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il 20 Giu 2013

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Dario Alioto: “Mi ispiro a Galfond, Hellmuth è migliorato ma resta exploitabile”

Dario Alioto: “Mi ispiro a Galfond, Hellmuth è migliorato ma resta exploitabile”

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Uscito dal 2.500$ Razz con una sonante badbeat (partiva con 234 contro il 678 dell’avversario), il capitano del Team Pro Sisal Poker Dario Alioto spiega la vita del giocatore di varianti in un paese come l’Italia dove tutti i tornei live sono appannaggio del texas holdem:

“Personalmente non ho di che lamentarmi dello stato delle cose, mi immergo nel gioco un mese e mezzo e sono a posto per tutto l’anno, a parte qualche torneo Wsop Europe e qualche evento Ept. Viaggiare è stancante, quindi mi sta bene così. Ovviamente mi farebbe piacere partecipare a tornei di varianti anche in Italia, ma capisco gli organizzatori che vogliono avere un tornaconto. D’altronde, anche qui negli Stati Uniti, i top player di varianti si sono lamentati perchè alle Wsop è diminuito sia il numero di eventi che i buy-in delle varianti. Ovviamente i giocatori come Ivey preferiscono tornei in cui hanno edge piuttosto che quelli di texas holdem che possono arrivare a migliaia di iscritti”.

Per Alioto l’impossibilità dei giocatori italiani di cimentarsi con regolarità nei tornei live di varianti non è un handicap:

“Durante l’anno abbiamo la possibilità di giocare costantemente a Omaha. A volte a Nova Gorica partono tavoli di altre specialità, ma sempre a limiti bassi e dunque non penso siano convenienti per un giocatore cash che vuole massimizzare l’atteso. Però ci sono sempre i tavoli online che permettono di allenarsi e di capire sempre meglio quelle sfaccettature del gioco che ti permettono di migliorare con costanza. Poi ovviamente vanno sfruttate le occasioni in cui ti trovi ai tavoli coi giocatori forti, cercando di capire al massimo le situazioni di gioco in cui cercano di sfruttare l’ edge”.

Alioto non condivide la scelta di quei giocatori che investono parte del loro roll in partite con i top player:

“Serve sempre un compromesso. Se al tavolo ho tanti giocatori scarsi sono più contento di quando ho Phil Ivey alla mia sinistra. Ovviamente la presenza di giocatori forti ti permette di capire nuove dinamiche, ma se ti trovi al tavolo con 4-5 giocatori forti potrai imparare tanto, ma a livello di aspettativa di vincita non andrai lontano”.

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Alla domanda sui giocatori da cui imparerebbe volentieri i trucchi delle varianti, il capitano del team pro Sisal ha la risposta pronta:

“Uno dei migliori di sempre è ovviamente Phil Ivey, che non a caso è considerato il miglior giocatore al mondo a tutto tondo e non solo per i risultati nell’holdem. Se mi chiedi del giocatore a cui mi ispirerei a Omaha è senza dubbio Phil Galfond: nella specialità a quattro carte ci sono tanti player, come Isildur, che tendono a gamblare troppo, abbondando con le four- e fivebet e pronti a giocarsi lo stack quando legano una coppia al flop. Galfond invece è uno che sa quando potcontrollare e sa quando spingere, e infatti tutto quello che ha vinto testimonia la sua abilità davvero fuori dal comune”.

Parlando dei due Phil sopra menzionati, non posso esimermi dal chiedere ad Alioto del terzo Phil:

“Hellmuth ha sempre trascurato le varianti, solo negli ultimi anni si è messo a studiare con lo spirito giusto e infatti l’anno scorso ha vinto il braccialetto nel torneo da cui sono appena uscito. E’ migliorato tanto ma col suo stile un po’ nitty è abbastanza vulnerabile”.

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