Friday, Aug. 23, 2019

Strategia

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il 31 Ott 2015

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Gianluca ‘pokerbern’ Bernardini: “La review è fondamentale per stare al passo coi tempi, io ci spendo molto più tempo della media”

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Gianluca ‘pokerbern’ Bernardini: “La review è fondamentale per stare al passo coi tempi, io ci spendo molto più tempo della media”

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Non solo specialisti dell’Heads-Up, anche molti cash gamer sono presenti tra le fila dell’Italian Poker Open 19.

Gianluca ‘pokerbern’ Bernardini, nonostante i pochi MTT giocati abbiano portato risultati pazzeschi, trova il suo main game proprio ai tavoli cash, nei quali da tempo combatte ad alti livelli.

Lo abbiamo intercettato alla prima pausa dell’IPO per chiedergli dettagli su uno dei punti più importanti del lavoro di un poker player: la review post sessione.

“Fare review è una cosa secondo me fondamentale, e diventa ancora più importante quando si gioca ad alti livelli dove l’evoluzione del gioco è più rapida per permettersi di restare sempre aggiornati con le nuove strategie, le nuove dinamiche, ed essere quindi sempre al passo con i tempi. A livelli più bassi credo che il gioco medio non subisca tante variazioni ed una solida strategia può essere valida anche per mesi.”

Che la review sia indispensabile è noto da anni, spesso si consiglia ai giocatori neofiti di spendere il 50% del tempo che dedicano al gioco in review, mentre ai più preparati almeno il 20%. Stando a quanto ci dice ‘pokerbern’ di tempo davanti al monitor ne passa parecchio:

“Io sono un giocatore di cash, anche se in questo periodo ho fatto ottimi risultati ai tornei ne gioco veramente pochi, quindi non faccio review MTT. Per quanto riguarda il cash invece ne faccio molta davvero, sicuramente più della gran parte dei giocatori… Diciamo che penso di spenderci molto più tempo della media, ecco.”

Ma come si struttura un’analisi off-game? Come si fa a sapere quali mani andare a setacciare nel database per trarre i massimi vantaggi dalla nostra review?

“Ovviamente durante il gioco ne contrassegno qualcuna, quelle più importanti che post sessione mi vado a rivedere, ma in linea di massima faccio più review sugli avversari che sulle singole mani o sessioni. Prendo l’avversario che mi interessa, se c’è qualche spot o qualche dinamica in cui mi mette in difficoltà, come dinamiche bvb, bottone vs. blinds eccetera, applico i filtri che mi servono e mi studio le mani. Ovviamente se mi rendo conto che ci sono delle situazioni in cui non gioco molto bene o che potrei migliorare, filtro quegli spot e me li studio. Se non ci sono giocatori precisi o spot complicati, appena ho un buon campione di mani, comincio a filtrare per posizione, o per dinamiche tipo piatti 3-bettati, e vedo se trovo il modo di migliorare qualcosa.”

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