Friday, Aug. 12, 2022

Strategia

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il 18 Set 2018

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Quali sono i leak più gravi degli amatori secondo i pro high stakes?

Quali sono i leak più gravi degli amatori secondo i pro high stakes?

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Per vincere dei soldi a poker bisogna saper sfruttare le debolezze altrui e chi meglio dei professionisti sa come farlo nella maniera ottimale?

Dietro l’etichetta ‘recreational player’ si nasconde uno spettro ben più ampio di quanto ci si possa immaginare, sebbene la distinzione tra chi gioca ‘for fun’ e chi lo fa per mestiere sembra essere ben marcata.

Ciò che li differenzia non riguarda esclusivamente l’attitudine al tavolo, ma la capacità di distinguere chiaramente tra breve e lungo periodo e impostare quindi il proprio gioco su piani differenti.

Ecco perché, per quanto ampia possa essere la gamma di tipologie esistenti, gli amatori incappano sempre nei soliti errori.

La bellissima Drea Renee è andata a chiedere ai top pro mondiali quali siano, secondo loro, gli errori più grossi commessi da chi gioca a poker senza alcuna ambizione di trasformare la passione per il giochino in un vero e proprio lavoro. Scopriamo insieme quali sono i leak più gravi che campioni come Justin Bonomo, Jason Koon, David Peters, Bryn Kenney, Nick Petrangelo e compagnia cantante hanno scovato in anni di esperienza ai massimi livelli.

1. Percezione dello stack

Essere short stack non fa piacere a nessuno. Poco spazio di manovra, estro ridotto ai minimi termini e attese infinite nella speranza di trovare una buona starting hand per giocarsi il colpo. Eppure, secondo Jason Koon, tanti amatori sottovalutano il loro stack non appena si scende sotto una certa soglia. Per quanto in numero di big blind sia esiguo, molti recreational ne sottostimano il potenziale, pensando di esser più short di quanto in realtà non siano.

2. Range poco definiti

Giocare senza avere una chiara idea dei range da utilizzare può portare a esprimere un gioco eccessivamente loose. Le conseguenze sono presto dette: ci si impelaga in spot che risultano essere molto complessi senza che vi sia una ragione precisa per farlo.

3. Aggressività sbilanciata

Per Brandon Adams uno dei leak più evidenti è l’errato dosaggio dell’aggressività. Molti amatori tendono a diventare super aggressivi su piatti insignificanti, limitando invece la potenza di fuoco in circostanze dove ci sono tante chip in ballo e nelle quali varrebbe la pena mostrare i denti più che in altre circostanze, dove il rischio non vale la candela per dirla in termini spicci.

4. Overfolding vs overcalling

A tirare fuori questa peculiarità, nemmeno troppo nuova alle orecchie di chi mastica poker da qualche anno, è la caratteristica tendenza a chiamare troppo larghi o foldare mani discretamente forti. Una gran confusione che porta gli amatori a giocare in modo estremamente sbilanciato e quindi exploitabile.

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5. Overvaluing

Sopravvalutare le proprie mani e puntare forte con una top pair su un board particolarmente wet, senza in realtà capire quale sia la reale forza della mano in un preciso contesto, è tra gli errori più diffusi secondo il numero uno al mondo della all time money list, mr. Justin Bonomo.

6. Size eccessivamente ridotte

Saper estrarre il giusto valore dalla propria mano è la chiave per fare soldi nel lungo periodo. Seth Davies infatti, identifica questo aspetto come il più evidente nella sconfinata gamma di leak che gli amatori metteno in pratica al tavolo verde. Tanti infatti, tendono a puntare troppo poco in modo da limitare il rischio, senza capire effettivamente quanto l’avversario sia disposto a chiamare.

7. Non saper giocare le mani senza equity

Nick Petrangelo, il guru della GTO (QUI l’approfondimento su tre errori strategici commessi dai reg), è convinto che gli amatori diano troppa poca importanza alle mani spazzatura o a quelle che non hanno un’equity sufficiente sul board. Troppo poco spesso li si vede c-bettare o bluffare con le trash-hand e questo non può che renderli face-up agli occhi dei professionisti più navigati.

8. Emotività vs razionalità

Un leak che trova d’accordo sia Bryn Kenney che David Peters: i recreational player si lasciano guidare troppo dalle emozioni. Prenderla sul personale quando un avversario 3-betta per diverse mani di fila è quanto di più sbagliato si possa fare, perché il poker è un gioco di strategia non una gara a chi fa la voce più grossa. Molto facile, in situazioni di questo tipo, perdere il controllo e commettere errori grossolani.

 

E voi che ne pensate di queste considerazioni? Scrivetecelo lasciando un commento sulla nostra Fanpage!

 

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