Thursday, Oct. 1, 2020

Strategia

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il 26 Nov 2017

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Con quali board lo split pot è matematico nel Texas Hold’em?

Con quali board lo split pot è matematico nel Texas Hold’em?

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Solitamente toccherebbe ai giocatori principianti fare certi tipi di esercizi.

Eppure una ripassatina alle regole basilari del Texas Hold’em farebbe bene a più di qualcuno, per evitare clamorose gaffe!

Per accertarci allora delle vostre skill di lettura del board e della mani, vi sottoponiamo una semplice domanda: quali e quanti sono i tipi di board che garantiscono uno split pot allo showdown?

Pensateci qualche secondo prima di continuare a leggere e vi renderete conto forse che la risposta non è così banale e immediata come pensavate.

Anzi, sicuramente c’è qualcuno che crede di conoscere a menadito le regole del Texas e che però non riesce a focalizzare subito i board da split garantito.

Parliamo ovviamente di quei board che assicurano ai giocatori coinvolti nella mano di aggiudicarsi almeno una parte del piatto in caso di showdown.

Quindi in questi spot foldare non ha senso, anzi. In teoria è molto meglio rilanciare, sperando che un giocatore distratto o alle prime armi foldi!

Il discorso potrebbe cambiare solo se stessimo giocando a cash game con una rake alta, dove a volte non ha senso ingrossare il piatto.

Lasciando perdere il caso limite appena citato, andiamo a elencare i board da split al 100%, che sono fondamentalmente tre.

 

La scala all’asso

Se sul tavolo c’è un board tipo AKQ J 10 potete stare tranquilli. Non perderete. Qualsiasi coppia, doppia coppia o tris diventa inutile. ATTENZIONE però! Non ci devono essere progetti di colore. Se sono scese 3 o addirittura 4 carte dello stesso seme, il vostro avversario può battervi con il flush. Per esempio un board AKQ J 10 non è sinonimo di vittoria. Ma dovreste saperlo da soli…

 

Il quads con top kicker

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Su un board come 999 9 A c’è poco da ragionare. Tutti i giocatori coinvolti nel colpo hanno la best hand. Questo si verifica con qualsiasi quads (dal poker di 2 fino al poker di K) accompagnato da un asso sul board, ovvero la miglior quinta carta possibile per tutti. Se invece sul tavolo c’è un bel poker di assi, serve anche un kappone a terra per essere sicuri di splittare! Ricordatevelo.

 

La scala reale

Questo è probabilmente il caso in cui è meno difficile sbagliarsi. Se sul tavolo scende un board AKQ J 10, cosa volete di più? La royal flush è il punto più alto nel Texas Hold’em (e non solo), perciò è proprio inutile cercare di capire cosa possono avere in mano gli altri.

 

Tutto chiaro? Benissimo. Questo quindi è tutto quello che c’è da sapere? Non proprio, vi consigliamo di leggere se volete avere un quadro completo sull’argomento.

 

I casi particolari

Ci sono altre situazioni in cui lo split pot è sicuro? Sì. Per trovarle bisogna ipotizzare di avere qualche informazione in più oltre alle cinque carte comuni del board. Possiamo ricevere delle info utili per esempio dalle nostre hole cards o da una carta bruciata dal dealer o da una girata per sbaglio da qualche giocatore. In casi del genere gli split pot sicuri aumentano.

Ecco un esempio. C’è un board J109 8 7 e un giocatore preflop ha foldato girando per sbaglio la Q. In questo caso la scala colore al jack è il massimo punto ottenibile dai giocatori.

Anche un full a terra può diventare sinonimo di split in via del tutto eccezionale. Su un board A-A-A-K-K, sapendo per una delle regioni precedentemente elencate che non c’è il quarto asso in giro e che non c’è un kappa, possiamo stare tranquilli.

 

Gli errori tipici

I principianti (ma non solo) a volte possono prendere degli abbagli clamorosi per distrazione o perché non conoscono le regole nel dettaglio. Tra i casi che abbiamo citato, il più problematico forse è quello che prevede un quads girato sul board. C’è chi si dimentica dell’importanza del kicker in questo caso e pensa di avere già vinto… Forse perché di kicker si parla solitamente come carta di accompagnamento per le coppie.

Un’altra situazione spinosa per qualcuno può verificarsi quando sul board compare magari un colore all’asso. Se abbiamo AQ7 8 3 al centro del tavolo dobbiamo stare attenti perché lo split non è affatto certo! Bisogna vedere chi ha altre carte di quadri in mano che vanno a formare la combo con le cinque carte più alte di quadri per ciascuno!

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