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il 1 Apr 2020

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Le WSOP del 2004: la vittoria di Greg Raymer

Le WSOP del 2004: la vittoria di Greg Raymer

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Le World Series of Poker sono a tutti gli effetti l’evento più importante del mondo per gli appassionati. Una serie di tornei di ogni genere che nel corso del tempo hanno fatto la storia del gioco tanto da far diventare quel “Braccialetto” in palio per la vittoria uno dei premi più ambiti.

Ma è anche un racconto fatto di grandi personaggi, vincitori talentuosi (e fortunati), aneddoti, storie dentro le storie. E proprio in quest’anno che probabilmente per la prima volta dal 1970 non si disputerà, vale forse la pena ripercorrere tutti quei momenti. A cominciare dal 2004, l’anno del primo “boom” vero e proprio e della vittoria di Greg Raymer al Main Event.

Il poker di quegli anni

Per parlare delle WSOP del 2004 occorre prima di tutto fare un passo indietro, di un anno esatto. Il poker stava già vivendo un momento magico con un numero di appassionati in costante crescita, grazie anche ai personaggi incredibili che stavano mettendosi in mostra ai tavoli (nel vero senso della parola, quello più spettacolare.

Da Chris Ferguson a Scotty Nguyen, passando per i vari Phil Hellmuth e gli altri che stavano cominciando a fare il loro show. Ma è soprattutto il vincitore del Main Event del 2003 che spalancò i portoni del successo: è quello che verrà poi definito “effetto moneymaker” (nomen omen…).

Questo giovane ragazzotto di Atlanta, Chris Moneymaker, che dopo aver speso semplicemente 39$ per un torneo satellite, si è ritrovato a vincere il torneo più importante del mondo portandosi a cassa due milioni e mezzo. C’erano 839 iscritti a quel torneo, l‘anno dopo saranno più di 2.500.

Le WSOP del 2004

Si arriva così alla stagione successiva, con il programma WSOP che sarebbe durato ben 31 giorni diventando di fatto l’evento di poker più lungo della storia e, almeno in quel momento, anche quello con la partecipazione più numerosa (record che sarà poi battuto di anno in anno).

E pensare però che proprio nell’anno del boom ufficiale, si è addirittura rischiato di NON vedere partire alcun torneo (come vi abbiamo già raccontato qui…). Alla fine però tutto si risolse, e sarà un vero spettacolo.

32 tornei diversi dedicati certamente al Texas Hold’em, ma anche a moltissime varianti sempre molto frequentate da queste parti. Proprio tra queste varianti troviamo spesso i tornei più agguerriti (anche perchè zeppi di professionisti decisamente più tecnici), come la sfida finale al “No-Limit Deuce to Seven Draw Poker” che ha visto di fronte Barry Greenstein e Chris Ferguson consegnando il braccialetto al primo (e quasi trecentomila dollari di premio).

I grandi braccialetti dell’edizione 2004

Greenstein dicevamo, che si porta a casa il primo dei suoi tre braccialetti in carriera (gli altri nel 2005 e nel 2008). Ma è stata anche un’ottima annata per Daniel Negreanu, che si aggiudica l’evento da 2k di No Limit portando a 3 il computo delle sue vittorie WSOP (diventeranno poi 6 ad oggi).

E’ anche l’edizione delle due “Doppiette” di Ted Forrest (che si aggiudica il 1.500 Seven Card Stud e il 1.500 No Limit) e Scott Fischman (nel torneo HORSE da 2k e un altro 1.500 No Limit, saranno poi gli unici braccialetti per lui fino ad ora).

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Così come proprio nelle WSOP del 2004 si apre la bacheca di Antonio Esfandiari con il suo primo braccialetto (dei tre) nel 2k Pot Limit Hold’em.

Il Main Event

Ma in quell’anno come non mai tutti gli occhi sono puntati sul Main Event, che dopo il boom di iscrizioni (saranno 2.576 in totale, record di quel momento) metteva in palio ben 5 milioni di dollari al primo classificato.

Dopo aver visto vincere Moneymaker, sono davvero tanti i giocatori amatoriali arrivati dai satelliti per l’occasione, così quando si va a comporre il tavolo finale, nessuno si aspetta che quell’omone con gli occhiali rotondi con l’immagine olografica di occhi da rettile (che gli valsero poi il soprannome di “Fossil Man“) potesse essere uno dei protagonisti dopo essere arrivato lì praticamente dal nulla vincendo un satellite da 160 dollari.

Soprattutto se in quello stesso tavolo c’erano vecchie volpi come Dan Harrington (che poi spopolerà grazie ai suoi libri sul poker diventati delle vere e proprie bibbie) e Josh Arieh (che vantava già un braccialetto al polso). Entrambi però dovettero arrendersi in quarta e terza posizione (con qualche milione in più in tasca), lasciando l’Heads Up finale al simpatico Fossilman e un giovanissimo David Williams che era praticamente alla sua prima apparizione live degna di nota (senza alcun itm precedente peraltro).

La sfida finale

La sfida finale insomma vede ancora una volta il trionfo degli esordienti e delle sorprese. Anche del nuovo che avanza in un certo qual modo, visto che entrambi giocano comunque quel tavolo in maniera molto aggressiva e convincente.

La mano finale ne è forse una degna rappresentazione. Greg è in vantaggio in quel momento, e con 88 chiama l’apertura di Williams con A4. Il Flop sembra buono per entrambi con 425, infatti dopo il check del BB è sempre Williams che esce puntando, trovando però il raise di Fossilman.

E’ incredibile vedere oggi le tempistiche di quella mano, che si svolge tutta nell’arco di un paio di minuti e con Williams che prende decisioni davvero in tempi brevissimi. Del resto come dichiarerà poi tempo dopo, aveva ormai ben chiaro come Raymer giocasse molte mani in maniera molto aggressiva puntando costantemente, per cui pensava davvero potesse essere in bluff in quell’occasione.

Così quando anche il turn e il river non cambiarono la situazione (anzi, il 2 al turn e il 2 al river rafforzavano la mano di Williams), all’allin di Raymer finale troviamo praticamente uno “snap call” che però è l’ultima azione del torneo.

Greg “Fossilman” Raymer alza le braccia al cielo e si porta a casa il suo primo (e unico) braccialetto. Williams invece dovrà aspettare ancora due anni per indossarne uno (vincerà poi nel 2006 il torneo 7 Card Stud), ma a conti fatti malgrado quella sconfitta che non gli permetterà di entrare nella storia del Main Event, sarà poi lui tra i due a fare le cose migliori, arrivando quasi a nove milioni di dollari vinti in tornei live ad oggi.

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