia formazione da poker player e che ha permesso il raggiungimento dei risultati odierni. Successivamente ho conosciuto Daniele De Feo e Giuseppe Ruocco (che ringrazio) con i quali ho intrapreso un ulteriore periodo di stacking/coaching, ahimè davvero poco fortunato. Infine, eccoci arrivati alla terza ed attuale collaborazione con Luigi D’Alterio e Gabriele Re, due professionisti che stimo molto e che hanno sempre creduto in me. Così come mia madre, la mia fan numero uno! A lei dedico ogni mia vittoria con la frase ‘Ciao mamma, guarda come mi diverto!’, e lei in cambio ha deciso di tatuarsi sull’avambraccio il mio nickname ‘Asky16’ (foto in alto sotto al titolo).

Fabrizio Petroni

IPC: Oggi il poker è la tua professione? Quali sono i tuoi migliori risultati?

F: Come ti dicevo, la mia ‘gavetta’ è iniziata in contemporanea col mio percorso di studi universitario, che ho poi  abbandonato per dedicarmi totalmente al Texas Hold’em. Oggi il poker per me non è solo una passione ma un lavoro
vero e proprio! Tra i vari risultati raggiunti vorrei citare la vittoria del Sunday Evening su PokerStars per €6.000, un runner-up al Sunday Challenge da €4.500 e tanti altri piazzamenti importanti di questo mese come il 14° posto allo Special, il 5° posto al Nos e la vittoria del Sunday 6-Max. Negli ultimi 30 giorni ho runnato davvero bene! Attualmente gioco solo sul .it ma non escludo la possibilità di trasferirmi a Malta per confrontarmi con un field più vasto e impegnativo.


IPC: Ad oggi ti ritieni soddisfatto dei tuoi risultati? Com’è organizzata la tua sessione quotidiana?

F: Sono molto soddisfatto di tutto il mio percorso e delle scelte fatte, ho avuto la fortuna di realizzare tutti i miei capricci e sogni grazie al poker. Inoltre, sono felicissimo del sostegno continuo dei miei genitori e un giorno vorrei ricambiare il loro appoggio e la loro stima, magari con l’acquisto di una casa! Gioco quotidianamente dalle 7 alle 12 ore quando starto anche la sessione pomeridiana, gestendo contemporaneamente dai 12 ai 16 MTT; mai più di 16 tavoli, non voglio perdere focus.

IPC: Qual è la caratteristica del tuo essere giocatore a cui non rinunceresti mai? In cosa invece vorresti migliorare?

F: Il mio punto forte è sicuramente il Mindset. Tilto raramente e penso che il poker sia un gioco in continua evoluzione, quindi c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire ed imparare. Inoltre, credo che la rivalità in questo piccolo grande mondo sia fondamentale e formativa, dunque direi che l’aspetto da migliorare riguarda direttamente il gioco ed il suo lato tecnico. Vorrei approfittare dell’occasione per salutare alcuni colleghi che in seguito sono diventati anche grandi amici in real life: Mauro ed Antonio Tranchedone, Alberto Cigliano, Simone Pascucci, Marco Perra, Pasquale De Caprio, Giovanni Passaro, Simone Cannellino, Gabriele Clementi, Raffaele Gison, Sasy D’Errico, Davide Palazzo, Andrea Matta, Giuseppe D’Amato, Susy Giannello e tutti gli amici di Roma.

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