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il 26 Nov 2015

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L’evoluzione del Texas Hold’em: la continuation bet nel 2015

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L’evoluzione del Texas Hold’em: la continuation bet nel 2015

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Il gioco del poker negli ultimi anni si sta evolvendo e anche le nozioni più basilari stanno mutando nel tempo.

Esemplificativo in tal senso è il caso della continuation bet: fino a qualche anno fa si dava assodato che effettuare una puntata dopo essere stati gli aggressori nel preflop fosse sempre la scelta più corretta.

La giocata standard infatti se abbiamo l’iniziativa nel preflop ci consente di mantenere il controllo della mano sia al flop sia al turn se manteniamo la nostra aggressione.

Il segreto ora però è quello di avere un plan sul proseguimento della mano, in modo da massimizzare il potenziale del nostro range in qualità di aggressori.

La cosa più importante da considerare quando siamo gli aggressori è la texture del board.

Quando infatti operiamo una continuation bet al giorno d’oggi dobbiamo sempre considerare la possibilità di ricevere un call da parte del nostro avversario e per questo dobbiamo essere pronti a effettuare una double barrel: per valutare questa opzione dobbiamo guardare al potenziale dei nostri progetti, a come il board si collega con il range del nostro avversario e quali e quante sono le carte su cui poter effettuare una seconda puntata al turn.

Gli altri elementi da considerare sono ovviamente la posizione, la profondità degli stack e il numero e il tipo di avversari.

Vediamo quindi come regolarsi su questo flop con diverse starting hand, ponendo il caso che ci troviamo fuori posizione.

cbet flop

STARTING HAND

A2: effettuare una continuation bet in questo è abbastanza inutile perchè difficilmente il nostro avversario folderà. Le carte che possono aiutare al turn l‘equity della nostra mano sono solamente gli assi e il 3 e il 4 non di picche. Sarà quindi molto difficile effettuare una second barrel profittevole.

AJ: la presenza di due overcard unita al backdoor sia di scala sia di colore garantiscono una buona possibilità di miglioramento della nostra mano al turn. Una continuation bet è quindi la via più profittevole. Se ci trovassimo fuori posizione però potremmo anche decidere di check/callare nel caso avessimo deciso di avere un range di continuation bet su questo flop piuttosto pericoloso.

65: come sopra i due backdoor ci garantiscono la possibilità di effettuare una second barrel almeno una volta su tre, oltre alla possibilità di utilizzare per esempio gli assi come scary card per il range del nostro avversario. Effettuare una continuation bet è sicuramente una scelta +Ev.

75: abbiamo la bottom pair e poco altro. Difficilmente avremo la forza di sostenere tre puntate del nostro avversario sperando di trovarlo in bluff e allo stesso modo avremo problemi a bettare praticamente in bluff puro per più strade.
Ecco allora che questa starting hand può diventare molto buona da inserire in un ipotetico check/raising range, ossia assieme a quelle combinazioni di mani molto forti che vogliono ingrandire di molto il piatto quando ci troviamo fuori posizione e non vogliamo dare odds corrette ai progetti avversari.
Assieme quindi a mani come set e doppia coppia o combodraw quali QJ, KQ, 87, dobbiamo obbligatoriamente inserire delle mani in puro bluff e questa combinazione con bottom pair diventa molto indicata poichè avendo noi un 5 blockeriamo la possibilità che il nostro avversario abbia dei set tra le sue mani (col 7 blockeriamo anche le possibilità di scala bilaterale).

KK: una starting hand di partenza molto buona ma un board pericoloso da affrontare: in posizione difficile non effettuare una continuation bet per puro valore e anche se molte volte otterremo un call da parte dei nostri avversari avremmo ottenuto il nostro scopo cioè quello di estrarre valore da una mano più scarsa della nostra.
Fuori posizione invece se effettuiamo una continuation bet e ci troviamo di fronte a un raise la situazione si complica: potremmo decidere di chiamare il raise ma poi avremmo problemi a sostenere una nuova puntata dell’avversario al turn. Per questo potremmo tranquillamente decidere di fare check e poi call all’eventuale puntata avversaria: sebbene molte carte al turn non siano favorevoli abbiamo comunque un paio di backdoor che possono addirittura aumentare la forza della nostra monster e avremo tenuto sotto controllo l’entità del piatto.

99: il set è sicuramente una di quelle combinazioni con le quali la cosa più naturale è effettuare una continuation bet per valore.
Quando cbettiamo per valore dobbiamo però sempre ricordarci di considerare i progetti del nostro avversario e quali potrebbero essere le carte che lo aiutano tra turn e river. Importante allora diventa stabilire la size adeguata per poter arrivare in caso di miglioramento della nostra mano o di avversario calling station a mettere più soldi possibile al river.

QJ: è facile farsi ammaliare dalla forza del progetto di scala bilaterale.
Dobbiamo però sempre considerare chi è il nostro avversario. Se infatti è un giocatore chiuso trovarci di fronte a un raise non è una buona cosa su questo flop perchè troppo spesso andremo a scontrarci contro un range che domina ampiamente il nostro progetto. In questo caso allora sarebbe meglio check/callare oppure comprarci una free card se fossimo in posizione per controllare la dimensione del piatto.
D’altronde se invece ci troviamo di fronte un giocatore aggressivo che rilancia spesso in bluff potremmo decidere di forzare la mano per farlo passare o farlo herocallare con una semplice coppia contro la quale giochiamo praticamente in coinflip.

In definitiva abbiamo visto che su questo tipo di board potrebbe essere interessante anche non effettuare mai una continuation bet se ci troviamo fuori posizione e inserire i propri punti molto forti nel range di check/raise, lasciando starting hand di partenza importanti in un range di check/call.

Differente il discorso qualora siamo in posizione dove una continuation bet è adeguata con molte delle nostre starting hand e un range di check/back seppur non deprecabile potrebbe essere messo a rischio da molte carte pericolose che scendono al turn.

 

 

 

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