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il 17 Ott 2018

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Cos’è un cooler nel poker Texas Hold’em?

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Cos’è un cooler nel poker Texas Hold’em?

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Analizziamo oggi una situazione alquanto famosa del poker: il cosiddetto cooler.

Quasi tutti sanno cosa significa il termine. Un cooler si verifica al tavolo quando un giocatore con una mano molto forte incrocia una mano ancora più forte. In pratica il cooler ha un finale già scritto: lo showdown è inevitabile per i giocatori coinvolti, che finiranno sicuramente ai resti.

Letteralmente ‘cooler’ deriva dall’inglese e significa qualcosa tipo ‘refrigerante’. Forse perché chi perde un cooler resta di ghiaccio alla vista delle carte avversarie?

Non è questo che ci interessa sottolineare. Ci preme far notare piuttosto che non tutti sanno esattamente quando si può parlare di cooler o quando invece la definizione è un po’ esagerata. Proviamo allora a fare luce sulla questione.

Si parla di cooler fondamentalmente per giustificare la condotta del giocatore che perde una mano scritta, visto che non poteva proprio foldare e quindi non poteva salvarsi in alcun modo.

Ecco cos’è un cooler

Facciamo qualche esempio, partendo da quello più classico… A un tavolo vengono distribuite preflop due coppie come AA e KK. Gli stack dei giocatori protagonisti non sono troppo profondi, diciamo tra i 10 e i 30 bui.

In questo caso è impossibile non parlare di cooler (escludendo situazioni strane come bolle in corso con premi importanti). Ci può essere un all-in diretto o un all-in in 3bet, ma cambia poco. Chi ha K-K è stato semplicemente sfortunato e non ha modo di parare il colpo. Anche se qualcuno prepara un trappolone facendo solo call preflop, probabilmente si finisce ai resti ugualmente dopo il flop.

Non è detto poi che vinca per forza chi ha ricevuto gli assi! Un kappone sul board può ribaltare tutto, eppure la sostanza del discorso cambia di poco: in questo tipo di mani le carte giocano di fatto da sole, non c’è nessuna componente di skill nelle scelte dei players.

Facciamo un altro esempio. Un giocatore al tavolo apre il gioco preflop con JJ e dai bui un altro player chiama con 88. Il flop è J82. Dopo una serie di rilanci, si finisce ai resti anche qua. Come si può biasimare il giocatore che ha deciso di giocarsi tutto con il set di 8? Ha semplicemente trovato l’unica mano che lo batte in questo caso, cosa che può capitare nel poker. Ci si può salvare in situazioni simili solo con stack molto profondi e letture solidissime sull’avversario. Ma parliamo allora di eccezioni rare. Abbiamo visto dei poker pro foldare second nuts o cose simili, ma è meglio lasciare a loro certe giocate.

Cosa non è un cooler

Fin qui abbiamo visto dunque degli esempi di cooler. Come dicevamo, però, a volte vengono definiti erroneamente (o scherzosamente) cooler dei colpi dove il player perdente in realtà si è innamorato troppo della propria mano ed è finito ai resti in maniera troppo avventata.

Facciamo anche qui qualche esempio. Riceviamo QQ preflop e un avversario va all-in? Si chiama, vero? Beh, non per forza se siamo di fronte a una 5bet al primo livello di un torneo live giocabilissimo con stack di 200 bui.

Altro esempio. Diciamo che il nostro avversario va all-in al river su un board 10KAA3 e noi abbiamo in mano 1010. Abbiamo chiuso full house, un punto fortissimo nel poker! Quindi dobbiamo chiamare, giusto?

Beh, aggiungiamo qualche dettaglio. Il nostro avversario di turno è un giocatore chiusissimo che ha 4bettato preflop e dimostrato forza puntando su tutte le strade. Siete ancora così convinti di chiamare? Considerate che ci battono dei full superiori. Il nostro oppo potrebbe avere in mano per esempio K-K, A-K o magari A-3.

Ecco, in casi come questi certi giocatori non trovano la forza di passare, per curiosità o perché sottovalutano una forte action avversaria. Ricordatevelo, non ci si può sempre giustificare dicendo: “Era un cooler“.

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