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il 22 Dic 2014

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Come cambia il ROI nei tornei multitavolo: l’analisi di fine anno di Massimo ‘maxshark’ Mosele

Come cambia il ROI nei tornei multitavolo: l’analisi di fine anno di Massimo ‘maxshark’ Mosele

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“Come si farebbe per qualsiasi “azienda” si traccia il passato per verificare la tendenza e prevedere gli scenari futuri”

Canonicamente la fine dell’anno è tempo di bilanci. In questi giorni il team pro Poker Yes Massimo ‘maxsharkk’ Mosele ha realizzato uno studio sui tornei multitavolo, analizzando sul database Sharkscope i risultati di 26 top regular come se fossero un unico giocatore.

Il suo obiettivo era valutare se l’indurimento del field mtt da molti sbandierato trovasse o meno un corrispettivo nel ROI (ritorno dell’investimento, la percentuale del profitto sul totale del giocato, ndr) dei più bravi giocatori del panorama.

Come ha scritto nel suo profilo Facebook, Max si aspettava una linea ascendente ma con una crescita in costante diminuzione. Nel 2014 che si va chiudendo, invece, il ROI del ‘super regular’ è risultato maggiore rispetto al 2013:

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Queste le conclusioni scritte da ‘maxsharkk’ su Facebook:

“A sorpresa, ne è venuto fuori un grafico dove addirittura il roi in percentuale del 2014 è leggermente superiore al roi 2013. Filtrando i dati anno per anno abbiamo infatti un ROI effettivo sullo spending – quello da sharkscope segnato come “totale” –  pari a 49% fino al 2010, 33% per il 2011, 29% per il 2012, 21.5% per il 2013 e 24% per il 2014 – appunto per la prima volta in crescita rispetto all’anno precedente…”

Per approfondire le ragioni dello studio, e le conseguenze che si possono trarre per il futuro, abbiamo parlato con lo stesso Mosele: per chi è entrato da poco nel mondo del poker, o per chi ha la memoria breve, ricordiamo che il torinese, ancora prima dell’avvento delle room punto it, era il primo al mondo secondo Sharkscope nei sit fino a 100$ e heads-up 101/300$.

“Il mio approccio al poker segue molto i numeri. Non a caso per per tre anni consecutivi ho vinto le classifiche italiane di trading, e mondiali nel 2006. Dunque mi è d’uopo fare una premessa al mio discorso: come ho scritto negli ultimi commenti al post Facebook, siccome la varianza mtt è alta, può essere possibile che anche il gruppo composto nel 2014 abbia ottenuto un roi superiore al 2013 per via della varianza, che anche su 70-80 mila tornei può disallineare i risultati di diversi punti percentuali. Può dunque benissimo essere che il ‘regular14’ abbia goodrunnato nel 2014 rispetto al 2013”

Ma nonostante la premessa per Mosele la conclusione dello studio è evidente:

“Il rallentamento dei margini di profitto non è cosi preoccupante come poteva sembrare. Non nascondo che se i risultati fossero stati diversi avrei preso in considerazione di quittare o iniziare a mettermi nell’ottica di fare altro. In questi casi non mi faccio prendere dal sentimento, ma uso la matematica e la statistica”.

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Questo comparatore confronta i bonus di benvenuto attualmente verificabili sui siti degli operatori italiani. Questa tabella ha una funzione informativa e gli operatori sono mostrati in ordine casuale.

E i numeri sono incoraggianti: “Nei tornei multitavolo delle piattaforme italiane ci son ancora tanti amatori. Per i regular che giocano online campioni interessanti di mtt il ROI non cala”.

Mosele spiega il profilo di giocatori che ha inserito nella ricerca.

“Tra i regular non c’è nessuno di quelli che hanno shottato eventi grossi tipo Sunday Million. Siccome lo studio serviva inizialmente a me ho cercato di farlo il più veritiero possibile: non dovevo dimostrare niente se non a me stesso le tendenze dei tornei lato giocatore. Tra i regular che ho messo nel gruppo ci sono Davide DJDave Nutarelli, Luigi Curcio, Emiliano Conti, Sergio Castelluccio, Dario Sammartino, Christian ‘ninetto1989’ Nuvola, Luca Stevanato, Enrico Camosci, Vito Planeta, e altri giocatori mtt che ritengo forti come Armando Spinelli: quest’anno ha fatto meno 24.000€ ma probabilmente altri hanno runnato meglio”

Il team pro Poker Yes trae altre conclusioni dal grafico, a iniziare dalla varianza:

“Un’altra cosa che emerge in modo prepotente è che online non c’è pietà. Anche questo ‘supergiocatore’, pur avendo tre milioni di profitto complessivo, ha avuto decine di sequenze da 500 tornei a roi negativi. E talvolta anche tremila tornei a roi negativi!”

Ci sono poi delle considerazioni accessorie:

Ovviamente a buy-in più alto i roi sono meno alti perché gli avversari sono più forti. I tornei con più di 240 iscritti hanno un atteso molto più alto, dunque sarà anche vero che nei tornei a field grandi la varianza è più alta, ma è altresì vero che essendoci molti più giocatori amatoriali il ritorno dell’investimento è nettamente più alto. Per il resto i dati sono lì: ognuno può trarvi le conclusioni che vuole!”

Ad esempio la differenza di roi tra tornei turbo (12%) e normal (32%). Ma questa più che altro è una conferma. O qualcuno ancora oggi credeva che i più bravi sarebbero solamente più fortunati nel vincere gli showdown?

 

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