Lo scambio delle quote: come ridurre i costi dei tornei live con lo swap? | Italiapokerclub

Saturday, Mar. 28, 2020

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il 28 Feb 2011

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Lo scambio delle quote: come ridurre i costi dei tornei live con lo swap?

Lo scambio delle quote: come ridurre i costi dei tornei live con lo swap?

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Molti dei giocatori di poker sognano di vincere un evento live,  vedere il proprio nome in cima alla lista dei partecipanti ad una tappa di un’importante torneo internazionale è sicuramente una tra le aspettative principali di un giocatore di poker. Ma come si fa a partecipare a tanti eventi ? Una paratica che aiuta è lo Swap, ovvero lo scambio di quote. Ecco come funziona!

Tutti sanno che partecipare ad un’ evento live è estremamente costoso e a meno che non si abbia una sponsorizzazione che ti consenta di giocare, eliminando quasi del tutto le spese, per quanto bravi si possa essere sarà quasi impossibile abbattere la varianza.

Infatti pur partecipando a tutti gli eventi della stagione, pagando tutti i buy in di tasca propria, non si raggiungerà mai un numero di game tale da consentire alla sola abilità di avere la meglio. Dunque è impensabile poter investire centinaia di migliaia di euro per partecipare a tutti i tornei della stagione ed è molto difficile raggiungere la zona premi in un evento, allora come si fa?

Una pratica molto diffusa è quello dello Swap, lo scambio delle quote tra i giocatori. Questa pratica consente ai player che non possono godere di una sponsorizzazione di partecipare ad un numero maggiore di eventi e dividere così i rischi con altri giocatori. Di solito si scambiano piccole percentuali che variano a seconda del buy in del torneo, per esempio per un ‘EPT si è soliti scambiare circa un 5 % mentre per IPT o altri tornei italiani di solito si arriva a scambiare anche il 10%, in quanto i buy in sono più contenuti.

Solitamente gli scambi avvengono prima dell’inizio del torneo o durante le prime fasi, ma può capitare anche di farla a ridosso della bolla o quando si è già a premio, quando due giocatori pensano di avere più o meno lo stesso valore ed hanno le stesse chips. Anche in questo caso il motivo principale resta quello di abbattere la varianza visto che una volta entrati in zona premio in tornei importanti un solo colpo può costare decine di migliaia di euro.

Avvolte qualcuno può anche usarlo per giocare un’ po’ più a cuor leggero con un amico al tavolo, visto che potrebbe capitare di essere i fautori dell’eliminazione della sua eliminazione, anche se un buon giocatore sa bene che al tavolo non ci sono amici.

Ma spieghiamo meglio come funziona lo Swap con qualche esempio :

Esempio 1 . Il giocatore A ed il giocatore B decidono di scambiarsi il 10% delle quote prima di partecipare ad un torneo, durante il torneo il giocatore A riesce ad andare in ITM, mentre il giocatore B sfortunatamente viene eliminato in zona bolla. Alla fine del torneo il giocatore A ha guadagnato  8mila euro ed il giocatore B non ha guadagnato nulla, essendosi scambiati le quote ad inizio tornei il giocatore A dovrà versare al giocatore B il 10% della vincita ottenuta in questo caso 800€. Il giocatore A ha investito 2.000€ per questo torneo e ne ha guadagnati (8.000 – 2.000 – 800 = 5.200€); il giocatore B invece ha investito 2.000€ perdendone solo (2000 – 800 = 1200€), riuscendo così a limitare le perdite.

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Esempio 2. Il giocatore A ed il giocatore B decidono di scambiarsi il 10% delle quote prima di partecipare ad un torneo, durante il torneo entrambi riescono ad arrivare in zona premio. Alla fine del torneo il giocatore A conclude il torneo al 21° posto con un guadagno di 3.000€ mentre il giocatore B arriva 5° con un guadagno di 10.000€. In virtù dello scambio di quote fra i due il giocatore A dovrà versare al giocatore B il 10 % di 3.000€ quindi 300€ ed il giocatore B dovrà versare al giocatore A il 10% di 10.000€ quindi 1.000€.

Facciamo due conti : Entrambi i giocatori hanno pagato il buy in di 2.200€ per il torneo, A ha guadagnato (3000 + 1000 – 2.200 – 300 = 1.500€) e se non avesse effettuato lo scambio il suo guadagno in questa circostanza sarebbe stato di (3000 – 2.200 = 800€), ottenendo quindi una plus valenza di 700€.

Il giocatore B ha guadagnato (10.000 + 300 – 2.200 – 1000 = 7.100€) e se non avesse effettuato lo scambio il suo guadagno sarebbe stato di ( 10.000 – 2.200 = 7.800€) ottenendo quindi una minusvalenza di 700€.

Dall’esempio due si evince che il giocatore che ha raggiunto una posizione più alta nel torneo ottiene in realtà un’utile minore rispetto a quello che avrebbe ottenuto se non avesse scambiato le quote, ma allora dov’è la convenienza ?

Ovviamente entrambi i giocatori prima dell’inizio del torneo non potevano sapere in quale posizione sarebbero arrivati, per cui non potevano sapere in quale situazione si sarebbero trovati, presupponendo di avere le stesse possibilità di partenza e che alla fine la varianza inciderà notevolmente sul risultato finale, l’ottenimento di un’utile minore in caso di piazzamento migliore rispetto al compagno è accettabile se paragonato al risparmio che si otterrebbe se malauguratamente non si arrivasse in ITM.

Ovviamente se entrambi i giocatori non dovessero riuscire ad andare a premio le loro sorti non cambierebbero di molto, in quanto entrambi avrebbero pagato il buy in di 2.200€ per il torneo e non potendo scambiare alcuna vincita si ritroverebbero alla pari.

Appare evidente dunque che alla base dello Swap c’è la fiducia e la stima reciproca tra i soggetti che intendono effettuare lo scambio.

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