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il 6 Set 2013

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Giampiero Malgioglio, l’artista delle “Pokerclub Live Series”

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Giampiero Malgioglio, l’artista delle “Pokerclub Live Series”

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SAINT VINCENT – Non solo poker alle PLS. Dall’inizio di questa stagione griffata Lottomatica, infatti, ad ogni vincitore di tappa, oltre alla gloria e ai soldi, il prestigio di poter mettere in bacheca il trofeo a forma di chip realizzata da Giampiero Malgioglio, pittore e scultore romano dalle indiscusse qualità artistiche.

In questa tappa valdostana in pieno svolgimento nella sala “Evolution”, il connubio tra arte e poker ha dato vita alla personale del 46enne capitolino che si può ammirare aggirandosi per il Casinò.

Come e quando è nata la collaborazione con PokerClub?

“Il tutto è iniziato grazie a Filippo Bisciglia, amico da tempo e con il quale ci siamo trovati più volte ad incrociare le carte nei circoli romani. Lui mi presentò i vertici di Lottomatica/PokerClub e iniziai a creare le prime sculture dell’allora format “Assi di PokerClub”.
Poi da questa stagione abbiamo progettato la fiche che viene consegnata al vincitore di ogni tappa.”

Su cosa è incentrata attualmente la tua ricerca pittorica?

“Io sono un artista concettuale e quindi è importante raccontare il mio tempo, in base a come lo vedo e lo vivo. E’ soprattutto lo sport, a 360°, quello che in questo momento è la maggiore fonte di ispirazione. E il poker non fa eccezione.
Se i miei lavori precedenti raccontavano, per esempio, “storie” di calcio, bicicletta e golf, negli ultimi periodi è il mondo delle due carte che è al centro dei miei pensieri artistici.”

trofeo

Il trofeo a forma di chip in dote al vincitore

Con quale tecnica realizzi i tuoi lavori?

“Tecnica ad olio a combustione chimica. Si tratta di un procedimento pittorico ideato dal sottoscritto che consiste nell’eseguire prima l’opera in maniera “classica”, per poi intervenire con delle bruciature ottenute mediante prodotti chimici dai quali ottengo la combustione della tela.”

Tra i vari pokeristi che hai scelto come soggetti per i tuoi quadri, c’è qualcuno che ti ha “affascinato” più di altri?

“Se devo dirti un nome secco, quello del “Pirata” Max Pescatori. Il motivo è semplice: lui, ancora oggi, rappresenta il poker non solo italiano. Uno che è riuscito nell’impresa di vincere due braccialetti ai Campionati del Mondo è fonte naturale di ispirazione”.

E invece nel carrozzone del poker cosa hai scovato di artisticamente interessante?

“Credo che il poker si avvicini molto all’arte e alla vita che conduciamo tutti i giorni.
Per me nel poker sportivo – tengo a precisarlo – gli stimoli che ricevo quando mi siedo ad un torneo sono molto simili a quelli di quando vedo davanti ai miei occhi una tela bianca, che non aspetta altro di ricevere le mie emozioni attraverso l’uso di un pennello e dei colori”.

 

 

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