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il 28 Nov 2015

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Nuovo nemico per il poker online? Adam Lexalt, Attorney General del Nevada, pronto a eliminare l’online gaming dagli U.S.A.

Nuovo nemico per il poker online? Adam Lexalt, Attorney General del Nevada, pronto a eliminare l’online gaming dagli U.S.A.

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La guerra contro il poker online rischia di trovare un nuovo alleato.

Dopo i continui tentativi di Sheldon Adelson, il multimiliardario proprietario della Las Vegas Sands Corp, di eliminare l’I-gaming, a sorpresa si schiera a favore della causa Adam Lexalt, l’avvocato più importante del Nevada.

A quanto riportato da un articolo di Highstakesdb.com, l’Attorney General del Nevada (una figura simile all’avvocato dello stato) ha infatti dichiarato di voler sottoscrivere una lettera che circola tra gli Attorney General, la quale propone di ripristinare il Wire Act del 1961, una regolamentazione che se attuata non solo impedirebbe a tutti gli stati americani di introdurre l’online gaming, ma anche s quelli dove è già legale di continuare ad operare.

Inutile dire quanto tutto questo comporterebbe un dramma per un mercato che ha appena trovato la forza per ricominciare la sua espansione dopo il Black Friday che ha reso illegale il gaming online in tutti gli U.S.A.

In effetti le perplessità non sono state poche, a cominciare proprio dalla presa di posizione di Lexalt, che nessuno si sarebbe mai aspettato per due semplici motivi:

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Innanzitutto è molto strano che un ‘Top Lawyer’ del calibro di Adam si schieri contro ad una legge esistente nel suo stato, in particolare se appartiene al business principale dello stesso.

Secondariamente è una decisione che contrasta con la solita politica di Lexalt, che ha sempre ritenuto che il Governo Federale non debba intromettersi nei problemi che riguardano i singoli stati.

Molte figure importanti dello stato del Nevada hanno dimostrato le stesse perplessità, in particolare l’amministratore delegato dell’MGM che ha dichiarato: “Spero davvero che il nostro Attourney General non firmi quel foglio, perché sarebbe letteralmente come se dicesse di essere contro l’industria del gaming in Nevada, contro il lavoro, contro i social media, contro la International Game Technology, contro il più grande mercato del lavoro dello stato.

Il primo collegamento che è venuto in mente a chiunque riguarda proprio Sheldon Adelson, il nemico numero uno del I-gaming, ma a quanto si evince da un intervista rilasciata a KNPB (una rete televisiva del Nevada), Adam ha prontamente smentito ogni correlazione, spiegando di voler semplicemente ripristinare lo status quo delle cose, in quanto “quando venne applicato il regolamento attuale non vennero prese in considerazione tutte le parti che avrebbero dovuto garantire un mercato sicuro per l’utenza“.

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