Sunday, Nov. 17, 2019

Strategia

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il 31 Lug 2019

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Una curiosa mano di Jonathan Little in zona bolla alle WSOP da short stack

Una curiosa mano di Jonathan Little in zona bolla alle WSOP da short stack

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Jonathan Little oltre ad essere uno dei giocatori più conosciuti al mondo, dimostra di essere un attento analista anche delle proprie mani. E come sempre, riporta gli spot più interessanti da lui giocati su Pokernews.com. Questa volta si tratta di un controverso, quanto curioso spot giocato alle WSOP dall’americano, a ridosso della zona bolla in un evento da 1.000 dollari di buyin.

Nel suo racconto, Little non si limita solo a descrivere la mera azione con il rivale, ma spiega tutto il suo plain durante la mano. Un piano d’azione cambiato più volte nel corso della stessa mano. Insomma un’analisi bella profonda, dove quella che potrebbe apparire come una giocata poco ortodossa, nasconde invece una logica ben precisa, in vista anche dello scoppio della bolla.

Short stack

Come detto Jonathan Little si trova in lizza per la zona premi in un evento da 1.000$ di buyin alle WSOP. Sono rimasti circa 1.300 giocatori in corsa e la bolla dista un manciata di eliminazioni. Insomma la tensione sale all’interno del Rio. L’americano ha uno stack non proprio eccezionale per affrontare questa fase: 16.000 gettoni nel livello 800-1.600, vale a dire 20 big blinds.

La mano che poniamo sotto la lente di ingrandimento, si materializza quando il bottone apre a 1.800, con 40.000 dietro e dopo il fold dello small blind, ecco che Little dal big blind completa con 4 3 . “Potrei tranquillamente passare e attendere lo scoppio della bolla. Con 20 big blind ci riuscirei senza problemi. Ma il mio obiettivo non è tanto il mini cash, quanto costruire uno stack deep e puntare poi al successo. Decido di flattare, con un piano ben preciso nella mia testa”. 

Il flop K 5 2 è perfetto per Little che in colpo solo trova due draw: quello a colore e quello della scala bilaterale. I suoi out aumentano a dismisura. “E’ un flop perfetto per quello che ho in mente. Sono ampiamente vivo e ci sono grandi possibilità di chiudere il punto. Ho già deciso di fare check, per poi muovere allin sulla bet del mio rivale. Mi attendo una sua puntata standard dal bottone con any two cards“. Stranamente però il suo rivale fa check dietro e si passa al turn.

In quarta strada scende un 2 che paira il board. “Diciamo che il suo check dietro mi ha sorpreso. Questa azione del mio rivale, comporta da parte mia un cambio nel programma. A questo punto uscire in allin ha poco senso: mi chiamerebbe con mani migliori della mia. Andare in check ugualmente non avrebbe molta logica, sia perchè dovrei foldare su un push suo o sua una puntata che non mi lascia equity e sia perché un secondo check dietro farebbe aumentare i miei rimpianti. Così decido di puntare”. 

Jonathan Little opta per una bet a 2.000 su un pot di 4.800. Per tutta risposta oppo rilancia a 5.100. “Il suo check dietro al flop potrebbe nascondere un super nuts come set di King o anche di 5. Ma il rilancio al turn mi fa cambiare idea sulla sua mano. Se avesse avuto set al flop, adesso avrebbe il full house. Perché rilanciarmi addosso, con il rischio di farmi scappare? Inizio a credere che abbia una mano di medio valore e considerando i miei progetti, posso giocarmela ancora al 30% prima del river. Nonostante i 15 big blind, chiamo e so che nella peggiore delle ipotesi resterò con 11 big blind circa“.

Little dopo aver callato il rilancio del suo avversario, vede piombare in quinta strada un 9 . Una carta che condanna l’americano, il quale non ha più possibilità di chiudere progetti. “La maggior parte dei giocatori, al mio posto, sarebbero usciti diretti in allin. Un errore madornale, considerando che il mio rivale non sembra molto intenzionato a mollare il colpo. Quindi siamo in una strada senza sfondo e abbiamo una sola soluzione. Fare check e vedere cosa fa oppo”. 

Villain in questo caso pusha mettendo ai resti Little. “Fa quello che avrei fatto io al suo posto. Foldo sereno e con 11 big blind sono ancora convinto di farcela ad entrare a premi. Anche se ripeto: non è il mini-cash il mio obiettivo. Non è la bandierina. Ma la vittoria finale, la fetta più grande del malloppo. Non mi interessa collezionare titoli o medagliette. Voglio solo vincere  più soldi possibili“.

So che per molti può sembrare un controsenso, tra quello che dico e quello che ho fatto in questa mano, ma sono convinto che un river a me favorevole mi avrebbe consegnato un double up. Un modo perfetto per andare deep e puntare al successo“.

Per la cronaca, Little riuscirà ad andare a premio poche mani dopo. Rimasto in zona rossa con 6 big blind nel suo stack, vede utg schiantarsi in allin con 10-10 su A-A del grande buio. Un bel regalo da parte dei suoi “sprovveduti” rivali.

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