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il 30 Ago 2021

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Vincere l’anello WSOPC dopo 7 anni di assenza dai tornei live: il racconto di Alessio Podda

Vincere l’anello WSOPC dopo 7 anni di assenza dai tornei live: il racconto di Alessio Podda

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L’anello è arrivato in Italia!

Dopo il meraviglioso successo al WSOP Circuit, questo week-end Alessio Podda è tornato nella sua Cagliari da Rozvadov con il prezioso monile al dito.

Il 33enne, che per lavoro si occupa di monitoraggio ambientale, ci ha raccontato la trasferta e il vittorioso torneo.

 

Una lunga pausa

Per iniziare Podda racconta che quella dei giorni scorsi in Repubblica Ceca è stata la sua prima trasferta per giocare un torneo live dopo molti anni:

“Mi sono avvicinato all’Holdem abbastanza presto, alla età di 23 anni circa, e mi sono subito al giochino. Non sono tanto affezionato all’online, anche se ogni tanto qualche sessione la faccio. Prediligo di gran lunga il poker live, sopratutto cash game, ma i tornei restano la disciplina più divertente anche se non ne giocavo davvero da tanto tempo, parliamo del 2014-2015 circa, mi sembra di ricordare così. L’ultimo torneo cui partecipai era il main event del Tana delle Tigri a Brno, in Repubblica Ceca, in cui non feci risultato. Ancora prima mi era capitato di fare final table alle ISOP al Perla di Nova Goriza piazzandomi quarto (nel 2011, ndr). Per quanto riguarda il torneo, che dire, è stato davvero una bella esperienza. Ero affamato di giocare un evento e con degli amici abbiamo prenotato i voli per Praga per poi dirigerci a Rozvadov.”

 

Il torneo di Alessio day by day

Passando al torneo vinto, il cagliaritano racconta così la sua incredibile scalata:

“Al day 1 vinco la battaglia degli errori, sono a mio agio e riesco a “macinare chips” giocando loose e restando sempre ben sopra avarage, anche se a fine day imbusto 30BB dopo aver incrociato male in un paio di mani. Al day2 gioco solido, soprattutto nella fase finale, perché penso che è meglio imbustare e passare il day. Il day3 inizia da 24 left e galleggio fino al final table. Poi cominciano gli showdown obbligati e praticamente vinco tutti quelli importanti.”

E’ solo a quel punto che Alessio inizia a pensare seriamente all’anello:

“Dopo l’ennesimo showdown vinto, quando eravamo rimasti in 5 o 4 finalmente avevo uno stack, a differenza della fase 9-handed, e in quel momento ho pensato che avrei davvero potuto vincere.”

Nella corsa per la vittoria Alessio si è trovato in grandi difficoltà in una fase di gioco in particolare:

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“Essendo un giocatore prevalentemente cash sono abituato a giocare spot deep stack quindi è stata dura affrontare la late stage short. Mi ha sicuramente fatto bene confrontarmi con Ale Meloni e avere il sostegno dell’ amico con cui son partito Luca Atzeni.”

 

La mano incriminata

Da Alessio ci facciamo raccontare una mano che ha solleticato i nostri fan su Facebook, quella in cui in 3way folda KJ su flop con due fiori in una fase delicata del torneo (ecco il replay integrale del Final Day):

“Flatto preflop per giocare due contro uno e avere più possibilità di fare player out! Una volta che prendo flush draw so che ormai dovrei rompere perché ho una pot sized bet. Però l’avversario betta e la sua bet per me equivale a uno shove perché è super committed. Dal momento che sono costretto a togliere bluff dal suo range, qua so che se shovo lui chiamerà al 100% – non posso mai pensare che stia bettando bluff con uno ai resti – e dunque sto giocando al 35-50%. Convinto che small blind avesse top range ho pensato di foldare e di giocare quasi certamente l’heads up in vantaggio contro di lui, confident del fatto che avrebbe eliminato il big blind! Se invece avessi shovato e avessi perso lo showdown allora sarei andato al testa a testa in svantaggio di due a uno, lui con 50 bb e io con 27. Per edge ho preferito dunque foldare e giocare l’hu tranquillo, anziché ‘gamblare’ tutto in quella mano. So benissimo che ero pot committed e che avevo tutte le odds a favore. Ma per me quella fase 3 left era davvero importante e ho preferito prendere questa decisione. Parecchia gente forse è condizionata dal fatto che al turn sia cascato fiori, ma se non fosse cascato? Chissà come sarebbe andata… Non dico di aver fatto la scelta giusta, io non sono nessuno per affermare ciò, posso dire di aver fatto la scelta che in quel momento reputavo più profittevole.”

Alla luce di come è andata, ha avuto ragione Alessio 🙂

 

I progetti

Prima di salutarci Alessio vuole ringraziare tutti gli appassionati italiani di poker che da casa lo hanno sostenuto nelle dirette streaming:

“Ringrazio tutti per il tifo, è stata veramente una bella favola.”

E adesso l’appuntamento è di nuovo a Rozvadov, per il Main Event WSOP Europe di cui il cagliaritano ha vinto il ticket:

“E adesso carichissimi per il main, non vedo l’ora a dicembre di tornare nell’imponente poker room del King’s Casino!”

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