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il 21 Nov 2017

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Da tronista a grinder, la storia di Leonardo Greco: “E se parte la condivisa faccio il pro!”

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Da tronista a grinder, la storia di Leonardo Greco: “E se parte la condivisa faccio il pro!”

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Leonardo ‘sofylen’ Greco, tronista nella edizione 2012 del programma tv “Uomini e Donne” di Maria De Filippi, ci sta pensando seriamente.

Non tanto perché in cerca di una dimensione: quella l’ha già trovata da tempo facendo il vocalist nelle serate in giro per l’Italia. Piuttosto perché il nostro ‘giochino’ in qualche modo l’ha stregato.

Una buona dose di goodrun all’inizio: “ho depositato 20€ su PokerStars.it come tanti amatori e ho cominciato subito col botto centrando un bel runner up a un mtt serale, sculando come un disperato dato che non sapevo nemmeno giocare, per poco più di un migliaio di euro“.

Un giusto giro di conoscenze:tra tavoli online e serate nei circoli milanesi ho conosciuti tanti noti grinder tra cui Dennis Sneijder, Ale Giordano, Diego Raimondi e il mio caro amico e coach Fabio Romer“. E il cocktail è servito:

Mi sono avvicinato al poker subito dopo l’esperienza a Uomini e Donne, ma fino ad allora non avevo nemmemo mai preso le carte in mano!” – racconta Leonardo – “All’inizio ho approcciato il gioco come autodidatta, poi mi sono appassionato e ho cominciato a leggere alcuni libri per capire qualcosa sui range e su altri aspetti tecnici. Tuttavia, avendo cominciato con notevole ritardo rispetto agli altri, mi son trovato di fronte un gioco con dinamiche già evolute e certe nozioni erano ormai superate.

Curiosamente però, sarà proprio un libro ad aprirgli nuovi orizzonti pokeristici, anche se non uno di strategia in senso stretto: “Uno dei testi che ha acceso il mio interesse per il gioco è ‘Poker Mindset’, ogni tanto quando impazzisco ai tavoli lo riprendo in mano ancora oggi! Libri a parte, quello che fa la differenza è potersi confrontare con amici molto preparati. Con Fabio a volte grindiamo assieme e con gli altri ragazzi ci sentiamo quotidianamente via Skype.

Al momento fare il professionista di poker rimane un sogno nel cassetto di Leonardo, ma chissà che con l’allargamento del mercato online e la possibilità di fare tanti bei soldi non cambi qualcosa nella sua testa:

Uno dei motivi per cui non ho ancora intrapreso un percorso da professionista è il tempo. Lavoro principalmente nei fine settimana e mi piace quel che faccio, ma fare il grinder a buoni livelli saltando gli appuntamenti principali è impossibile, tanto più in Italia. Per quale cifra sarei disposto a mollare il mio lavoro? Non meno di 50K all’anno. Certo, poi se con l’arrivo della liquidità condivisa si apriranno scenari migliori, come spero, allora potrei prendere in considerazione l’ipotesi di mettermi a grindare sul serio…

Sebbene la scelta di una carriera da poker pro passi per l’online, il live rimane ancora il suo piatto preferito:

“E’ un gioco molto più emozionante: tenere in mano fiches e carte, guardare in faccia i giocatori… Certo, online hai la possibilità di fare 20 tornei contemporaneamente e abbattere la varianza, ma non venite a dirmi che è la stessa cosa!

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