Saturday, Jun. 19, 2021

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il 3 Giu 2021

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Le difficoltà degli organizzatori dei tornei di poker ai tempi del COVID: il racconto di Lele Sgherza

Le difficoltà degli organizzatori dei tornei di poker ai tempi del COVID: il racconto di Lele Sgherza

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Come annunciato, finalmente, POKER LIVE IS BACK!

Lo SharkBay, di cui è in corso oggi il Day1F alla sala Giochi del Titano di San Marino, è il primo torneo in Europa a segnare il ritorno del poker dal vivo dopo la seconda ondata del COVID.

L’organizzatore Lele Sgherza (foto in alto) ci ha parlato dei retroscena dell’evento e di come la pandemia abbia cambiato in modo radicale il suo lavoro.

 

Le nuove esigenze

Il 45enne pugliese spiega che districarsi tra le disposizioni sanitarie ha segnato una tappa mai vista prima nella sua carriera:

“Organizzo eventi da 30 anni e questa è la prima volta che ho dovuto organizzare un hub sanitario coi tamponi – dice Lele – ci sono tante cose nuove, dal punto di vista del torneo sta andando molto bene, la tabella di marcia è rispettata, ci sono tanti Day1 e i giocatori sono contenti, a quanto ho visto”.

In fin dei conti, dopo una pausa così lunga, l’importante era ripartire:

“Le norme ci hanno permesso di fare questo SharkBay pur con tutte le difficoltà del caso, tra il coprifuoco e tutte le disposizioni cui attenersi per poter fare l’evento in tranquillità. Personalmente mi sentirei tranquillo a giocare lo SharkBay”.

Alla sala giochi del Titano in questi giorni il protocollo sanitario è davvero rigido: tutto il personale di sala è tamponato o vaccinato, all’ingresso viene misurata la temperatura a tutti, i bagni sono sanificati costantemente e ogni due ore l’impianto di aerazione della casa da gioco fa il cambio di ossigeno.

 

La risposta del pubblico

La risposta del pubblico è stata positiva, anche se Lele crede che rispetto alle richieste arrivate, le rigide norme sanitarie abbiano scoraggiato diversi giocatori:

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“In generale c’è stata una grande curiosità perché era da tanto tempo che non si giocava, è il primo evento in Europa e tutti volevano partecipare. Sono arrivate tantissime chiamate per informazioni, poi le difficoltà hanno fatto un po’ da barriera. Il tampone e il vaccino sono vissuti come un disturbo da qualcuno”.

Dal punto di vista del gioco ai tavoli, invece, quasi si potrebbe dire che ‘non tutto il male viene per nuocere’:

“I giocatori hanno accettato di buon grado la mancanza di pause. Non le possiamo fare se vogliamo evitare gli assembramenti che sono un po’ fisiologici quando arriva il break in simultanea per tutti i giocatori di un torneo. Chi si deve alzare dal tavolo per andare al bagno o al bar può farlo quando vuole. E credo che molti abbiano visto anche il lato positivo della chiusura dei giochi alle nove di sera. E’ una routine diversa da quella pre-covid, in cui i giocatori erano abituati a restare al tavolo fino a notte fonda se non proprio a mattina. Ma in questo momento non c’è alternativa.”

 

Uno sguardo di resilienza sul futuro

Nell’arco di EuroRounders non c’è solo lo SharkBay di San Marino. Sgherza ha già pianificato quattro eventi a Rozvadov prima della fine dell’anno, e non appena la situazione slovena sarà più chiara arriverà qualcosa anche a Nova Gorica:

“Gli eventi in Repubblica Ceca saranno tutti di caratura importante, ovviamente staremo a vedere quelle che saranno le normative dello Stato ceco. In questo momento sono in vigore dei protocolli sanitari ma a quanto pare già dal 15 giugno entrerà in vigore il green pass”.

A quanto pare, in questi tempi di COVID in cui tutto può cambiare da un giorno all’altro, anche per gli organizzatori di poker diventa fondamentale essere resilienti, ossia aggiustarsi con tempestività e dinamismo al mutare delle condizioni:

“Nei prossimi giorni avremo una riunione col Casinò Perla per capire come ripartire. In Slovenia dovrebbero togliere il coprifuoco a breve quindi crediamo di riuscire a organizzare un evento per la fine di luglio. Però sarà tutto da vedere. Magari oggi possiamo far sedere i giocatori a tavoli da sei con plexiglass, e domani possiamo togliere le barriere protettive e approntare tavoli full ring. In questo periodo storico la bravura di noi organizzatori sta nel vedere quello che si può fare adeguandosi alle normative che possono cambiare da un giorno all’altro. Questo evento lo abbiamo organizzato in dieci giorni”

Davvero tempi da record. Per questo Lele ci tiene a fare un ringraziamento speciale:

“Permettimi di mandare un grandissimo ringraziamento al direttore Salvatore Caronia, al tournament director Giampaolo Cappiello e ad Anthony Angeloni, che hanno fatto un grande lavoro approntando un rigidissimo protocollo sanitario in così poco tempo. Se entri cento volte al Titano, cento volte c’è uno che ti spruzza sulle mani l’igienizzante e ti misura la temperatura. Abbiamo alzato il livello di sicurezza al massimo”

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