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il 14 Mag 2019

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Domenico Gala lancia la liquidità condivisa: Per il field allargato servono studio e apprendimento

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Domenico Gala lancia la liquidità condivisa: Per il field allargato servono studio e apprendimento

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Campano, 25 anni ancora da compiere, Domenico Gala è uno dei giovani più promettenti del panorama pokeristico italiano.

Lo abbiamo contattato a seguito dei suoi importanti risultati che sta ottenendo ultimamente su PokerStars e per avere da lui un giudizio su un argomento che sta tornando prepotentemente di moda in questo periodo.

Come già Gabriele LeporeGiada FangNicola Cappellesso e Rocco Palumbo, “scellone9477” ha spiegato il suo punto di vista sulla adesione italiana al mercato comune del poker online con Spagna, Francia e Portogallo.

D: Chi ha già una certa confidenza con la tua persona, sa che ti sei trasferito a Malta per coronare il tuo sogno di giocare con un Field più largo oltre a quello del .it. Come ti stai trovando in un Paese come Malta nella Real Life?

R: Mi son trasferito a Malta circa sette anni fa e ho affrontato l’avventura del .com dopo essere diventato maggiorenne.  Rispetto a qualche tempo fa devo dire che Malta non è più un posto ideale per vivere, quindi lo sconsiglierei ai giocatori che vogliono fare questo passo.  Per quanto mi riguarda la scelta di rimanere qui è stata dettata dal fatto che volevo confrontarmi con diversi tipi di Field per migliorare il mio gioco e penso di avere fatto la scelta giusta.

D: Hai recentemente affrontato avventure live come la tua trasferta a Las Vegas. Che effetto ti ha fatto conoscere una città così affascinante per un giocatore?

R: Quella di Vegas è stata un’esperienza molto positiva che rifarò il prossimo giugno, quando prenderò un aereo che mi riporterà fin laggiù per la terza volta. Vorrei cominciare ad alzare lo stake delle mie sessioni live e per questo motivo vorrei giocare solo Cash Game e non tornei, come ha già fatto a Gennaio Febbraio e Marzo, trovando probabilmente la mia dimensione.

D: Hai passato la tua trasferta a giocare (e cosa) oppure sei riuscito a ritagliare un po’ di tempo per scoprire la città?

R: La maggior parte del tempo è stata ovviamente dedicata al gioco, un po’ di più rispetto alla mia prima esperienza. Ho fatto delle sessioni davvero interminabili, ma ho visto anche tanti concerti, spettacoli di magia, ho girato un po’ per la città, c’è tantissimo da vedere e ancora mi mancano alcune parti.

D: Che rapporto hai con il poker live in generale?

R: La differenza col poker online è che, personalmente, considero il live più semplice sotto alcuni punti di vista e molto meno stressante. Mi diverte stare al tavolo e conoscere altre persone che hanno la tua stessa passione.

D: Hai recentemente centrato risultati tutto sommato importanti su PokerStars.it in un Field in cui sembri essere a tuo agio, quali sono a tuo parere le differenze con il .com?

R: Il palinsesto del .it è ovviamente molto più risicato rispetto a quello del .come per questo non gioco tantissimi tornei. Ciononostante sto avendo dei buoni risultati perché mi trovo davvero bene col field. Credo che “la palestra” del .com ti aiuti moltissimo a battere un Field ristretto come quello italiano.  L’aggressività è la vera differenza che noti subito quando giochi contro un Field allargato rispetto a quello del .it, dove peraltro giochi sempre allo stesso modo perché gli avversari, soprattutto ad ABI superiori, sono davvero sempre gli stessi e non vi è la possibilità di migliorare il tuo gioco.  Il successo dell’altra sera all’ High Roller è arrivato battendo un Field piuttosto difficile.

D: Ci vuoi raccontare il tuo torneo? Quali sono stati momenti cruciali?

R: In tutta onestà non ricordo un momento in cui ci sia stato un vero e proprio cambio di marcia. Sono cresciuto a livello di stack sempre piuttosto gradatamente. Diciamo che spesso il field ai tornei di questo tipo è Full Reg, per cui non è mai facilissimo, ma è anche vero che i miei ultimi due avversari li ho considerati come occasionali ed è stato piuttosto facile batterli. Torneo facile, con pochi iscritti, non devi inventarti nulla.

D: Sembrerebbe che tu possa aver trovato le contromisure per battere un Field “reggoso” come quello del .it High Stakes. Ci sono dei segreti particolari?

R: Penso di poterti rispondere come ho fatto nella domanda precedente: giocare sul .com ti aiuta molto ad affrontare quel tipo di situazioni che i giocatori italiani affrontano sempre allo stesso modo ed è ovviamente più facile per uno come me. Quindi non ho nessun segreto particolare, se non quello che ti avranno già detto in tanti:l’importanza dello studio.
Penso che sul .it non tutti studino quanto serva e quelli che invece provano a farlo, tranne alcuni casi,non lo fanno tanto bene.

D: Sarai venuto a conoscenza che recentemente è tornato sul tappeto il discorso della Liquidità Condivisa che ci vede molto indietro rispetto ad altri paesi. A prescindere dalla tua posizione di giocatore internazionale, come vedresti l’Italia all’interno di un Mercato allargato? Potrebbe richiamare un numero maggiore di giocatori che in Italia non giocano più?

R: Intanto bisogna subito sgombrare il campo da alcuni luoghi comuni che sento spesso dai miei amici italiani. Bisogna distinguere tra la mera bellezza di giocare in un Field allargato e, quello stesso Field, batterlo. Non sarà così semplice giocare con spagnoli, portoghese e francesi che sono abituati ad affrontare avversari variegati. Non so quanto il giocatore medio italiano sia abituato a prendere delle contromisure ai giocatori aggressivi che aprono tutti i santi colpi. Detto questo è evidente che l’apertura ad un mercato europeo richiamerebbe un numero altissimo di giocatori italiani che sul .it si sono stancati di giocare sempre con le stesse persone.

 

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D: A livello squisitamente tecnico, invece, che tipo di ripercussioni avrebbe sul livello generale del gioco dei nostri connazionali? Ci sarebbe da imparare da giocatori spagnoli, francesi e portoghesi?

R: Nonostante tutto penso che ci sia la possibilità da parte dei più volenterosi di battere il field di una nazione come ad esempio il Portogallo. Questo potrebbe servire ad innalzare il livello medio del poker in Italia, ma non sarà facile, ci vogliono impegno e costanza.

D: A quali categorie di giocatori in Italia potrebbe giovare un cambio in questo senso?

R: Non so quanto il mercato allargato possa giovare ai grinder che vincono in Italia in questo momento, molti sottovalutano quanto sia difficile giocare coi players stranieri.
Sarebbe invece un toccasana per il mercato in generale, perchè i giocatori medi e quelli occasionali verrebbero attratti da Montepremi molto più alti e field oceanici contro i quali sarebbe per loro più bello e divertente competere per premi interessanti.

D: Quali sono i primi accorgimenti di gioco che dovrebbero adottare i giocatori italiani se dovessero ritrovarsi nel nuovo field condiviso?

R: Il primo consiglio è che si deve studiare di più, come detto in precedenza. Poi una cosa di cui si parla sempre poco: avere fiducia in sè stessi e sulla room. L’italiano medio pensa sempre di essere vittima di qualche complotto, ma non capisce che non si può avere tutto e subito. L’esempio ve lo posso dare io stesso che all’inizio ho avuto delle difficoltà ad approcciarmi sul .com. La ricetta è sempre quella, studio e apprendimento: solo così si possono sconfiggere fantasmi ed avversari.

 

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