Wednesday, Aug. 12, 2020

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il 27 Mar 2015

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Alec Torelli sull”ingiustizia’ degli MTT: “Giudizi solo in base ai risultati, meglio il cash game”

Alec Torelli sull”ingiustizia’ degli MTT: “Giudizi solo in base ai risultati, meglio il cash game”

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Non è andato affatto male Alec Torelli nel Main Event EPT di Malta, torneo che è giunto nelle sue fasi più calde.

Il professionista californiano però, nonostante un soddisfacente 65° posto da 12.800€, si è trovato a riflettere su quanto, di fatto, siano ‘ingiusti’ gli mtt rispetto al cash game, specialità cui si dedica, specialmente live, da diversi anni.

“Vincere sembra impossibile – sentenzia Torelliqualcosa fuori controllo. Quando sono stato eliminato, nonostante avessi superato circa il 90% dell’intero field, le mie chance matematiche di vincere erano deprimenti: circa l’1%”.

Torelli, sempre attento a tutti gli aspetti del poker, continua con un’interessante riflessione: “Simulazioni matematiche dimostrano infatti che il miglior giocatore del mondo potrebbe ipoteticamente non vincere mai un torneo major, anche se avesse a disposizione diverse vite”.

Eppure il festival maltese ha fatto e sta continuando a fare numeri incredibili, sia per quanto concerne gli eventi principali sia per quanto concerne i piccoli side event. Certo, la gloria della vittoria di un mtt, comunque, non la potrà mai regalare il cash game. Ma per Alec, evidentemente, il fatto di poter sollevare un trofeo è cosa secondaria.

“Ho scelto di dedicarmi al cash game perché se commetto un errore o subisco una bad beat, semplicemente faccio re-buy. Sto a Macao finché ne ho bisogno, perché so che certamente vincerò”.

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Torelli si sofferma, poi, su un altro aspetto: la soddisfazione.

“Alcuni studi dimostrano come la soddisfazione lavorativa arrivi maggiormente dall’apprezzamento dei colleghi piuttosto che dalla nostra capacità di fare soldi. Nei tornei, infatti, viene ricordato solamente chi riesce a vincere, non chi ha fatto runner up. C’è molta varianza nei risultati e le persone, comunque, vengono giudicate in base a questi. Che, del resto, sono determinati dalla fortuna…”.

C’è un’altra ‘sindrome’ che colpisce il pokerista: tende a ricordarsi quando è stato sfortunato, mentre dimentica (o dà per scontato) quando le cose gli sono state favorevoli.

“Non ricordiamo mai le volte in cui siamo stati noi fortunati… lo facciamo? Questo accade perché nella nostra mente tendiamo a giustificare le nostre azioni, avevamo un piano. Io stesso sono colpevole di questo. Se vengo colto in bluff, infatti, mi convinco di aver avuto tutte le ragioni per provare a farlo”.

 

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