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il 17 Mar 2019

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Piroddi ci racconta il suo 2° posto al WPT di Barcellona: Non posso lamentarmi, bella iniezione di fiducia

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Piroddi ci racconta il suo 2° posto al WPT di Barcellona: Non posso lamentarmi, bella iniezione di fiducia

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È già da qualche anno che Federico Piroddi frequenta i circuiti europei più ricchi di poker live e a Barcellona è riuscito a piazzare uno dei colpi più importanti della sua carriera.

Federico, infatti, ha chiuso secondo al WPT500 catalano in mezzo a 2.763 entries. Un’impresa che è valsa al grinder italiano 145.000 euro di premio! Una somma perfino superiore a quei 125.000 euro vinti a un IPT di Sanremo del 2013 contro un certo Dario Sammartino…

Ci siamo dunque fatti raccontare tutto da Federico sul suo momento, nonostante lui sia un tipo abbastanza riservato. Il suo racconto del tavolo finale è partito da quella mano incredibile che ha condannato Paul Romero all’ottavo posto:

È successo proprio quello che è stato riportato nel blog ufficiale. Eravamo otto left alla prima mano del final. Il chip leader UTG ha aperto preflop. Lo small blind, terzo in chips, pensava di essere in bvb e ha pushato. Si è accorto dell’errore e quindi anche UTG si è reso conto della situazione. UTG alla fine ha chiamato con A-9 off. Alla fine è stato un bel call, ci stava come ragionamento. Small blind ha mostrato K-3 di fiori. Galindo è salito ancora di più nel count ma alla fine ha chiuso quarto“.

La trasferta catalana è stata breve ma intensa per Federico: “Ho giocato solo quell’evento perché avevo già in programma di fare altro appena finiva il WPT500. Diciamo che era una toccata e fuga andata male.

Appena finito il torneo ero abbastanza deluso perché ero convinto di aver praticamente vinto, visto che ero riuscito a ribaltare l’heads up. Peccato. Dopo un po’ di giorni da quel secondo posto mi rendo conto che non posso recriminare nulla. Il torneo è andato bene per mille ragioni. Lamentarsi non ha senso. Festeggerò con amici, qualche cena o roba cosi.

Il secondo posto mi darà la carica per vincere nella prossima occasione, live o online che sia. Non sono abituato, di solito se arrivo in fondo è difficile che faccio runner-up. L’heads-up è un altro gioco e mi ritengo fortunato ad averlo giocato sia a livello di sit che di cash, perché di solito sposta tantissimo. Tra i due finalisti di un heads up chi è più preparato ha un grossissimo vantaggio“.

 

 

Abbiamo chiesto perciò a Federico cosa c’è nei suoi piani futuri: “Nei prossimi mesi poi andrò a Sanremo e Monte Carlo che avevo già programmato. Sicuramente il secondo posto di Barcellona mi dà una bella iniezione di fiducia e son sempre più convinto di potermela giocare anche in field europei non solo italiani.

Continuerò a mixare il live e l’online come ho sempre fatto, stando attento più del solito a non farmi scappare i live migliori. Sul ‘punto it’ oramai sono poche le possibilità di tirare colpi come questo.

Ma di certo non abbandono l’online. Diciamo che è una palestra dove un poker player non può astenersi se vuole tenersi in forma pokeristicamente parlando. I giorni irrinunciabili per il grinding sono la domenica, il lunedì e il giovedì per me. Il resto vedremo“.

Chiudiamo con una battuta sulle mitiche World Series di Las Vegas: “Non sono mai stato alle WSOP ma un giorno ci andrò. Per adesso preferisco le tappe europee. Certo che la 50esima edizione di questa estate non sembra male…“.

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