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il 21 Lug 2016

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“E’ tutto rigged!” Ma non era nemmeno poker online…

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“E’ tutto rigged!” Ma non era nemmeno poker online…

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Gli americani la chiamerebbero post-season: quando i tornei WSOP sono in via di conclusione e tutti i giocatori che sono volati a Las Vegas per partecipare ai campionati del mondo sono vagabondi per i vari casinò della Strip, all’assalto dei piccoli tornei e dei tavoli cash game.

Tra di loro c’è anche Todd Breyfogle, poker player di Hopkins, Minnesota, abbastanza noto sia nei circuiti live che online, dove usa molteplici nickname tutti contenenti variazioni della parola “shark“, squalo. Todd pochi giorni fa si trovava nella poker room del Venetian Casino, una delle più grandi e lussuose di tutta Vegas, che recentemente ha acquisito anche Annette Obrestrad come testimonial.

Nel bel mezzo della sua sessione di Pot Limit Omaha sono iniziati i tweet: sul social network dell’uccellino Todd si è subito lamentato che la scimmia del tavolo ha snappato il mio all-in con un colore di merda. Io avevo set di AAA. Wtf. Era un pot da 4800 $ e ovviamente è l’amichetto del dealer… a volte queste cose fanno pensare male.”

tweet-breyfogle

I guai non sono finiti qui: “Stesso tizio, stesso dealer, mano successiva: quads over quads! Sto per chiamare il floorman e chiedergli di mandare via questo dealer. Non sono l’unico ad avere sospetti, siamo in cinque ad essercene accorti al tavolo.

E poi ancora: “Ha vinto un altro all-in, ha snappato con doppia coppia sul flop e l’altro aveva AAKJ double suited. Mai vista una roba del genere. Si è seduto con 500 dollari e si sta alzando con 9300. Io ho chiamato la sicurezza, ho visto troppe truffe nella mia carriera e il mio radar si è acceso, dopo aver perso con AAA non ho più giocato una mano.”

A questo punto, però, è partita la contro-invettiva della comunità pokeristica, che di fish che vincono tre o quattro grossi piatti di fila ne ha visti per anni e anni. Prima su Twitter e poi sul forum 2+2 sono iniziate le risposte, ed è bastato qualche minuto perché nessuno prendesse più sul serio Breyfogle.

“Per essere chiari, stai dicendo che qualcuno è riuscito a truccare le carte a un tavolo di PLO con il mescolatore automatico? è uno dei primi tweet di risposta. Sui social network i commentatori si mantengono quasi politicamente corretti, mentre su 2+2 impazza l’ironia: “Ragazzi, all-in preflop a Omaha e la mano migliore non vince sempre??? Sicuramente sta succedendo qualcosa di losco.”

“Non ho mai perso con AAA in tutta la mia vita” scherza un altro utente del forum. “Magari c’era qualcuno sotto il tavolo a manipolare le carte dentro il mescolatore automatico. Qualcuno faccia un photoshop con un piede che esce da sotto una sedia, per favore!”

Non è però finita qui per Breyfogle: oltre agli scherzi, durante la discussione dei suoi tweet si è passati dalle battute a rivangare il suo passato. Come mai, ad esempio, Todd sta giocando proprio al Venetian, e continua a giocarci anche nei giorni successivi a questi fatti? Perché qualche anno fa ha preso a pugni una persona che gli doveva dei soldi dentro il Rio Casino, e ora è bandito a vita da tutte le proprietà della compagnia Caesars Entertainment, che oltre alla location delle WSOP possiede anche Caesars Palace, Harrah’s, Linq, Bally’s, Planet Hollywood, Paris… praticamente gli è vietato l’accesso in metà dei casinò di Vegas.

Insomma, non sembra proprio un bravo ragazzo questo Todd. “Non batterebbe il 5/10 dal vivo. E’ un perdente che vuole sempre stare al centro dell’attenzione. Si fa chiamare “shark” quando gli chiedono il nome per la lista d’attesa, e ogni volta che vince trecento dollari fa la foto allo stack e la pubblica su Twitter vantandosi di aver catturato la sua preda.” si racconta sul forum, per poi mettere la parola fine alla discussione con un episodio ancora più ridicolo: “Qualche anno fa ha lanciato una sfida aperta a tutti per un heads-up da 25.000 dollari. Quando si sono presentati moltissimi sfidanti ha chiesto a tutti l’estratto conto bancario per assicurarsi che i 25k fossero tutti loro e che non avessero venduto delle quote, e alla fine si è tirato indietro.”

 

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