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il 13 Gen 2016

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Accordo da 6 milioni di euro con l’Agenzia delle Entrate: PokerStars salda il debito con lo Stato Italiano

Accordo da 6 milioni di euro con l’Agenzia delle Entrate: PokerStars salda il debito con lo Stato Italiano

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Amaya ha annunciato nella giornata di oggi di aver saldato il proprio debito con l’Agenzia delle Entrate italiana.

Il gruppo leader del settore del poker online, proprietario di Pokerstars e Full Tilt, era stata denunciata per evasione dopo gli accertamenti della Guardia di Finanza, in unione con l’AdE, riguardanti l’operato della room della picca negli anni dal 2009 al 2014.

Secondo i primi accertamenti le Fiamme Gialle contestavano a Pokerstars una mancata dichiarazione di profitti per oltre 300 milioni di euro, anche se la room rossa aveva prontamente ribattuto contestando la posizione inquisitoria forte degli accordi tra stati europei e appellandosi al problema della doppia tassazione.

Negli ultimi mesi le società coinvolte che fanno capo ad Amaya hanno, come logica presupponeva, cercato un punto di incontro con le autorità italiane in modo da trovare una transazione tra le parti.

Secondo quanto riportato stamani dai vertici di Amaya la richiesta finale dello Stato Italiano era pari a circa 85 milioni di tasse di euro di tasse non pagate allo stato in virtù di maggiori profitti da dichiarare sul territorio italico. C’è ovviamente da rimarcare come questi 85 milioni di euro siano solamente presunti perchè in un possibile contenzioso Pokerstars avrebbe potuto far valere i propri diritti derivanti dalle leggi comunitarie e non è assolutamente sicuro che l’esito della disputa fosse a vantaggio di uno dei due contendenti.

Come spesso succede in questi casi però l’Agenzia delle Entrate e la Halfords Media Italy S.r.l. (la società del gruppo Amaya denunciata) hanno cercato e in seguito trovato un accordo secondo il quale il gruppo della picca dovrà versare nelle casse dell’erario 5,9 milioni di euro, una cifra decisamente inferiore a quelle prospettate agli inizi della vicenda.

L’accordo rappresenta una soluzione definitiva della questione e il pagamento comprende tutte le somme dovute alle autorità italiane per i periodi in questione.

Inoltre, come parte della soluzione, vi è anche l’accordo che la società controllata non debba ulteriori tasse supplementari per l’anno fiscale 2014.

L’intero importo e le relative spese sono state pagate dal fondo di impegno istituito ai sensi dell’accordo di fusione che regola l’acquisizione di Amaya del business di PokerStars.

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Pare quindi un successo su tutti i fronti per il management italiano legato a Pokerstars perchè in un tempo relativamente breve si è trovato un accordo tutto sommato soddisfacente.

Non è la prima volta che lo Stato Italiano opera un deciso sconto sulle tasse che un cittadino o una società deve pagare.

L’ultima in ordine di tempo è stata il colosso mondiale Apple che ha versato allo Stato 318 milioni di euro per le tasse non pagate nel periodo dal 2008 al 2013, contro il quasi miliardo che era stato richiesto dai funzionari dell’Agenzia delle Entrate.

Un altro che ha potuto scontare la propria pena era stato in passato Valentino Rossi che a fronte dei 115 milioni di euro richiesti aveva versato nelle casse dell’Erario “solo” 20 milioni di euro per il guadagno dichiarato nel Regno Unito e poi contestato dallo stato italiano.

Sono tanti d’altronde i colossi che proprio in seguito a questa serie di accordi tremano e temono di dover almeno pagare una parte di quanto richiesto dai funzionari dell’AdE: primo tra tutti Google per il quale però la materia rimane piuttosto misteriosa.

Sembrano invece sulla via di definizione le vicende legate ad Amazon, al gruppo Prada e al gruppo Armani.

Sicuramente l’accordo tra Pokerstars e lo stato italiano è positivo per il colosso del gaming anche se al momento i mercati non hanno accolto favorevolmente questo esborso di tasse aggiuntive.

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